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Hystrio
trimestrale di teatro e spettacolo

a. XXII, 2009, n.4, pp. 128, 9.00

Nel numero autunnale di Hystrio, come di tradizione, abbondano interessanti materiali di varia natura attinti dal mondo dello spettacolo. Nella “Vetrina” si mette in luce Luca Ronconi con il cechoviano Gabbiano rinominato Un altro Gabbiano a seguito dei cambiamenti apportati durante un laboratorio aperto al pubblico, simile ad un rito di iniziazione al teatro e consumato a Spoleto nella Chiesa di San Simone, che ha prodotto una lettura lontana dal verismo e finalizzata ad inquadrare i personaggi nella prospettiva di una netta opposizione tra il loro apparire e le verità nascoste. Eimuntas Nekrosius spiega le caratteristiche dell’Idiotas di Dostoevskij, spettacolo ospite della rassegna organizzata dalla Fondazione Musica di Roma e dal Festival Europeo del Teatro di Mantova. Si rimane nell’Europa Orientale con un articolo dedicato alle pubblicazioni del secondo volume di Nasledie (Eredità), che raccoglie materiali di Mejerchol’d, dal suo esordio al Teatro d’Arte nel 1898 alla fucilazione nel 1940, e del secondo tomo di Ecrits sur le théatre curato da Béatrice Picon-Vallin.

 

Il viaggio di “Teatromondo” inizia con l’annuale festival di Edimburgo diretto da Jonatan Mills che ha scelto come argomento guida l’influenza dell’illuminismo scozzese in Canada, Australia e Stati Uniti, i luoghi dell’immigrazione. Tra le tante e variegate proposte spiccano Optimism, derisoria lettura del Candido di Voltaire da parte dell’australiano Tim Wright. Tratti inquietanti dell’illuminismo emergono da The Last Witch di Rona Munro, che rivive con taglio femminista la figura di Janet Horne, arsa viva nel 1723. Nel Teatro Fridge sono stati allestiti spettacoli dedicati al disagio sociale, come Orphans di Denis Kelly, testo incentrato sulla violenza gratuita delle gang. L’alcolismo domina in Barflies della compagnia Grid Iron e in The Sound of my Voice di Citizens Theatre di Glasgow. Da rilevare la presenza italiana con quattro giovani compagnie, Dionisi, Animanera, Scarlattine e Sanpapiè. A Berlino si è tenuto Intransit, festival di arti performative, teatro e danza. Oltre a laboratori e conferenze, lo spazio della Haus der Kulturen der Welt è stato occupato da performance, video installazioni, letture, concerti e allestimenti, tra i tanti Gustavia della francese Mathilde Monnier e della spagnola La Ribot e Ansìo los Alpes: asì nacen los Lagos del gruppo colombiano Mapa Teatro. La rilettura dei classici greci ha dominato il Festival di Avignone. Nel ricco cartellone si incontra il nome di Krzystrof Warlikowski, ottimo protagonista di (A)pollonia, collage di testi di Euripide, Eschilo, Krall e Croetzee. Delude Sous l’oeil d’Oedipe di Joel Jouanneau che compatta, Edipo, Edipo a Colono, Sette contro Tebe e Antigone di Eschilo e Sofocle. Situazioni da tragedia greca permeano il tessuto narrativo di Bintou di Koffi Kwahulé, storia di una giovane ribelle figlia di immigrati africani in Francia per poi morire vittima di una maga contattata dal padre per correggerle il comportamento. Il contributo francese più interessante è offerto da Laurent Gaudè, autore di Onysos le furieux, in cui Dioniso si trasforma in barbone di New York. Il viaggio europeo di “Teatromondo” si conclude nel Festival Almada. Oltre alle proposte di Luc Bondy, Edith Clever e Matthias Langhoff, si è fatta applaudire la ruzantiana La Moscheta in lingua portoghese, Comédia Mosqueta, con Teresa Gafeira nella parte di una Betia contemporanea.

