drammaturgia.it
Home | Cinema | Teatro | Opera e concerti | Danza | Arte | Racconti e... | Televisione | Libri | Riviste
Punto sul vivo | Segnal@zioni | Saggi | Profili-interviste | Link | Contatti

cerca in vai


Theaterheute, Nr. 11, November 2016


64 pp., euro 14, 00
ISSN 0040 5507

In apertura di questo numero della rivista berlinese si legge la consueta sezione Aufführungen in cui sono raccolte le recensioni dei principali spettacoli di recente produzione in area tedesca.

Il cartellone del Residenztheater prevede due proposte piuttosto interessanti: Die Räuber nella versione firmata da Ulrich Rasche che ricorre a molti mezzi meccanici ed espedienti industriali finalizzati ad una resa contemporanea del dramma schilleriano interpretato da Götz Schulte, Valery Tscheplanowa, Franz Pätzold, Nora Buzalka.

Lo stesso obiettivo è raggiunto da Martin Kusej per quanto riguarda la messinscena di Die schmutzigen Hände di Sartre, come dimostra la gabbia posizionata sul palcoscenico che allude al campo di prigionia di Guantanamo. Tra gli attori si sono distinti Christian Erdt e Lisa Wagner. Der Fall Meursault – eine Gegendarstellung è il titolo della commedia ricavata dall’omonimo romanzo dell’algerino Kamel Daoud da parte di Amir Reza Koohestani, che interpreta l’opera dai tratti sentimentali applicando adeguati ritmi espressivi ai dialoghi e ai movimenti degli attori (Samouil Stoyanov, Maya Haddad, Gundars Abolins, Walter Hess).

La malinconia della partenza è il tema di due pregevoli proposte berlinesi. Nella prima, Bekannte Gefühle, gemischte Gesichter (produzione Volksbühne), Christoph Marthaler racconta i movimenti interiori dei suoi personaggi assunti in scena da Tora Augestad, Jürg Kienberger, Marc Bodnar, Irm Hermann, Hildegard Alex; il secondo, Der Mensch erscheint im Holozän di Max Frisch in scena al Deutsches Theater, è affidato alle competenze di Thom Luz che rivisita il testo con un taglio contemporaneo e si avvale di un gruppo di eccellenti attori quali Ulrich Matthes, Leonhard Dering, Judith Hofmann, Wolfgang Menardi e Daniele Pintaudi.

Anche 89/90 è uno spettacolo tratto da un romanzo in cui Peter Richter racconta il difficile passaggio storico della riunificazione delle due Germanie. Nell’allestimento realizzato allo Schauspiel di Dresda la regia di Christina Rast sviluppa con rigore comunicativo le dinamiche ideologiche interpretate da Ben Daniel Jöhnk, Nicolas Streit, Loris Kubeng, Pino Räder, Matthias Luckey, Marius Ahrendt.

Lo stesso testo è stato allestito allo Schauspiel di Dredsa da Claudia Bauer, che sceglie un registro espressivo a tratti grottesco con il quale si sono cimentati Annett Sawallisch, Andreas Dyszewski, Anna Keil, Tilo Krügel.

Si prosegue con gli spettacoli in visione allo Schauspielhaus di Bochum. Verbrechen und Strafe, da Dostojevskij, è letto da Jan Klata in senso marcatamente psicologico e con effetti a tratti di delicatezza comica. Tra i protagonisti figurano Roland Bayer, Jana Schulz, Sarah Grunert.

Ha ottenuto ampi consensi di pubblico e di critica Manchmal hat die Liebe regiert und manchmal einfach niemand, novità proposta dalla giovane scrittrice Laura Naumann con Therese Dörr protagonista assoluta.

Allo Schauspiel di Colonia Stefan Bachmann si occupa di Hamlet assunto in chiave spiccatamente contemporanea e seguendo una lettura molto attenta alle abilità di Peter Miklusz (Hamlet), Lou Zöllkau (Ophelia), Bruno Cathomas (Claudius), Wolfgang Pregler (Polonius).

