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Arte Veneta, n. 72, 2015
Rivista di storia dell’arte fondata nel 1947

A cura di Istituto di Storia dell’Arte - Fondazione Giorgio Cini

264 pp., euro 95,00

Il nuovo volume della rivista diretta da Luca Massimo Barbero ospita otto saggi incentrati sull’arte veneta tra Basso Medioevo e Barocco (pp. 8-165), nove Segnalazioni (pp. 166-219) e tre contributi dedicati alle Carte d’archivio (pp. 220-259).

Apre la sezione saggistica uno studio di Fulvio Zuliani su un gruppo di cinque sculture collocate sul ciborio sovrastante l’altare maggiore della basilica di San Marco a Venezia. Il complesso scultoreo, trascurato dalla critica perché poco accessibile (le statue, avvolte nella penombra, si trovano a sette metri di altezza), è ora “rivelato” agli studiosi e ai curiosi grazie a una nuova campagna fotografica. Le figure del Cristo benedicente e dei quattro evangelisti, databili agli anni Trenta del Duecento, segnano una tappa fondamentale nell’elaborazione di un nuovo linguaggio scultoreo nell’ambito del fecondo cantiere della basilica.

Silvia D’Ambrosio si occupa della tomba del doge Lorenzo Celsi nella chiesa veneziana di Santa Maria della Celestia, profanata e dispersa in seguito alla soppressione napoleonica dell’edificio nel 1810. La corrispondenza di una descrizione settecentesca dell’arca tombale con inediti rilievi e opere scultoree trecenteschi conservati nella Friedenskirche di Potsdam induce a rivedere gli incerti itinerari dell’opera sul mercato antiquario, sollevando problemi attributivi e cronologici tuttora irrisolti.



Rilievi e opere scultoree vari, Potsdam, Friedenskirche

Anne Markham Schulz riabilita la figura di Pantaleone di Paolo, considerato erroneamente dalla critica un assistente del più celebre Bartolomeo Bon. L’attribuzione al semisconosciuto scultore e architetto veneziano della Madonna con il bambino collocata sulla facciata della pieve della Natività di Borgo Valsugana (1424 ca.) consente di accertare la sua paternità anche rispetto alle decorazioni scultoree della facciata della basilica veneziana di Santa Maria dei Servi (1430). Tali acquisizioni lasciano campo all’ipotesi di un ben più sistematico impiego dell’artista nella realizzazione di elementi architettonici per edifici religiosi veneti nella prima metà del Quattrocento.

Tiziano, Francesco Segala e Federico Zuccari sono al centro dei rispettivi studi di Marsel Grosso, Luca Siracusano e Martina Lorenzoni. Grosso reinterpreta la pittura religiosa tizianesca dei decenni centrali del Cinquecento alla luce di un dialogo mai interrotto con Roma e in particolare con la maniera di Raffaello e Michelangelo. Siracusano affronta alcuni nodi problematici della carriera dello scultore-architetto Segala, come i suoi rapporti con i committenti della Veneranda Arca di Sant’Antonio e la produzione di busti pseudo antichi (documentati da una lettera del 1567). Lorenzoni analizza le copie da Paolo Veronese dei taccuini di disegni che Federico Zuccari realizzò nei suoi viaggi a Venezia e nell’entroterra veneto tra gli anni Sessanta e Ottanta del Cinquecento.



Tintoretto, Peccato originale. Venezia, Gallerie dell'Accademia

Massimo Favilla e Ruggero Rugolo aggiungono nuovi tasselli a quell’oscuro capitolo della storia dell’arte veneziana che riguarda gli stuccatori. Privi del riconoscimento di un’arte specifica, i professionisti dello stucco incontrarono grande fortuna soprattutto tra la metà del Seicento e l’ottavo decennio del secolo successivo. Questo studio ne ricostruisce le carriere, documentando in particolare l’attività di Andrea e Lorenzo Pelli, Giovanni Pietro Roncaioli, Abondio Stazio e Carpoforo Mazzetti Tencalla.

Chiude la sezione saggistica l’approfondimento di Chiara Piva sugli originali rapporti tra testo e immagine nella grande opera editoriale di Anton Maria Zanetti quondam Alessandro intitolata alle Varie pitture a fresco de’ principali maestri veneziani (Venezia, s.e., 1790).



Anton Maria Zanetti di Alessandro, Giuditta. Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana

Nelle Segnalazioni, Francesca Flores d’Arcais fa luce su alcuni frammenti di affreschi trecenteschi recuperati con il restauro della stanza di Luigi il Grande d’Ungheria nel castello carrarese di Padova; Matteo Ceriana ripensa l’attività scultorea di Tullio Lombardo sulla scorta degli studi recenti di Anne Markham Schulz; David Ekserdjian presenta un inedito Ritratto di donna di Bartolomeo Veneto; Daniele Guernelli propone l’attribuzione di alcuni codici miniati di area veneta a Cristoforo Cortese e al Maestro della Commissione Donato; Marco Tagliapietra passa in rassegna l’insolita iconografia della bacchetta poggiamano usata ancora oggi dai pittori di tradizione; Stefano Pierguidi esamina una statua di Apollo d’ispirazione raffaellesca conservata a Padova; Stefania Mason attribuisce la paternità di alcuni quadri croati a Paolo Fiammingo, a Niccolò Renieri e a Hans Rottenhammer; Giuseppe Sava indaga l’attività di alcuni scultori veneziani a Brescia e a Bergamo tra Sei e Settecento; Paolo Delorenzi fa luce sullo stuccatore Giuseppe Garrovi, allievo di Stazio e Mazzetti e operativo in Laguna nella prima metà del diciottesimo secolo.



Sala di re Luigi. Padova, castello carrarese

Per le Carte d’Archivio, Maria Stella Alfonsi ripercorre la storia del complesso conventuale delle Carmelitane di Venezia intitolato a Santa Teresa e affettuosamente denominato “le Terese”. Favilla e Rugolo propongono (a integrazione del precedente contributo) un regesto cronologico degli stuccatori attivi nella Serenissima in età barocca e rococò. Infine Debora Tosato ricostruisce il ciclo settecentesco di dipinti che decorava la Sala della Nuova Cancelleria nella Scuola Grande di Santa Maria della Carità di Venezia, soffermandosi sulla Morte di Rachele di Giambettino Cignaroli e su Abramo e i tre angeli di Giandomenico Tiepolo.

Tutti i contributi sono corredati da un puntuale apparato iconografico. La Bibliografia dell’arte veneta, disponibile in ebook gratuito, è firmata come di consueto da Paolo Delorenzi e Meri Sclosa.



di Gianluca Stefani


La copertina

cast indice del volume


 
Cristo benedicente. Venezia, basilica di San Marco





















Federico Zuccari 
(da Paolo Veronese), 
Figure di astanti. Berlino, Staatliche Museen, Kupferstichkabinett


















































































Maestro della Commissione Donato, Antifonario. Londra, British Library

 
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