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L’interprete totale. Ida Rubinštejn tra teatro e danza

A cura di Silvana Sinisi

Torino, UTET, 2011, pp. 228, euro 21
ISBN 978-88-6008-344-9
                                 

Ida Rubinštejn (1883-1960) ha avuto una carriera straordinaria calcando i palcoscenici di mezza Europa dapprima come attrice, poi come ballerina (ispirata dal lavoro di Isadora Duncan), infine come artista a tutto tondo e ha attivato collaborazioni con artisti illustri, quali Ozarovskij, Bakst, Mejerchol’d, Glazunov, Fokin, Djagilev, D’Annunzio, solo per citarne alcuni. Ricordiamo anche il periodo di studio della dizione al seguito di Sarah Bernhardt. Il lavoro di questa grande artista, come si vede, è andato ben oltre quello di danzatrice, al quale di solito è relegata, e si è mosso verso la creazione dell’opera d’arte totale «attraverso il concorso solidale di tutte le forme di espressione artistica». A questo allude il titolo del volume di Silvana Sinisi.

 

Eppure, dal suo volontario ritiro dalle scene dopo la seconda guerra mondiale, il fondamentale contributo che Ida Rubinštein ha dato al panorama teatrale della prima metà del Novecento è caduto in un immeritato oblio, per essere poi riscoperto dagli anni 1960, grazie al lavoro di Michael de Cossart. A questo primo lavoro sono seguiti altri importanti contributi. Quello di Silvana Sinisi rappresenta la prima monografia in italiano dedicata all’artista russa, che promana da uno studio del 1989 focalizzato sul Martyre de Saint Sébastien di D’annunzio, di cui Rubinštejn «era stata l’acclamata interprete».

 

Nata in una famiglia dell’alta borghesia russa, Ida Rubinštejn era «alta, magrissima, con fisico acerbo, quasi androgino», era dotata di un carattere d’acciaio e di un temperamento robusto, a cui si associava una indomita caparbietà. Questo le permise di lottare contro le resistenze della famiglia che la osteggiò con veto insormontabile rispetto alla sua scelta di rivolgersi alla professione artistica, dato che ancora a quell’altezza cronologica (1908) le attrici erano considerate delle prostitute. La sua volontà inflessibile le permise di superare tutte le resistenze private e sociali e di eccellere nel suo lavoro.

 

Silvana Sinisi ripercorre diacronicamente le tappe della immensa carriera dell’artista (e della donna) di cui citiamo solo le principali: le prime esperienze come attrice a S. Pietroburgo; gli anni di studio presso la Scuola del Teatro di Mosca (1904-1906); la rappresentazione di un atto dell’Antigone di Sofocle guidata dal futuro amico e collaboratore Bakst (1904); la Salomé di Wilde con la regia di Mejerchol’d e la coreografia di Fokin; l’esperienza dei Balletti Russi con Nižinskij; la collaborazione con D’Annunzio per il Martyre de Saint Sébastien; la fondazione della Compagnia di Balletti Ida Rubinštejn (1927); infine il sodalizio con Claudel, nato dopo il 1935.

 

Grazie alla strutturazione scelta, il volume di Sinisi riesce a evidenziare l’evoluzione del percorso di Ida Rubinštejn dalle prime esperienze alla creazione della sintesi delle arti. L’autrice nella sua disamina associa sempre alla figura artistica della Diva quella del lato umano della donna, che dietro un’apparente e diafana fragilità nascondeva un temperamento deciso e volitivo. Si sottolinea inoltre una sua qualità peculiare, atipica per una donna del suo tempo: le doti impresariali che rivelò fin da giovanissima e la capacità di ottenere ciò che voleva grazie alla sua intraprendenza. Arricchisce il tutto la Teatrografia posta in chiusura di volume in cui si riportano tutte le performance da lei create e interpretate, ordinate secondo una scansione cronologica.

 

In un panorama purtroppo spesso assai deprimente di pubblicazioni che sembrano riciclare sempre gli stessi stereotipi critico-filologici, salutiamo con entusiasmo questa bella e innovativa operazione editoriale, che aspettavamo con fremente attesa. L’intento principale di L’interprete totale. Ida Rubinštejn tra teatro e danza, infatti, non è quello di porsi come biografia di una figura ancora in corso di storicizzazione, ma quello molto più intelligente di ricostruirne il percorso artistico mettendone in luce la personalità di interprete e le caratteristiche del linguaggio espressivo che riusciva a fondere il gesto, l’arte drammatica e la danza. Tutte qualità «che, associate all’instancabile attività di mecenate ed organizzatrice culturale, la resero un personaggio unico e inimitabile, protagonista a tutto tondo della vita teatrale dei suoi tempi».

 

di Diego Passera


La copertina del libro

cast indice del volume


 



 
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