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Theaterheute


2007, n. 7, pp. 72, € 9,80
ISSN 0040 5507
Il processo di contaminazione della musica rock nello spettacolo tedesco, fenomeno diffuso e consolidato, pone interrogativi circa le caratteristiche artistiche di queste messinscene e il loro definirsi come genere ascrivibile al teatro, alle performances, oppure alla musica. In merito il servizio di apertura di "Theaterheute" analizza la figura 'sovversiva' di Schorsch Kameru, fondatore del gruppo Goldene Zitronen, e propone un interessante articolo dedicato al rapporto tra musica rock e teatro, soffermandosi sulle esperienze di Frank Zappa, Bob Dylan, The Who, Beatles, David Bowie.

La sezione "Aufführungen", dedicata alle novità teatrali di area tedesca, si apre con lo scespiriano King Lear allestito nel Burgtheater di Vienna da Luc Bondy in coproduzione con la rassegna Wiener Festwochen. Il regista approfondisce il tema della solitudine e della vecchiaia, e confeziona uno spettacolo intenso e drammatico affidato a Gert Voss (Lear), Andrea Clausen, Carolina Peters, Adina Vetter, Johannes Kirsch. Nel ricco cartellone del festival viennese non sono mancati altri spettacoli di qualità, come Norden, che Frank Castorf, ispirandosi al Grande dittatore di Chaplin, ha ricavato dal romanzo Reise aus Ende der Nacht (1932) di Ferdinand Celine, per raccontare l’apocalisse del nazismo in Germania. Tra gli attori si sono distinti Michael Klobe, Marc Haseman, Bernhard Schütz.

Il Burgtheater ha ospitato anche Über Tiere, novità di Elfriede Jelinek dedicata al problema della prostituzione. Si tratta di un testo inquietante e drammatico allestito da Ruedi Häusermann e interpretato con bravura da Silvie Rohrer. Lo stesso dramma è stato applaudito dal pubblico del Deutsches Theater di Berlino nella versione firmata da Nicolas Stemann e con Regina Zimmermann nei panni della protagonista. Si tingono di atmosfere tenebrose, di contrasti violenti tra i personaggi, ora fiabeschi ora mostruosi, i due allestimenti di Jürgen Gosch attinti dal repertorio scespiriano: As you like it, prodotto dallo Staatstheater di Hannover con l’applaudita interpretazione di Katharina Lorenz, Christoph Franken, Jirka Zett; mentre in A Midsummer Night’s Dream hanno convinto le prove di Corinna Harfouch, Bernd Stempel, Ernst Stötzner, Markus John.

Ha assunto i connotati dell’evento culturale la rappresentazione di Wallenstein di Friedrich Schiller firmata da Peter Stein. Il regista ha assunto in toto il testo mantenendo intatta la struttura triadica, offrendo in questo modo una magistrale lezione di filologia, ha vestito gli attori con i costumi dell’epoca in un impianto scenografico marcatamente postmoderno, per comunicare la continuità storica della vicenda. Decisivo è risultato l’apporto di un attore di grandi qualità come Klaus Maria Brandauer.

La sezione "Ausland" è occupata da un reportage sul teatro brasiliano. Ad un servizio dedicato alle attività teatrali nelle favelas, spesso sottoposte a censure o impedite dalle forze dell’ordine, segue il resoconto di spettacoli curati da registi tedeschi con attori locali. Christoph Schlingensief, per esempio, ha prodotto a Manaus un video di Der fliegende Holländer (L’olandese volante) di Richard Wagner, contaminato da citazioni tratte dalle tradizioni festive brasiliane. Il testo ("Das Stück") del mese è Lieblingsmenschen della giovane scrittrice Laura de Weck, allestito di recente a Basilea e Mannheim.

Massimo Bertoldi


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