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Theaterheute, Nr. 3, März 2016


72 pp., euro 14
ISSN 0040 5507

Sono molti e piuttosto interessanti gli spettacoli recensiti in Aufführungen, lo spazio riservato alle produzioni dei teatri di lingua tedesca. Un occhio di riguardo è rivolto alla scena di Amburgo. Primeggia la messinscena di Geächtet, novità di Ayad Akhart pubblicata in versione integrale in Das Stück allegato a questo numero della rivista berlinese. Il testo, che si interroga sulle espressioni contemporanee del razzismo, è affidato alla regia di Klaus Schumacher e all’interpretazione di Carlo Ljubek, Ute Hannig, Samuel Weiss, Isabelle Redfern.

Warten auf die Barbaren, il copione ricavato dall’omonimo romanzo di Coetzee, è affrontato dalla regia della polacca Maja Kleczewska manifestando attenzione soprattutto per le tematiche religiose. Tra gli attori spiccano Markus John nei panni del magistrato protagonista, Sachiko Hara, Anja Lais

Si parla di asilo politico e di democrazia in Unterwerfung, spettacolo tratto dal romanzo giovanile di Michel Houellebecq, ambientato nel 2022 e ridotto a un convincente monologo per Edgar Selge e la regia di Karin Beier.

Al Thalia Theater ha realizzato la messinscena di Früchte des Zorns, che Luk Perceval ha ricavato dal romanzo omonimo di Steinbeck attualizzando il tema della depressione con la quale convive una famiglia californiana e avvalendosi di bravi attori come Kristof van Boven, Rafael Stachowiak, Marina Galiu, Bert Luppes e Nick Monn.

Ci si sposta alla Schaubühne di Berlino, dove Milo Rau ha presentato Mitleid. Die Geschichte des Maschinengewehrs, uno spettacolo dissacrante e di denuncia del vuoto della società contemporanea animato su un palcoscenico ricoperto di oggetti domestici sparsi come se fossero in una discarica, sul quale si sono mossi interpreti di pregevole spessore espressivo come Ursina Lardi e Consolate Sipérius

Il pubblico del Deutsches Theater ha applaudito la commedia Affäre Rue de Lourcine di Labiche, trasferita da Karin Henkel nella nostra contemporaneità e ambientata in un crematorio, con Michael Goldberg, Felix Goeser, Christoph Franken, Anita Vulesica, Wiebke Mollenhauer.

La Volksbühne ha commissionato a Frank Castorf la messinscena di Judith di Hebbel. Il regista propone una versione cupa e moderna del dramma, con Martin Wuttke e Birgit Minichmayr convincenti protagonisti.

Hanno ottenuto ampi consensi di pubblico e di critica le due produzioni dei Kammerspiele di Monaco, a partire da Caspar Western Friedrich di Philippe Quesne che anima sul palcoscenico una sequenza di scene ispirate alla pittura romantica di Friedrich e sviluppate con piglio creativo da Julia Riedler, Stefan Merki, Johan Leysen, Franz Rogowski e Peter Brombacher. A seguire La Sonnambula, novità di David Marton ispirata all’omonima opera di Bellini e affidata ad un gruppo di bravi attori, tra cui spiccano Jelena Kuljic, Michael Wilhelmi, Yuka Yanagihara, Hassan Akkouch.

Andrea Breth rielabora la sceneggiatura di Diese Geschichte von Ihnen di John Hopkins per trasferire sul palcoscenico dell’Akademietheater di Vienna un dramma nel quale si esplora la psicologia del poliziotto interpretato con le dovute competenze artistiche da Nicholas Ofczarek e August Diehl.

La rassegna Aufführungen continua allo Schauspiel di Francoforte per raccontare la messinscena in chiave contemporanea di Schuld und Sühne di Dostojevskij secondo le linee di regia di Bastian Kraft, che sviluppa uno spettacolo corale e molto movimentato come lo hanno saputo rendere Oliver Kraushaar, Lukas Rüppel, Christoph Pütthoff, Nico Holonics, Torben Kessler e Corinna Kirchhoff.

Der Idiot, proposto a Dresda da Matthias Hartmann, si caratterizza per il dominio di atmosfere ombrose, specchio dell’interiorità dei personaggi affidati all’estro artistico di Christian Erdmann, André Kaczmarczyk e Lieke Hoppe

Il cartellone dello Schauspielhaus di Zurigo è stato impreziosito da tre importanti allestimenti. Barbara Bruckner ha adattato le pagine del romanzo di Klaus Mann, Mephisto, per riflettere sui meccanismi dell’ascesa del nazismo, curando la regia di uno spettacolo grottesco e provocatorio, interpretato, tra gli altri, da Michael Neuenschwander, André Willmund e Siggi Schwientek. Jan Bosse ha firmato la messinscena di Hexenjagd di Arthur Miller in una versione attenta all’intreccio di tematiche relative al satanismo e al fascismo, come hanno espresso con pregevoli doti artistiche Tatjana Sebben, Lisa-Katrina Mayer, Miriam Morgenstern e Nils Kahnwald. Infine Pianoforte di Ruedi Häusermann: uno spettacolo coinvolgente dominato dalla componente musicale, con Simone Keller, Philip Bartels, Duri Collenberg e Lukas Rickli. 

In Akteure si legge il profilo artistico di Dmitrij Schaad, attore nato in Kazakistan e recentemente salito alla ribalta del Maxim Gorki Theater di Berlino, dopo i trascorsi formativi allo Schauspielhaus di Bochum, dove si è rivelato nel 2011 con Amerika di Karl Rossmann. Nel teatro della capitale ha collezionato una lunga serie di prove positive: da Onkel Wanja di Čechov (2015) al recente Kleiner Mann - was nun? di Hans Fallada per la regia di Johannes Pinneberg.  

In Flüchtlinge und Theater si affronta un tema di grande attualità: il rapporto tra il teatro politico e i fenomeni migratori. All’intervento di Tania Canas, insegnante e artista autrice di molti progetti rivolti ai profughi, segue un reportage su Budapest, dove si segnalano, tra le tante cose, gli ultimi testi di Belà Pintér, Pheasant Dance e Fasanentanz, dedicati a questo tema. 

A vent’anni dalla morte di Heiner Müller, Nikolaus Müller-Schöll pubblica nelle pagine di Essay una profonda riflessione sull’attualità dei contenuti del dramma Horatier del drammaturgo berlinese in rapporto al terrorismo contemporaneo.  

Massimo Bertoldi


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