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Hystrio, a. XXVI, n. 2, aprile-giugno 2013
trimestrale di teatro e spettacolo

pp. 116, euro 10,00
ISSN 1121-2691

 

Il numero primaverile di “Hystrio” si apre con la presentazione, da parte di Cristina Ventrucci, delle caratteristiche stilistiche della regia del giapponese Oriza Hirata, come emergono dal recente e fortunato allestimento di Tre sorelle di Anton Cechov, dove, tra l’altro, è prevista la presenza di un’androide-attrice. In “Vetrina” per la serie “Giovani mattatori/7” si legge il percorso artistico di Arianna Scommegna ricostruito da Fausto Malcovati, che ricorda il rapporto formativo con Serena Sinigallia e il successivo passaggio al percorso da solista, dai monologhi La storia d’amore di Eloisa e Abelardo al recente Mater Strangosciàs.

 

L’articolo di Pier Giorgio Nosari, contenuto in “Teatro & TV”, si occupa del cabaret televisivo, da Zelig, forte di sedici anni di attività, al recente Neripoppins di Neri Marcorè.

 

Apre “Teatromondo” la dettagliata cronaca di Margherita Laera relativa al London International Mime Festival che ha ospitato artisti di pregio, quali gli svizzeri Zimmermann & de Perrot con Hans was Heiri, i francesi Compagnie 111 e My!Laika, il gruppo britannico Stan’s Café. Il quadro parigino dipinto da Giuseppe Montemagno presenta soggetti piuttosto interessanti, che comprendono il recupero della drammaturgia di Ferdinand Bruckner con Le Criminels, teatro-documento in cui si tracciano i drammatici eventi della Repubblica di Weimar affidato alla regia di Richard Brunel per il Théâtre Colline. Il tema della guerra ritorna con Collaboration di Roland Harwood trasferito sulla scena da Georges Werler, Tendre et cruel di Martin Crimp, riscrittura di Trachinie di Sofocle per la regia di Jacques Wajeman. In occasione dei 150 anni della nascita di Konstantin Stanislavskij, racconta Fausto Malcovati, il Teatro dell’Arte di Mosca ha organizzato diversi eventi: una tavola rotonda con la partecipazione di personaggi internazionali; uno spettacolo, Fuori dal sistema, che con ironia e disincanto ricostruisce vicende e personaggi degli anni del grande maestro; la messinscena del cechoviano Gabbiano diretta da Yury Butuson con ampio uso di musica tecno.

 

Dalla ricca programmazione invernale offerta a New York, Gherardo Vitali Rosati sceglie a titolo esemplificativo il cartellone del festival Under the Radar al Public Theater con la partecipazione del locale e apprezzato Elevator Repair Service con Arguendo, Nature Theater of Oklahoma con il progetto Life and Times, la compagnia Pig Iron con Zero Coast House. La cifra della sperimentazione caratterizza il Coil Festival, nel quale si sono esibiti gruppi di ricerca come Radiohole, Palissimo e 2b Theatre. Il viaggio di “Teatromondo” fa tappa in Bielorussia e di proposito Roberto Canziani si occupa della rappresentazione di Minsk 2011 di Belarus Free Theatre per raccontare le censure cui sono sottoposti gli artisti dal regime. Infine Franco Ungaro ci porta in Iran dove, malgrado il controllo e la ferrea vigilanza della polizia segreta, si anima una scena teatrale vitale e innovativa, come dimostrano gli spettacoli inclusi nel cartellone de Fajr International Festival di Teheran.

 

Il tema trattato dal corposo dossier curato da Claudia Cannella e Diego Vincenti è “Teatro & Sesso”. In apertura lo stesso Vincenti propone un’intervista ad Alex Ollé, regista de La Fura dels Baus che nel 2001 ha realizzato XXX dedicato al marchese De Sade, in cui racconta i problemi con la censura, la forza comunicativa del sesso sul palcoscenico. Il sesso come spazio della fantasia e dell’immaginazione nelle scritture teatrali dall’antichità all’Ottocento costituisce l’argomento di Giuseppe Liotta, articolato seguendo la pista di Baccanti di Euripide, Aristofane, Menandro, Plauto, Terenzio, per proseguire con le sacre rappresentazioni medievali, gli scrittori rinascimentali, Shakespeare, fino agli autori del Seicento francese.

 

E’ dalla fine dell’Ottocento, spiega Oliviero Ponte di Pino, che il sesso diventa esplicito tema trasgressivo in un rivolo di contributi europei, dalla Germania – con gli scandalosi drammi Risveglio di primavera e Lulu di Frank Wedekind,  Girotondo e La signorina Else di Arthur Schnitzler – alla Francia, dove Jean Genet ne Il balcone annoda la liberazione del corpo con la lotta al potere. Segue una serie di artisti che da diverse angolature accentuano la provocazione come Babilonia Teatri e Romeo Castelluccio. Gli esempi italiani più recenti, caratterizzati dal connubio tra teatro di ricerca e linguaggio performativo del sesso in senso osceno e destabilizzate, spiega Paolo Ruffini, sono molti e di pregevole spessore artistico: ricci/forte, Motus, Fanny & Alexander, Accademia degli Artefatti ecc. Il contributo di Fabio Acca si sofferma sui modelli trasgressivi prodotti dalle star della musica pop-rock (Elvis Presley, Jim Morrison, Michael Jackson, Madonna, Lady Gaga).

