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Ade, n. 126, luglio-agosto 2009



ISSN 1133-8792

È con una forte presa di posizione contro il golpe in Honduras che si apre l’ultimo numero di «Ade Teatro», la rivista dell’associazione dei registi spagnoli. Riportando un comunicato dei lavoratori dello spettacolo del Paese latinoamericano, il direttore, Juan Antonio Hormigón, analizza criticamente la situazione, ripensando alla guerra civile spagnola del 1936 e al generale Franco. Seguono interventi sulla Spagna, a partire da un’indagine che indica il teatro fra le problematiche più urgenti per il Ministero della Cultura. Alberto Fernández Torres riporta i dati della società Metroscopia proponendo le sue brevi considerazioni. Una riflessione è dedicata alla imminente eliminazione dei corsi di regia e drammaturgia presso la Escuela Superior de Arte Dramatico del Principado de Asturias: Ade riceve e pubblica con il suo sostegno il comunicato in cui i docenti della scuola denunciano la situazione.

Il Premio Europa per il Teatro, consegnato ad aprile al regista polacco Krystian Lupa, è al centro del servizio di Irène Sadowska Guillon. Dopo aver ripercorso la biografia di Lupa, la Guillon si sofferma anche sul Premio Nuove Realtà Teatrali, che negli stessi giorni e luoghi veniva consegnato, fra gli altri, a Guy Cassiers e a Rodrigo Garcia. Una lunga intervista è dedicata a Howard Baker, il celebre drammaturgo e regista inglese a cui il Théâtre de l’Odéon ha dedicato una importante retrospettiva all’inizio del 2009.

Il dossier centrale della rivista è dedicato alla Astronomia nel teatro, con una serie di interventi si indaga la presenza delle stelle nella produzione letterale e drammatica nel corso dei secoli. Un’attenzione particolare è riservata alla Vita di Galileo di Brecht, al centro di un’analisi proposta da Darko Suvin, dell’Università di McGill, in Canada. In questa sezione si inserisce anche il testo Galileo, scritto nel 1953 dallo scrittore ungherese László Németh, morto a Budapest nel 1975.

Il bicentenario della nascita di Nikolai V. Gógol è l’occasione per una approfondita analisi del suo teatro. Dopo aver ripercorso la biografia dello scrittore russo, ci si sofferma in particolare sul suo celebre L’ispettore generale a partire dallo storico allestimento che ne fece Mejerhol’d nel 1926. Hormigón descrive quella messinscena e poi pubblica le note con cui il regista russo spiegava, nel 1927, la sua lettura di Gógol. Un interessante articolo scritto da Alejo Carpentier nel 1930 ci restituisce lo spirito di Parigi quando venivano presentati a Montparnasse tre spettacoli di Mejerhol’d, fra cui L’ispettore. Jorge Saura si concentra sugli echi di Cervantes nella commedia di Gógol, seguono interventi sulla poetica dell’autore russo, di José Gabriel López Antuñano, e sulla attualità del suo capolavoro, di Sergi Belbel, regista di un recente allestimento del testo.

Due accurati ricordi sono dedicati a Roger Planchon e ad Augusto Boal, registi scomparsi negli ultimi mesi.  

di Gherardo Vitali Rosati


Ade, n. 126, luglio-agosto 2009

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