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Ausilia Magaudda e Danilo Costantini

Musica e spettacolo nel Regno di Napoli attraverso lo spoglio della «Gazzetta» (1675-1768)


Roma, ISMEZ, 2011, pp. 509, con CD-rom, euro 45,00
ISBN 978-88-89675-10-6

Tra Sei e Settecento, è noto, Napoli si afferma, nella storia e nel mito, come una delle capitali culturali d’Europa, musica inclusa. Fucina prodigiosa di talenti, laboratorio di sperimentazione musicale, la città partenopea è il centro propulsore di un circuito organizzativo e produttivo dello spettacolo ben più vasto, che si estende capillarmente per l’allora Regno di Napoli. Nel capoluogo come in provincia si consuma musica a vari livelli: in pubblico e in privato, all’aperto e al chiuso, a pagamento e gratuitamente, in ambito professionistico e dilettantesco. Molteplici gli spazi di produzione e fruizione: i teatri, le dimore e i palazzi privati, le chiese, le cappelle religiose, i conservatori, i collegi. Svariati i ‘generi’: le opere e le commedie in musica, le serenate, i prologhi, le cantate, i Te Deum, le messe, i mottetti, gli oratori, i drammi sacri.

 

Un affresco sfaccettato, che molti studi, a partire da quelli pionieristici di Salvatore di Giacomo e di Benedetto Croce, hanno provato a ricostruire e interpretare. Con questo volume, a cura di Ausilia Magaudda e Danilo Costantini, si aggiunge a quelle ricerche un tassello fondamentale. Il volume, edito da Ismez, porta a compimento un ambizioso progetto perseguito con passione e rigore metodologico dai due studiosi nel solco dell’insegnamento dell’indimenticabile Francesco Degrada. Un progetto maturato negli anni, che vede ora finalmente la luce, con la pubblicazione di tutte le cronache di interesse musicale estrapolate dalla cosiddetta «Gazzetta di Napoli».

 

Organo ufficiale di governo, la «Gazzetta» è una fonte imprescindibile per ripercorrere le vicende di quasi un secolo di vita musicale nel Regno di Napoli: dal 1675, data di inizio della sua pubblicazione, al 1768, quando il periodico assume una diversa fisionomia e un’intestazione propria (quella di «Foglio ordinario»). Noto solo parzialmente agli studi di settore, tale periodico (a cadenza settimanale) è in realtà prodigo di notizie – molte delle quali inedite – riguardanti la musica e lo spettacolo. Una miniera di dati, selezionati in questo volume dopo un attento spoglio dei fascicoli a stampa reperiti negli archivi di Napoli e Roma.

 

Ben 4.642 le notizie trascritte da Costantini, di cui 3.198 riguardanti Napoli e provincia e 1.526 gli altri centri del Regno. Le cronache, opportunamente integrate, sono corredate da un puntuale apparato di note, a cura di Magaudda. L’intero corpus è raccolto in un CD-rom allegato al volume. I dati sono consultabili sia in formato PDF, sia attraverso una maschera di ricerca che dà accesso a un data-base, con possibilità di ricerche incrociate.

 

Un prezioso lavoro di trascrizione informatizzata, dunque, non privo di supporto critico. La lettura interpretativa dei dati non si esaurisce nelle note esplicative, dove le notizie riportate dalla «Gazzetta» sono proficuamente poste a confronto con fonti documentarie di altro tipo (libretti d’opera, avvisi manoscritti, diari memoriali, carteggi epistolari, dizionari musicali, etc.). Il volume a stampa indicizza, organizzandoli in schede descrittive, tutti gli elementi d’interesse citati nelle cronache: musicisti (compositori, cantanti, strumentisti); operatori del settore a vario titolo (librettisti, scenografi, coreografi); committenti; generi musicali (e un paragrafo è dedicato alla prosa); spazi e luoghi dello spettacolo. Le schede si differenziano proficuamente dagli standard della “voce” enciclopedica, ponendo in valore gli aspetti meno noti o inediti; elaborando i dati quantitativi desunti dai materiali cronachistici e incrociandoli con altre fonti. 

 

Uno strumento di lavoro prezioso per chiunque intenda condurre studi più mirati e approfonditi sulla musica barocca nel Regno di Napoli. E del resto, nell’intenzione di Costantini e Magaudda si ravvisa, più che la volontà di fornire un punto di arrivo delle proprie ricerche, quella di stabilire un valido punto di partenza per future indagini.

 

Utili, in questa prospettiva, anche l’aggiornata bibliografia (in appendice al volume) e l’Indice dei nomi (su CD), dove sono registrati sia il testo a stampa che quello digitale.

 

 

di Gianluca Stefani


La copertina

cast indice del volume


 
 
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