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Hystrio, a. XXVII, n. 4, ottobre-dicembre 2014
trimestrale di arte e spettacolo

pp. 120, euro 10,00
ISSN 1121-2691

 

Si presenta piuttosto interessante la “Vetrina” con cui si apre questo numero di «Hystrio». Emilio Nigro intervista Eugenio Barba in occasione della ricorrenza di mezzo secolo di attività del suo Odin Teatret. Meng Jinghui, come lo inquadra il contributo di Barbara Leonesi che ne segue il percorso artistico da enfant prodige a pop star, è uno scrittore e regista dotato di uno stile proprio e impostato sull’ibridazione e rielaborazione di testi autoctoni e stranieri con l’obiettivo di declinare la satira e la comicità nella rappresentazione della Cina contemporanea. L’inadeguatezza del sistema teatrale di Roma per le esigenze di artisti e pubblico, illustrata dall’intervento di Sergio Lo Gatto, trova la sua nitida espressione nelle recenti vicende del Teatro Palladium e del Teatro Eliseo, mentre progredisce la crescita di teatri alternativi e rimane ancora nebulosa la gestione futura del Teatro Valle Occupato. Claudia Cannella racconta i processi di riqualificazione degli spazi urbani attraverso il supporto dell’arte e della cultura, spettacolo compreso, avvenuti nel corso dell’estate a Castiglioncello, San Lazzaro di Savena, Como e Milano.  La Sartoria Tirelli celebra cinquant’anni di attività, come ricorda lo scritto di Giulia Morelli, e li ha vissuti a contatto con il mondo dello spettacolo italiano e internazionale, come dimostrano i contatti con Strehler, Ronconi e la ragguardevole collezione di 170.000 costumi, quindici dei quali vantano il Premio Oscar. Completa questa “Vetrina” la presenza di Ricci/Forte. Il duo, intervistato da Nicola Viestri, ripercorre le tappe creative a partire da Troia’s discount al recente JG Matricule dedicato a Jean Genet, che ne ha rafforzato il successo internazionale.

 

Il giro di “Teatromondo” parte da Londra, dove Laura Caretti è stata spettatrice al National Theatre di Medea, magistralmente interpretata da Helen McCrory; della trasposizione teatrale del romanzo di Orwell, 1984, allestita dal regista Robert Ickee, che approfondisce il tema del controllo del potere secondo lo stile Grande Fratello; di Shakespeare in Love secondo la versione firmata da Lee Hall e ricavato dall’omonimo film di Tom Stoppard e Marc Norman. Con il contributo di Maggie Rose ci si trasferisce a Edimburgo dove si sono svolti i tradizionali appuntamenti con l’International Festival diretto da Jonathan Mills e arricchito dalla partecipazione di molti artisti stranieri, e il Fringe Festival con una variegata programmazione, caratterizzata da spettacoli legati ai drammi migratori e al rapporto uomo-cibo. Sono emersi, tra i tanti artisti, il gruppo britannico Paines Plough, le compagnie 30 Bird di Cambridge e Northern Stage. La presenza italiana è stata garantita dalla Compagnia Instabili Vaganti con Made in Ilva. Non mancano le novità, come sottolinea Roberto Canziani, al festival portoghese di Almada: ha primeggiato la giovane scena argentina off del “novissimo teatro” rappresentata da Romina Paula e la sua compagnia El Silencio con El tiempo todo entero e Fauna, affiancata da Ignacio de Santis e Sergio Calvo con Impalpabile affidato alla cura scenica di Jorge Eiro. Sono stati applauditi anche gli esponenti del teatro italiano, quali Pippo Delbono con il recente Orchidee ed Emma Dante con Le sorelle Macaluso. Vesna Scepanović ci guida a Belgrado per parlare di Dah Teater, gruppo di ricerca attivo dal 1991 e fondato dalle registe Jadranja Andjelić e Dijana Milošević. Il viaggio di “Teatromondo” termina in Tunisia, a El Kef, dove Anna Dora Dorno ha preso parte al Festival 24 Heures de Théâtre du Kef.

