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Theaterheute


Nr.6, Juni 2014
ISSN 0040 5507

 

La rivista berlinese si apre con le pagine di “Aufführungen”, sezione riservata alle recensioni degli spettacoli più importanti di recente produzione in area tedesca. Al Residenztheater di Monaco Christine Umpfenbach firma la regia di Urteile, sorta di teatro-documento elaborato assieme ad Azar Mortazavi in cui, partendo da un cruento fatto di cronaca avvenuto nella città bavarese, si parla dei poteri tentacolari della mafia turca, come hanno saputo raccontare Gunther Eckes, Paul Wolff-Plottegg e Demet Gül. Nello steso teatro Andrea Breth cura la messinscena di Hausmeister di Harold Pinter seguendo una linea asciutta e rigorosamente fedele al testo. Di rilievo è risultata la prova di Norman Hacker, Hans-Michael Rehberg e Shenja Lacher. Frühlingsopfer, performance del collettivo She She Pop presentata allo Hebbel am Ufer di Berlino, è uno spettacolo movimentato e ricco di video e musiche a sostegno di un tessuto narrativo dedicato alla figura della madre. Il palcoscenico della Vollksbühne ha ospitato la messinscena di Trompe l’amour, rielaborazione drammaturgica di Comédie Humaine di Honoré de Balzac da parte di Martin Wuttke, anche nei panni dell’applaudito protagonista  e nel ruolo del regista. Allo Schauspiel di Colonia Robert Borgmann adatta alle dinamiche del palcoscenico Andrej Rubliow, secondo film di Tarkowski, seguendo una linea di regia impostata sul movimento corale esibito, tra gli altri, da Seàn Mcdonagh, Nicola Gründel, Niklas Kohrt, Sven Michelson e Simon Eckert. Angela Richter cura la messinscena di Brain and Beauty, testo concepito dalla stessa, in cui attori dialogano con marionette intorno al tema della bellezza.

 

In “Akteure” si legge un’intervista rilasciata da Falk Richter, giovane scrittore autore di Small Town Boy, novità che si può leggere in versione integrale nelle pagine “Das Stück” di questo numero di  «Theaterheute». Recentemente rappresentato al Gorki Theater di Berlino, il testo espone con piglio aspro e pungente le contraddizioni della società liberale contemporanea, con particolare attenzione alle problematiche relative all’omosessualità. Segue il profilo artistico di Maja Beckmann, attrice recentemente salita alla ribalta in Das Mädchen aus der Streichholzfabrik di Kaurismäki nella produzione ideata da David Bösch allo Stadttheater di Bochum, nella cui compagnia risulta scritturata dal 2001. La definitiva consacrazione coincide con la partecipazione nel 2013 a Das Fest di Vinterberg/Rukov per la regia di Christopher Rüping e a Urgötz di Johann Wolfgang von Goethe firmato da Simon Solberg.

 

Con "Ausland", le pagine dedicate alla scena internazionale, ci si trasferisce a Budapest per parlare della fioritura del teatro politico, all'interno del quale tornano di attualità tematiche legate al nazismo e all'olocausto, al totalitarismo comunista, alla situazione politica contemporanea. La riflessione critica chiama in causa autori classici come Gogol, dal repertorio del quale spicca Revisor nella messinscena di Victor Bodò al Vig Theatre o Shakespeare con Hamlet nella versione curata da Làszlò Bagossy dell' Örkény Theater. Tra le novità spiccano The Party di Arpàd Schilling al Krétakör Theater, che presenta un impasto creativo di linguaggi eterogenei, e The Clearing, spettacolo di teatro danza dell’inglese Helen Edmondson interpretato da Csaba Horvàth. L’interesse verso il teatro americano caratterizza la stagione londinese con produzioni di alto livello artistico, come la versione musical di American Psycho, satira indirizzata al capitalismo concepita da Bret Easton Ellis all’Almeida Theatre. La novità della statunitense Sarah Ruhl, In the Next Room or the Vibrator Play, è assunta dalla regia di Laurence Boswell (produzione Theatre Royal) e affidata all’interpretazione di Jason Hughes, Flora Moutgomery e Sarah Woodward nei panni dei protagonisti di una commedia che parla della terapia dell’orgasmo. Altro nome di spicco, il caloforniano Dan O’Brien, figura con The Body of an American allestito da James Dacre. Infine spicca il nome di John Donnelly con l’ultima sua fatica creativa, The pass, in scena sul palco del Royal Court con Russell Torey e Nico Mirallego principali interpreti mossi dall’ attenta regia di Johm Tiffany.

 

Lo spazio riservato a “Kylturpolitik” approfondisce l’attività a Berlino di Sasha Waltz, concentrando l’attenzione soprattutto sulla recente messinscena di Tannhäuser di Richard Wagner allo Staatsoper con Marina Prundenskaya nei panni dell’affascinante Venere. Segue una conversazione tra l’intendente e regista Manfred Beilharz, il drammaturgo Tankred Dorst e lo scrittore e critico Peter Michalzik a proposito degli orientamenti della drammaturgia contemporanea come emersi dalle recente Biennale “Neue Stücke aus Europa” di Wiesbaden.

 

di Massimo Bertoldi


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