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Theaterheute, Nr. 7, Juni 2015


pp. 64, € 13
ISSN 0040 5507

Il numero estivo della rivista si apre con la consueta sezione Aufführungen, ossia lo spazio riservato alle principali produzioni teatrali allestite in area tedesca. Spicca la commedia Ich ich ich di Eugène Labiche messa in scena da Martin Kusej al Residenztheater di Monaco, con Marcus Hering, Johannes Zirner e Nora Buzalka protagonisti di uno spettacolo vivace e contaminato da elementi operettistici. Lo stesso teatro bavarese ha reso omaggio a Oliver Frljić, drammaturgo bosniaco recentemente scomparso, con la rappresentazione di Balkan macht frei, dramma storico affidato alle competenze di apprezzati attori quali Leonard Hohm, Alfred Kleinheinz, Jörg Lichtenstein, Franz Pätzold. Letture sceniche di testi classici in chiave contemporanea caratterizzano le proposte viennesi, a partire da Edward II di Marlowe per la regia di Ewald Palmetshofer che sottolinea il conflitto tra Stato, ordine e amore, come hanno saputo interpretare Simon Zagermann e Thiemo Strutzenberger in azione sul palcoscenico dello Wiener Schauspielhaus.

L’ibseniano John Gabriel Borkman rientra nella programmazione dell’Akademietheater, che il regista Simon Stone attualizza con riuscite allusioni alla crisi finanziaria d’oggi. Recitano in modo crudo e incisivo Birgit Minichmayr, Martin Wuttke, Caroline Peters, Nicola Kirsch e Max Rothbart. Assai pregevoli sotto il profilo artistico le due produzioni dello Schauspielhaus di Zurigo. Stefan Pucher firma la regia di Schmutzigen Hände di Jean-Paul Sartre e in molti passaggi induce riflessioni sul terrorismo contemporaneo. Meritevole di applausi è stata la prova di Jrka Zett e Robert Hunger-Bühler. René Pollesch, autore e regista rigoroso nell’orchestrare sul palcoscenico i movimenti di Inga Busch, Nils Kahnwald e Marie Rosa Tietjen, affronta con rabbia e ironia il tema della rivoluzione e del comunismo in Love / No Love.

Allo Schauspielhaus di Amburgo è stato applaudito l’allestimento di Schuld und Sühne, riduzione teatrale dell’omonimo romanzo di Dostoevskij, assunto dalla regia di Karin Henkel in chiave introspettiva attraverso uno scavo profondo nella psicologia dei personaggi affidati alle abilità performative di Angelika Richter e Charly Hübner nei ruoli principali. Aufführungen si conclude con la recensione di Einige von uns del gruppo She She Pop per la produzione commissionata dallo Staatstheater di Stoccarda, e di Supernerds. Eine Überwachungsabend di Angela Richter per lo Schauspiel di Colonia, in cui figurano come interpreti principali Judith Rosmair, Nikolaus Benda, Birgit Walter.

Ricche d’interesse le pagine della sezione Neue Stücke, dedicata agli allestimenti di testi inediti assunti dal cospicuo serbatoio della drammaturgia contemporanea, a partire da Alles muss glänzen – The Homemaker di Noah Haidle. La messinscena della commedia prodotta dallo Stadttheater di Hannover, pubblicata in versione integrale nelle pagine di Das Stück, è stata affidata alla regia di Anna Bergmann, abile e originale nel coordinare i movimenti di Christoph Müller e Katia Gaudard. La consueta attenzione berlinese alle novità trova conferma nella première di Bella Figura di Yasmina Reza alla Schaubühne, un dramma famigliare moderno che si avvale della rigorosa regia di Thomas Ostermeier e della partecipazione di pregevoli attori, da Renato Schuch a Lore Stefanek, da Nina Hoss a Stephanie Eidt.

Il Gorki Theater ha ospitato la messinscena di Das Kohlhaas-Prinzip, progetto della Yael Ronen Ensemble ricavato dall’omonimo racconto di Heinrich von Kleist e assunto a metafora della presenza nella società europea della cultura e della religione islamica. Tra gli attori si sono distinti Dimitrij Schaad, Thomas Wodianka e Jerry Hoffmann. Spicca il progetto dello Schauspiel di Francoforte con l’allestimento di Die Wiedervereinigung der beiden Koreas di Jöel Pommerat, per la regia di Jörg Gollasch che si dimostra attento ad allestire una serie di scene incentrate sulla storia di un matrimonio complicato, animato dalla vivacità creativa di un gruppo di bravi attori quali Marc-Oliver Schulze, Franziska Junge, Corinna Kirchhoff, Josefin Platt, Verena Bukal e Carina Zichner. Dello stesso Pommerat allo Staatstheater di Darmstadt il pubblico ha applaudito Dieses Kind, commedia in cui il tema dominante è costituito dal rapporto genitore-bambino. Affidato alla direzione di Beata Anna Schmutz, l’allestimento ha evidenziato le doti espressive di Katia Hegwein e Constanze Thomas.

L’attenzione alla cultura teatrale europea orienta il lettore al Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles. In occasione della sua ventesima edizione è stato predisposto un cartellone affollato di artisti di spessore internazionale. Si registrano Mariano Pensotti con il suo Grupo Marea e la presentazione di Cuando vuelva a casa voy a ser otro, Joris Lacoste con Suite No 2 interpretato dal Gruppe L’Encyclopédie de la parole, e ancora Need Company con The blind poet e Bouchra Ouizguen con Courbeau. Da segnalare la presenza di Romeo Castellucci affiancato da Simone Bobini, Bernardo Bruno e Silvano Voltolina con il riuscito Uso umano di essere umani. Desta infine curiosità il Downtown Contemporary Art Festival del Cairo per la sua capacità di armonizzare artisti locali e internazionali.

In Akteure si legge un ricordo di Andreas Wilink dedicato a Rainer Werner Fassbinder, del quale ripercorre le tappe più importanti soprattutto della carriera cinematografica, non dimenticando la qualità della sua produzione teatrale. 


di Massimo Bertoldi


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