 

Compete a Pino Tierno e Simone Trecca la cura del bel dossier “Teatro in Spagna oggi”. Lo stesso Tierno intervista Lluis Pasqual, ora ritornato alla direzione del Theatre Lliure di Barcellona che fondò nel 1976. Il prestigioso regista catalano parla della nuova gestione artistica, dell’attenzione verso la drammaturgia contemporanea in rapporto agli orientamenti di gusto del pubblico. La trasformazione della scena spagnola negli ultimi quarant’anni, a partire dal crollo del franchismo, è l’argomento trattato da Virtudes Serrano e Mariano de Paco. Alla nascita di teatri universitari e gruppi indipendenti all’inizio degli anni Settanta seguono, in parallelo alla nascita della democrazia, l’affermazione di nuovi autori (Fermìn Cabal, Miguel Murillo, Antonio Onetti, Sergi Belbel, ecc.) e il teatro femminile. La svolta degli anni Novanta porta ad una disintegrazione del realismo e l’affermazione della scrittura postmoderna contaminata da suggestioni avanguardistiche legate alle esperienze europee. Juan Mayorga è uno degli scrittori contemporanei di una certa caratura internazionale, che, intervistato da Simone Trecca, parla del suo procedimento e metodo di scrittura, poi della situazione dello spettacolo nel suo paese e della funzione politica e civile del teatro d’oggi, come sostenuto dallo stesso nel saggio Il drammaturgo come storico. Malgrado la recessione economica, spiega Davide Carnevali, la drammaturgia catalana rimane assai viva e dinamica da un punto di vista creativo e operativo, seguendo, tra l’altro, nuovi percorsi quali la convergenza dell’autore-regista-produttore  in un’unica figura e la contaminazione del linguaggio televisivo con quello teatrale. Simone Trecca ripercorre brevemente la storia dei gruppi collettivi e delle compagnie storiche che si sono affermati negli anni Ottanta e Novanta, come La Fura dels Baus, La Cuadra, Cuarta Pared. Si prosegue con l’intervista rilasciata a Pino Tierno da parte di Jordi Galcerán. Lo scrittore si sofferma sulla drammaturgia catalana, sul successo ottenuto dalla commedia Il metodo Gronholm. Guillermo Heras, fondatore e direttore del festival di Alicante, offre un interessante contributo al dossier. Presenta, infatti, le caratteristiche della manifestazione, dai contributi economici ricevuti da enti statali alla serie di spettacoli, seminari e presentazione di libri puntualmente proposti. All’intervento di Tierno, dedicato alla complessa questione della traduzione in italiano di testi spagnoli, segue una dettagliata panoramica, compilata da Manuela Fox, relativa alla scena femminile che si è sviluppata con originalità e convinzione culturale soprattutto negli ultimi decenni grazie ad Ana Diosdado, Paloma Pedrero, Yolanda Pallìn, fino alle scrittrici di ultima generazione quali Lola Blasco, Diana I. Luque, Vanesa Sotelo. Si rimane in ambito femminile con Roberto Canziani che si sofferma sulla figura artistica di Angélica Liddell, applaudita lo scorso anno al Festival teatrale della Biennale di Venezia con El año de Ricardo, rifacimento dello shakesperiano Riccardo III. Non mancano a drammaturghi e compagnie spagnole, oltre ai teatri istituzionali come dimostra Simone Trecca, altri spazi espressivi, considerati i numerosi festival disseminati nel territorio, come il Festival Internacional de Teatre de Sitges, il Festival Veo, il Festival Internacional de Teatro Clàsico de Almagio. Della massiccia presenza della drammaturgia spagnola nei cartelloni dei teatri italiani se ne occupa Diego Vincenti, che ricorda la frequente rappresentazione di commedie di Juan Mayorga, Juan Carlos Rubio, Sergi Belbel, Pau Mirò.

 

Nella sezione “Nati ieri. I protagonisti della giovane scena/46” si legge una mappatura essenziale dei premi di settore, spesso trampolino di lancio per scrittori emergenti, come Premio Scenario, Play Festival destinato agli under 40, Dominio Pubblico Officine, Premio Nuova_Scena.tn e Anticorpi XL.

 

Le pagine di “Drammaturgia” sono occupate da Stefano Massini, il prolifico e affermato commediografo fiorentino prossimo al debutto di Lehman Trilogy per la regia di Luca Ronconi che, nell’intervista concessa a Roberto Canziani, spiega il suo metodo di lavoro e gli aspetti fondamentali del recente Sette minuti. Assomiglia a una breve storia del “Teatro di figura” degli ultimi tre secoli quella raccontata da Piero Corbella a proposito della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli.

 

La consueta e corposa sezione delle “Critiche” ordina le tante recensioni degli spettacoli secondo criteri regionali.

 

Il testo pubblicato in questo numero di «Hystrio» è Namur (o della guerra e dell’amore) di Antonio Tarantino, che ha debuttato nell’ambito della manifestazione Primavera dei Teatri di Castrovillari per la produzione di Teatro Kismet Opera di Bari.

 

Nella “Biblioteca” Albarosa Camaldo raccoglie le schede relative alle novità editoriali italiane legate alla cultura dello spettacolo.


Competono a Roberto Rizzente le tante e preziose informazioni raccolte ne “La società teatrale”.

 

 

di Massimo Bertoldi


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