 

A Roberto Canziani, che si occupa dell’impatto del trans sulla scena, segue Mario Cervio Gualersi che analizza come anche il teatro partecipi al dibattito sulle leggi contro l’omofobia e il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali attraverso la produzione di spettacoli dal repertorio, tra gli altri, di Giovanni Testori (L’Arialda), Annibale Ruccello, Tony Kushner. Alla performing arts guarda con attenzione Roberto Rizzente per considerare l’embrionale lavoro di Hermann Nitsch, Il dramma della foia del 1960, e gli sviluppi successivi  con il Teatro delle orge e dei misteri fino a Marina Abramovic per mettere in evidenza l’impatto visivo della sessualità.

 

Ad una serie di domande relative  alla carica trasgressiva del sesso sul palcoscenico, alla sua genuina vocazione artistica e a un suo possibile uso interpretativo per rileggere i testi classici, rispondono Andrea Adriatico, Cristian Ceresoli, Emma Dante, Enrico Frattaroli, Antonio Latella, Gabriele Lavia, Valter Malosti, Enzo Moscato, Paolo Poli e ricci / forte.

 

Non poteva mancare la drammaturgia dei corpi nudi in scena praticata dalla poetica di Living Theatre, secondo quanto scrive Cristina Valenti. Come è risultato opportuno l’articolo di Simone Soriani dedicato al tema del sesso e dell’erotismo nella scrittura di Dario Fo e Franca Rame. Da sempre annodato alla satira, il sesso, come si legge nell’intervento di Marco Menini, in Italia ha prodotto percorsi volti alla commistione con bersagli politici. E’ il caso di Daniele Luttazzi, oppure la schiera dei toscani e dei romani, e poi Sabina Guzzanti e Luciana Littizzetto. Fabrizio Sebastian Caleffi racconta topless e nudi teatrali da Paola Borboni a Manuela Kustermann e Cecilia Bartoli, legando la trasgressione alla cultura hippy. Il versante della danza è affidato alle competenze di Domenico Rigotti che segue le avanguardie di inizio Novecento soffermandosi su Nijinski, il Bolero di Béjart e altri importanti esponenti. Completa e conclude questo interessante dossier Giuseppe Montemagno che apre la prospettiva sull’opera per seguire lo sviluppo del gioco  di seduzioni e di intrighi sessuali dal Settecento ad oggi, seguendo da vicino Mozart e Da Ponte, Giuseppe Verdi, Richard Strauss, fino agli attuali Philippe Boesmans, Luc Bondy e Thomas Adès.

 

Lo spazio di “Hystrio” dedicato a “I protagonisti della giovane scena/43” è riservato a Zerogrammi. Laura Bevione segue la storia del gruppo fondato nel 2006 dai coreografi e danzatori Stefano Mazzotta ed Emanuele Sciannamea, dallo spettacolo di debutto, Zerogrammi, ai successivi Inri e Mappugghje fino al recente Penthesilia in collaborazione con il regista portoghese Martin Pedroso.

 

Nelle pagine di “Teatro ragazzi” Mario Bianchi sottolinea le novità emerse dalla decima rassegna Zona Franca di Parma, a partire dalle produzioni presentate in anteprima come Pinocchio di Babilonia Teatri, lo spettacolo di danza di Collettivo Cinetico. Segue un excursus nella rassegna bolognese Visioni di futuro, visioni di teatro, dove sono emersi i contributi, tra i tanti, di Eccentrici Dadarò, Gianni Franceschini, Giallo Minimal Teatro.

 

Alle recenti scomparse di artisti di prestigio legati al mondo dello spettacolo sono dedicati pregevoli profili artistici nella sezione “Exit”. Maurizio Porro immortala Mariangela Melato, Pierfrancesco Giannangeli e Roberto Canziani si occupano di Massimo Castri, Ettore Capriolo è ricordato da Claudia Cannella e Renato Gabrielli, Claudio Remondi è descritto da Francesco Tei.

 

La consueta e corposa sezione delle “Critiche” ordina le recensioni degli spettacoli secondo criteri regionali.

 

Il testo pubblicato da “Hystrio” è Maledetta primavera di Enrico Castellani /Babilonia Teatri, completato da un interessante approfondimento di Stefano Casi.

 

Nella “Biblioteca” Albarosa Camaldo raccoglie le schede relative alle novità editoriali italiane legate alla cultura dello spettacolo.

 

Competono a Roberto Rizzente le tante e preziose informazioni raccolte ne “la società teatrale”.


di Massimo Bertoldi


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