La messinscena di Karnickel, novità di Dirk Laucke dedicata alle paure invisibili della nostra vita quotidiana, porta la firma di Pinar Karabulut. Nel ruolo del protagonista è emerso il talento di Werner Rehm.

In Germania l’attuale crisi finanziaria è oggetto di una serie di commedie di recente stesura. Tra le tante spicca der thermale Widerstand di Ferdinand Schmalz, che «Theaterheute» pubblica in versione integrale nella sezione Das Stück (dopo il debutto allo Schauspiel di Zurigo). Il testo, che declina la crisi finanziaria nella sfera delle relazioni umane, è stato poi inserito nel cartellone del Deutsches Theater di Berlino per la regia di Matthias Rippert e l’interpretazione di Thorsen Hierse, Michael Goldberg, Linda Pöppel, Harald Baumgartner e Daniel Hoevels.

Al Berliner Ensemble è stato rappresentato Die Griechen di Volker Braun. La commedia trasferisce la Grecia d’oggi nella struttura della tragedia antica con il coro chiamato a dialogare con i protagonisti (Joachim Nimtz, Krista Birkner, Felix Tittel) diretti dal sapiente montaggio di Manfred Karge.

Risulta di pregevole fattura artistica la messinscena di Im Turm zu Basel di Theresia Walser da parte di Sebastian Schug. Nella compagnia figurano Katja Jung, Thomas Reisinger, Orlando Klaus, Simon Zagermann, Liliane Amuat, Carina Braunschmidt, Vincent Glander.

Le pagine di Ausland sono dedicate alla scena londinese, con particolare attenzione alle produzioni del National Theatre che il direttore Rufus Norris distribuisce tra classico e novità.

Emergono The Flick di Annie Baker per la regia di Sam Gold, We’re here because we’re here di Jeremy Deller. Anche l’Almeida Theatre si caratterizza per la promozione della drammaturgia contemporanea, come dimostra l’allestimento della novità Boy di Leo Butler. Allo Young Vic Theatre Brendan Cowell e Billie Piper sono i vincenti protagonisti di Yerma di Simon Stone, mentre al Globe Theatre è andata in scena una versione interetnica e rock dello shakespeariano Sommernachtstraum con Meow Meow e Nandi Bhebhe.

Trovano spazio anche i Festivals autunnali. Si inizia con l’internazionale Theaterspektakel di Zurigo, che si è occupato principalmente di tematiche legate al postcolonialismo e ai fenomeni migratori d’oggi, come è emerso da Clean City di Anestis Azas recitato da attrici provenienti da Sudafrica, Moldavia, Filippine e Albania; da Planites della giovane e promettente coreografa greca Patricia Apergi; e da La porte portable di Tim Zulauf, che porta alla luce strani dialoghi tra Tunisia e Svizzera.

L’intervista a Sandro Lunin, direttore di Theaterspektakel, spiega le linee artistiche e i contenuti delle opere allestite, seguite da una massiccia partecipazione di pubblico. Nomi illustri impreziosiscono l’annuale Ruhrtriennale coordinata da Gerard Mortier. Luk Perceval, regista di Geld. Trilogie meiner Familie 2, affida a Maja Schöne, Barbara Nüsse, Oda Thormeyer e Tilo Werner l’interpretazione di un testo crudo e dissacrante che parla di sesso e soldi. È tratto dal romanzo Die Dinge, die vorübergehen di Louis Couperus l’omonimo spettacolo assemblato da Ivo van Hove e recitato da Katelijne Damen e Abke Haring. Medea. Matrix, installazione di Susanne Kennedy rilegge in chiave moderna la figura antica della madre assassina.

In Akteure si legge il profilo artistico di Manuel e Günther Harder, due fratelli che si sono affermati rispettivamente a Stoccarda e a Hannover al fianco di qualificati registi quali Armis Petras, Martin Laberenz, Sascha Hawemann.   



di Massimo Bertoldi


La copertina

cast indice del volume


 



 
Firenze University Press
+39 0552743051 - fax +39 0552743058
Borgo Albizi, 28 - 50122 Firenze

web:  http://www.fupress.com
email:info@fupress.com
© Firenze University Press 2013