 

Il nuovo appuntamento con le regioni italiane è dedicato alla Lombardia. Claudia Cannella si occupa della scena milanese che si anima nelle trentacinque sale della città, a partire dal Piccolo Teatro ritornato, dopo anni di incertezze alla sua funzione di Stabile con produzioni, scambi con altri analoghi enti e ospitalità di importanti compagnie straniere. Vicino al Teatro Parenti, ci sono il nuovo Out Off, spazio storico del teatro di ricerca, il rinnovato Litta con spettacoli legati alla drammaturgia contemporanea, e il Teatro Ringhiera affidato alle cura di Serena Sinigaglia. E’ prossima l’apertura la nuova sede dell’Elfo, l’Elfo Puccini. Sono i fase di rinnovamento altri teatri pubblici, dal Crt al Teatro Libero e Tieffe. Si muovono le acque anche nel settore privato. Mentre è in corso la ristrutturazione del Lirico, e il Nazionale ha conosciuto una nuova gestione, Allianz Teatro apre le porte al musical e l’Arcimboldi vive nella confusione. Il contributo di Pier Giorgio Nosari analizza i meccanismi del sistema teatrale lombardo e prende in esame diverse realtà produttive, tra le quali Altri Percorsi-Circuiti Teatrali Lombardi, Ctb di Brescia, il Festival Internazionale del Circo Contemporaneo di Brescia, per dimostrare che a tanto fervore creativo non corrisponde un adeguato sostegno economico statale, con il connesso rischio di svilire il tutto. Il capitolo relativo alla formazione teatrale, dove si distinguono l’Accademia dei Filodrammatici, la Scuola del Piccolo e l’Accademia della Scala, compete a Roberto Rizzente.

 

Nicola Arrigoni fa il punto sulla lirica seguendo la situazione del Teatro alla Scala e l’attività consorziale del Circuito Lirico Lombardo. Nel campo della danza, il corpo di ballo della Scala mantiene il suo indiscusso primato, ma altre realtà, come scrive Domenico Rigotti, propongono cartelloni altrettanto validi, così MilanOltre, Danae Festival. Ricca si presenta la pagina dei festival trattata da Nicola Arrigoni. Nel lungo elenco, segno di viva tradizione, mette in evidenza l’Arlecchino d’Oro-Festival europeo di teatro di scena e urbano, Il Gran Fiume e, per l’area milanese, Uovo Performing Arts Festival. Chiude questo percorso nel mondo dello spettacolo lombardo Pier Giorgio Nosari con un articolo, in cui ricorda le tante compagnie attive nel settore del teatro per i ragazzi.

 

Il piatto prelibato del numero autunnale di Hystrio è il dossier Israele/Palestina a cura di Pino Tierno e Diego Vincenti. Introduce la testimonianza di Abraham Yehoshu che illustra i suoi testi teatrali, calati nella storia e nella società israeliana, tra cui Una notte di maggio scritto dopo la Guerra dei Sei Giorni, Possesso del 1982, e ancora Cinque stagioni e Bambini nella notte, dedicato al tema dell’adozione. Giorgio Gennari ricorda la messinscena di Retzach (Assassini) di Hanoch Levin, violenta vicenda sulle vendette tra israeliani e palestinesi e vista a Tel Aviv a metà anni Novanta, e il recente Third Generation diretto da Yael Ronen con giovani attori tedeschi, israeliani e palestinesi impegnati a recitare scene legate alla Shoa e alla Nakba. Dani Horowitz ripercorre le tappe fondamentali delle breve storia della drammaturgia israeliana, che si è sviluppata in parallelo ai fatti della storia, dalla Rivoluzione Sionista alle otto guerre combattute, con posizioni di sostegno o opposizione. Fino alla creazione dello Stato, la figura dominante è il Pioniere che vince i nemici e pianta le radici in una terra ostile, come in Questa terra scritta da Aaron Ashmann nel 1942. Gli eventi della storia rimangono il fulcro anche in seguito e l’approccio diventa critico verso l’Utopia Sionista. Tra i contributi si segnalano Casablan di Yigal Mossinson (1952). La guerra, particolarmente il conflitto arabo-ebraico, costituisce un altro argomento privilegiato e trattato in modo documentaristico, ricavato da interviste, giornali e materiali d’attualità. Domina la rappresentazione iperrealistica, come in Autunno a Calandra di Lia Nirgad. Altra corrente seguita dagli scrittori è l’esistenzialismo, soprattutto a partire dagli anni Cinquanta con le prove di Amos Knan e Nissim Aloni, cui seguirono tra gli altri Shmuel Haspari e Hanoch Levin. Di quest’ultimo parla diffusamente Laura Forti, che segue i passaggi salienti del suo percorso artistico.

