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Theaterheute


n. 7, luglio 2008, pp. 64, € 9,80
ISSN 0040 5507

L’apertura di "Theaterheute" spetta alle pagine del dossier "Ausland" dedicato al Libano. Il teatro si confronta con la guerra vissuta nel periodo 1975-1990 e ne assorbe i segni con un linguaggio drammatico ma contaminato da elementi comici e umoristici, come dimostra The Middle Beast, commedia di successo di Joe Kodeih rappresentata nel Monroe Theater di Beirut. L’autore spiega la funzione di denuncia sociale assunta dallo spettacolo e il suo proporsi quale contenitore di istanze innovative finalizzate al superamento del terrorismo. Altre preziose testimonianze sono offerte da Jalal Koury, anziano regista e drammaturgo, che illustra la forza aggregativa assunta dal teatro in una società lacerata e divisa come quella libanese, e dalla giovane e coraggiosa regista Lina Khoury, prossima a presentare nella capitale Vagina Monologe di Eve Ensler. Jawad Assadi, reduce da una visita a Bagdad, coniuga nei suoi testi il dramma della guerra con un assunto popolare (Bagdader Hammam).

"Theater für alle" ("Teatro per tutti") si occupa del progetto Bunnyhill ideato dal fondo "Heimspiel" con finanziamenti pubblici e strutturato sul dialogo interattivo tra il teatro e gli spazi urbani, l’attore e il comune cittadino. Il coinvolgimento di molte città tedesche ha prodotto una sorprendente e caleidoscopica varietà di linguaggi, che condividono la ricerca di nuove forme espressive per un pubblico diverso. A Paderborn Judith Wilke ha riletto la figura classica di Ofelia in chiave moderna, ispirandosi al romanzo Ophelias Schattentheater di Michael Ende. A Melchingen ha primeggiato Leonce e Lena di Georg Büchner, regia di Oliver Moumouris, mentre ad Essen ha ottenuto consensi di pubblico e di critica Liebe, regia di Mirjam Strunk e Ines Habich, con giovani e vecchi che si incontrano e scontrano nel vano tentativo di costruire un dialogo credibile.

Frammenti di realtà, documentati con intenti pedagogici, caratterizzano allestimenti di aspirazione sperimentale, come Dynamoland nel Berliner Theater, spettacolo che propone la storia di una squadra di calcio, con Julius Kummel e Philipp Bigalke nei panni dei protagonisti. In Mitesser di Fabian Lettow per la regia di Ulrich Greb, produzione dello Schlosstheater di Moer, è ambientato in un campo da tennis e gli argomenti trattati sono i piaceri della vita. Nello Schauspiel di Francoforte Simon Solberg ha allestito Familie Schroffenstein in modo particolare, trasformando l’ambientazione dell’opera schilleriana in una palestra animata da acrobati e musicisti da strada. La componente musicale di segno rock domina anche Stadtnotizien 5 – Good bye, Schnelsen di Frank Abt e allestito nel Thalia Theater di Amburgo, che ha ospitato anche Opferpopp di Mirko Borscht. Il dossier "Theater für alle" termina con un’intervista a Björk Bicker, Dramaturg dei Kammerspielen di Monaco, ad Axel Vornam, regista e attuale intendente del teatro di Heilbronn, al regista Peter Kastelmüller ed a Susanne Truckenbrodt, regista e fondatrice dell’Orphtheater di Berlino.

Nella sezione "Aufführungen" trovano spazio le recensioni delle novità prodotte dalla scena tedesca. La mappa geografica degli spettacoli fissa il punto di partenza a Monaco per un confronto a distanza con i testi scespiriani. Nei Kammerspielen Luk Perceval trasferisce il conflitto di Troilus and Cressida nella nostra contemporaneità e affida agli attori (Oliver Mallison, Julia Jentsch, Hans Kremer, Annette Paulmann, Christoph Luser) il compito di interpretare i personaggi in modo sarcastico e comico. Sul palco del Residenztheater la regista Tina Lanik ha proposto Romeo and Juliet in chiave romantica con contaminazioni hollywoodiane che trasformano la tragedia in un moderno melodramma. Tra gli interpreti figurano David Rott (Romeo), Lisa Wagner (Julia), Shenja Lacher, Elisabeth Schwarz.

L’attualità dell’opera del Bardo riguarda anche il Burgtheater di Vienna. Stephan Kimmig ha intrecciato le trame delle tragedie storiche di Henry V e di Richard III nell’impasto narrativo di Rosenkriege, spettacolo complesso e impegnativo dalla durata di sette ore, che porta alla luce tematiche sommerse, come il protofemminismo, e argomenti noti, quali il conflitto tra amore e politica. Tra gli attori si sono distinti Nicholas Ofczarek, Johann Adam Oest, Ditmar König, Jörg Ratjen, Dorothee Hartinger, Daniel Jesch. Troviamo ancora Shakespeare in scena nel Maxim Gorki Theater di Berlino con Hamlet secondo la lettura scenica firmata da Tilmann Köhler, che veste gli attori (Ulrich Anschütz, Matthias Reichwald, Michael Klammer, Julischka Nichel, Max Simonischek e Tilman Strass) con abiti sportivi da tennis e fioretto, e trasforma il testo in una competizione agonistica con Amleto simile ad un campione narcisista. Merita attenzione la versione di Djadja Vanja (Zio Vanja) di Andreas Kriegenburg per il Thalia Theater di Amburgo. Il regista, nell’attualizzare il capolavoro cechoviano, mette in evidenza la figura di Sonja (Lisa Hagmeister) per sviluppare la poesia di amore crepuscolare del testo, interpretato da Helmut Mooshammer, Natali Seelig, Jörg Pose (Zio Vanja).

Il "Porträt" ("Ritratto") del mese è dedicato a Silvie Roher, attrice salita alla ribalta per l’interpretazione di Über Tiere di Elfriede Jelinek, regia di Ruedi Häusermann per il Burgtheater di Vienna nel 2007. Il suo percorso creativo è segnato da tappe a Dortmund (Black Rider, regia di Michael Simon), Amburgo (Maria Magdalena di Hebbel per la regia di Amelie Niermeyer, Geschichten aus dem Wiener Wald di von Horvàth, regia di Martin Kusey), per approdare a Vienna, dove l’attrice vive e lavora. Tra gli altri spettacoli di rilievo figurano l’euripidea Medea (regia del polacco Grzegorz Jarzyna) e Glaube und Heimat di Ludwig Schönherr allestito da Silviu Purcarete. Il testo pubblicato in allegato è Schattenstimmen di Günther Senkel e Feridun Zaimoglu.




Massimo Bertoldi


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