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Theaterheute


n. 8-9, agosto-settembre 2008, pp. 86, € 14,80
ISSN 0040 5507

Il doppio numero estivo di "Theaterheute" prende in rassegna i Festival sparsi nei territori di lingua tedesca. La manifestazione "Theater der Welt" a Halle an der Saale si è svolta all’insegna della multietnicità culturale. Nel programma curato da Christoph Werner si contano ventisei gruppi ospiti e quattordici prime assolute. Tra i tanti spettacoli spiccano Manganiyai – Verführung dell’indiano Roysten Abel, Faustas di Eimuntas Nekrosius, particolare rilettura del Faust goethiano in chiave femminile affidata all’interpretazione di Vladas Bagdonas e Elzbiete Latenaite, e Die helle Kammer della giapponese Shiro Takatani. In un centro commerciale della città i Motus hanno presentato il loro X(ics), mentre l’attore svizzero Massimo Furlan ha indossato scarpini da calcio e maglietta per raccontare la storica partita del 22. Juni 1974, 21 Uhr 03 disputata tra le Nazionali della Germania dell’Est e dell’Ovest.

Tra gli allestimenti di un certo interesse iscritti alla rassegna biennale di Wiesbaden "Neue Stücke aus Europa" figurano Funkenflug di Tena Stilicic per la regia di Janusz Kica, Badstube di Hugleikur Dagsson interpretato dalla compagnia del Teatro Nazionale Islandese, e Gomorra di Roberto Saviano e Mario Gelardi. Koltes Produkt è un’interessante versione in chiave moderna della figura di Nora Helmer di Henrik Ibsen secondo Matthias Hühn per il Nationaltheater di Oslo. Dall’Ungheria proviene Das Frankenstein-Project ideato dalla compagnia Bàrka Szìnhaz di Budapest per la regia di Kornel Mundruczò. Si registra infine la partecipazione di altri significativi artisti che concorrono a comporre il puzzle del variegato panorama teatrale europeo, da Pate Andrei Kurejtschik a Natalja Koljadas, da Renè Pollesch con Eurydikes Schrei a Tim Crouch e Hannh Ringham, protagonisti di England.

Nell’intervista a Stefanie Carp, direttrice della manifestazione "Wiener Festwochen" ed a Manfred Beiharz, presidente dell’Internationalen Theaterinstitut e collaboratore della rassegna "Neue Stücke aus Europa" di Wiesbaden, si affrontano temi e problemi legati all’organizzazione artistica che comporta un festival soprattutto per quanto riguarda la scelta degli ospiti internazionali, presenze ritenute fondamentali per la crescita della scena contemporanea europea. Un contributo, in merito, lo ha offerto l'edizione 2008 della rassegna "Wiener Festwochen". Luc Bondy, che ha rinnovato la carica di intendente fino al 2013, ha curato la messinscena, elegante e ordinata, di Les Bonnes di Jean Genet, testo affidato all’interpretazione di Sophie Peters, Edith Clever (Madame), Caroline Peters, e proposto altri suoi spettacoli di recente realizzazione quali La Seconde Surprise de l’amour di Marivaux e Troilus and Cressida di Shakespeare.

Una delle linee guida della manifestazione viennese è stato il teatro–documento. Protagonisti in questo ambito si sono rivelati i Rimini Protokoll, con la performance Breaking News, ma con loro si sono distinti anche: il regista spagnolo Roger Bernat con il progetto Rimuski; l’autore e regista iraniano Amir Reza Kochestani con l’installazione Quartet: A Journey to North; infine il libanese Rabih Mroué che firma la messinscena sperimentale di How Nancy wished that everything was an April Fool’s Joke. Hanno raccolto lusinghieri successi anche Interracial, truce storia razziale scritta e rappresentata dal sudafricano Mpumelelo Paul Grootboom, La Historia de Ronald el payaso de McDonald’s di Rodrigo Garcia, Broeders di Barbara Weber nella messinscena dell’olandese Jetse Batelaan e La mélancolie des dragons interpretata dal gruppo Vivarium Studio per la cura scenica di Philippe Quesne.

La recente scomparsa di Klaus Michael Grüber (1941-2008) è ricordata da "Theaterheute" con una serie di preziosi contributi. Bruno Ganz ricorda le doti umane e i pregi artistici dell’amico regista, con il quale ha condiviso importanti esperienze teatrali, quali gli allestimenti di Baccanti di Euripide, Der Tod des Empedokles di Friedrich Hörderlin, Geschichten aus dem Wienerwald di Ödön von Horváth, The tempest di Shakespeare. L’articolo successivo ripercorre le tappe salienti del percorso artistico di Grüber, che inizia nel 1967 con il goldoniano L’impresario delle Smirne e prosegue con Krapp’s Last Tape di Samuel Beckett affidato a Bernhard Minetti (1974) che interpretò anche un monumentale Faust I goethiano e Splendid’s di Jean Genet. Completa l’omaggio a Grüber la testimonianza di Peter Stein, amico e collega. E’ doveroso, infine, segnalare la recente pubblicazione del libro di Klaus Dermutz, Klaus Michael Grüber – Passagen und Transormationen, Münster, Lit Verlag, 2008.

In "Bilanzen" si legge il resoconto della stagione teatrale 2007-2008 per lo Schauspiel di Colonia diretto da Karin Beier, e per il Neumarkt Theater di Zurigo affidato alla guida di Wolfgang Reiter. La sezione "Akteure" della rivista è dedicata a Jana Schulz, attrice dello Schauspielhaus di Amburgo, consacrata da pubblico e critica nel 2007 per l’interpretazione di Minna von Barnhelm di Gotthold Ephraim Lessing per la regia di Karin Henkel, che ha diretto la giovane promessa anche in Komödie der Verführung di Arthur Schnitzler. Tra le tante interpretazioni di successo sono da ricordare la parte di Desdemona nell’Otello diretto da Stefan Pucher (2004), il ruolo di Ada in Spieltrieb, riduzione dell’omonimo romanzo di Bernhard Studlar allestita da Robert Ventobel nel 2006, la partecipazione a Pornographie di Simon Stephen trasferito sul palco da Sebastian Nübling nel 2007.

L’intervista a Martina Gedeck approfondisce la situazione attuale e le prospettive del cinema tedesco e americano. L’attrice parla anche di Hauper Regan, testo di Simon Stephen iscritto nel cartellone del festival di Salisburgo e pubblicato in questo numero di "Theaterheute". Il regista Ramin Gray ha affidato alla Gedeck il ruolo della protagonista.



Massimo Bertoldi


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