 

Nell’intervista rilasciata a Pino Tierno, Claudia Della Seta, attrice e regista italiana da quindici anni attiva in Israele, spiega la condizione del teatro locale, i suoi legami con la lezione brechtiana, la passione del pubblico. Preziose risultano le brevi osservazioni di Moni Ovadia a proposito della diffusione della cultura yiddish in campo culturale. L’interesse italiano per lo spettacolo israeliano è dimostrato dalla breve rassegna di cinema e teatro presente nel cartellone del Teatro Franco Parenti, che comprende la messinscena di Legami di sangue di Ilan Hatso. Il riscontro internazionale della danza è fenomeno consolidato e in crescita, come spiega Paolo Ruffini, grazie all’attività della Batsheva Dance Company, alle ricerche di Yasmeen Godder e del duo Yossi Berg & Oded Graf.

 

Diego Vincenti inquadra le caratteristiche del teatro palestinese di recente formazione,perciò in fase di assestamento organizzativo e di stabilizzazione culturale. Ci sono istituzioni di respiro internazionale come il Palestinian National Theatre e l’Al Kasaba di Ramallah che si occupa anche della formazione artistica attraverso l’Istituzione dell’Accademia Drammaturgia Palestinese, affiancata da altre analoghe, tra le quali Freedom Theatre e Ashtar Theatre. Nell’intervista curata da Laura Bevione, Gabriele Vacis racconta il campus estivo per giovani attori palestinesi tenuto a Cittadella di Alessandria. Ricorda una lettura di Amleto in arabo della durata di quattro ore e varie situazioni di incontro e confronto con educazioni e mentalità diverse. Katia Ippaso relaziona di un viaggio compiuto in Medio Oriente a seguito del progetto “Tam, strumenti di pace” ideato dalla Cooperazione Italiana in collaborazione con Eti e Pnt-Teatro Nazionale palestinese. “Exit”, lo spazio in cui si dà notizia di artisti recentemente scomparsi, si apre con un ritratto di Pina Baush, l’innovatrice del teatro-danza del secondo Novecento, si prosegue con i profili di Merce Cunningham e del regista tedesco Peter Zadek, e un breve ricordo di Claudio Meldolesi, studioso di teatro, e di Mario Marini.

 

I “Nati ieri. I protagonisti della giovane scena” scelti dalla rivista milanese sono i vincitori della dodicesima edizione del Premio Scenario, che condividono la concezione di un teatro basato sulla centralità della figura dell’attore, con influssi provenienti dal teatro di figura, di narrazione e dell’assurdo. Nella “biblioteca” curata da Albarosa Camaldo si leggono le schede delle novità editoriali legate alla cultura dello spettacolo. Ricca, come sempre, si presenta la sezione riservata alle “Critiche” degli spettacoli teatrali prodotti in Italia nel corso dell’estate e ordinati secondo criteri geografici. Il testo pubblicato è Odissea di Mario Perrotta, vincitore del Premio Hystrio alla Drammaturgia 2009. Chiude questo numero della rivista milanese “La società teatrale notiziario” curata da Roberto Rizzente

                                                                 

di Masimo Bertoldi


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