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L'avventurosa storia del cinema italiano vol. I
da La canzone dell'amore a Senza pietà
A cura di Franca Faldini, Goffredo Fofi

Bologna, Ed. della Cineteca di Bologna, 2009, p. 256, euro 18.00
ISBN 978-88-95862-15-6

Ritorna, in edizione integrata e aggiornata, un’opera fondamentale per chiunque ami non solo guardare, ma anche "leggere" il cinema italiano. L’avventurosa storia del cinema italiano apparve per la prima volta alla fine degli anni Settanta, in due volumi editi da Feltrinelli, completati poi da un terzo volume che uscì negli anni Ottanta per Mondadori. Seguendo un modello storico e investigativo originale, senza precedenti, i volumi componevano una storia del cinema italiano "raccontato dai suoi protagonisti": registi, attori e attrici, produttori, sceneggiatori, montatori, scenografi, maestranze e intellettuali parlavano in interviste inedite, concesse ai curatori Goffredo Fofi e Franca Faldini, o recuperate attraverso lo spoglio di giornali e riviste d’epoca. Ne usciva un affresco vividissimo e policromo di cinquant’anni di cinema italiano, dai telefoni bianchi al neorealismo, dagli splendori di Cinecittà alla Hollywood sul Tevere al "nuovo cinema" degli anni Sessanta e Settanta. Un’opera che ha saputo formare e divertire due generazioni di amanti del cinema, oltre che rappresentare spesso una fonte di prima mano per molti studiosi. Da tempo indisponibile sul mercato, ritorna grazie al nuovo lavoro degli instancabili curatori, che hanno integrato le parti già esistenti (sulla scia di nuovi materiali, spesso ritrovati in questi ultimi anni) e hanno aggiornato il quadro fino al presente, con nuove interviste ai ‘protagonisti’ degli ultimi vent’anni di cinema italiano. Il piano dell'opera si compone quindi di ben quattro volumi, tutti editi dalla Cineteca di Bologna, che saranno acquistabili nelle migliori librerie italiane e on-line (www.cinetecadibologna.it/comprare).

Il primo volume, uscito a giugno di quest'anno (il secondo è atteso per le prossime settimane), come indica il sottotitolo, copre un arco cronologico ben definito, che va dall'uscita del primo film sonoro italiano, La canzone dell'amore di Gennaro Righelli (1930, prodotto dalla Cines-Pittalunga, tratto dalla novella In silenzio di Luigi Pirandello, sceneggiata da Giorgio C. Simonelli, con la celebre canzone Solo per te, Lucia di C.A. Bixio) a Senza pietà di Alberto Lattuada (1948, una sorta di noir dallo sfondo neorealista). Quasi vent'anni di cinema dunque, che spaziano dalla rinascita dell'industria italiana dopo i tristissimi anni Venti, proseguendo attraverso gli anni Trenta, in cui Mussolini eresse il suo monumento cinematografico, fino all'autarchia, alla guerra, a Ossessione (1943) di Luchino Visconti e all'affermazione della grande e breve stagione neorealista. Il collage di testimonianze guida il lettore a districarsi nella complicata matassa di questi anni in cui nascono e si consumano registi, attori, divi, correnti poetiche e stilistiche, in cui il cinema torna ad assumere nella vita sociale, politica e culturale del paese un ruolo chiave nella creazione di un immaginario dalle molteplici facce.

Come scrive Fofi nell'introduzione, l'intento del libro è proprio quello di restituire il quadro storico attraverso un insieme di testimonianze "alte" e "basse", come nella struttura di un romanzo a più voci, in cui ogni personaggio è protagonista e si collega indirettamente agli altri: «Era proprio questo a intrigarci di più: il rapporto tra cinema e società, in un periodo invece in cui la critica preferiva occuparsi più delle forme che dei contesti sociali e delle 'committenze', del dialogo tra cineasti e spettatori. Non era di moda ascoltare la voce dei cineasti se non quelli più accreditati dalla critica e dai media intervistati invece fino alla nausea. E non è ancora di moda anche se la moda del libro-intervista ha avuto una diffusione grandissima, forse, in Italia, grazie anche all'Avventurosa  mettere le testimonianze a confronto, 'montarle', affinché, nel rispetto delle singole individualità e in particolare delle personalità più ammirevoli e più grandi, fosse alla fine l'arazzo a contare di più: la varietà di una scena assai popolata, dove la pluralità delle esperienze potesse venir ricondotta a un'interpretazione storica più complessa e autorevole delle singole testimonianze».

E' chiaro, infatti, che questo ensamble di testimonianze non costituisce di per sé una fonte utile, se non viene necessariamente inserito in un più ampio tentativo d'interpretazione storiografica. Questo assunto vale forse ancor di più per il periodo 1930-1948, in cui, come accennato prima, il cinema italiano è necessariamente parte integrante dell'ascesa, del consolidarsi e della caduta del regime fascista, come lo sarà nella difficile stagione della guerra, della resistenza e della liberazione. I cinque capitoli in cui è diviso questo primo volume seguono infatti una scansione cronologica e tematica che tiene insieme le vicissitudini politiche (una su tutte: il dirigismo mussoliniano incarnato dall'onnipresente, onnipotente figura di Luigi Freddi), le ricadute di ordine produttivo ed estetico (come la rinascita di alcuni generi quello storico-mitologico e la nascita di nuovi la commedia piccolo-borghese, i telefoni bianchi, il cinema di guerra legato alle imprese coloniali, fino agli slanci autoriali di Alessandro Blasetti e Mario Camerini), l'origine di un fenomeno effimero come quello del divismo autarchico (da Osvaldo Valenti a Isa Miranda, da Amedeo Nazzari a Clara Calamai), fino al neorealismo, profetizzato sulle pagine di «Cinema» e poi sviluppatosi sulle macerie di un paese distrutto e allo sbando, e alle prime avvisaglie del suo superamento. Rileggere perciò l'Avventurosa non è solamente un esercizio gratuito di cinefilia, ma può anche essere l'occasione per rigenerare nel lettore una curiosità che magari potrebbe spingerlo a un approfondimento più ampio e strutturato.

 

Marco Luceri


copertina del libro

cast indice del volume


 



 
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