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Primavera dei Teatri 2mila7 - VIII edizione Festival

Dal 3 al 10 giugno 2007 si svolge a Castrovillari l’ottava edizione del festival Primavera dei Teatri, dedicato ai nuovi linguaggi della scena contemporanea. L’iniziativa nasce da un progetto dell’associazione Scena Verticale ed è realizzato con il sostegno della regione Calabria-Assessorato alla Cultura in collaborazione con Teatri Calabresi Associati e il Comune di Castrovillari.

Dal programma emerge che, grazie alla sensibilità dei direttori artistici Saverio La Ruina e Dario De Luca, il festival non è concepito come una semplice vetrina, ma al contrario per offrire agli autori la possibilità di proporre e affrontare temi di impegno sociale e politico.

Ad aprire il festival è lo spettacolo, La pecora nera di Ascanio Celestini (Teatro Stabile dell’Umbria), che costituisce il punto di arrivo di un lavoro di ricerca sulle istituzioni manicomiali prima e dopo la Legge Basaglia. Sulla stessa linea di attenzione a problematiche sociali, lo spettacolo Sutta scupa di Giuseppe Massa (Teatro Garibaldi di Palermo), mette in scena l’eterno problema del lavoro e del disagio sociale del sottoproletariato meridionale. Importante per la riflessione sulle morti sul lavoro è Trattamento di fine rapporto di Rosalba Girolamo, per la regia di Gianni Meola, che porta in scena un fatto avvenuto il 5 luglio 2006 a Montesano sulla Marcellana in provincia di Salerno dove una donna di 48 anni ed una ragazza di 16 sono morte a causa di un incendio divampato nel materassificio in cui lavoravano. Sempre legato all’esperienza femminile lo spettacolo che Saverio La Ruina ripropone nell’ambito di questa cornice, Dissonorata, in cui il regista/attore, partendo dalla realtà di una donna calabrese, riflette sulla condizione della donna in generale. 

 

Fotodi scena dello spettacolo Ossigeno di Pietro Babina
Foto di scena dello spettacolo Ossigeno



Altri spettacoli ruotano intorno alla condizione spirituale e sentimentale dell’uomo contemporaneo: è il caso dello spettacolo Ossigeno di Pietro Babina (Teatrino Clandestino) tratto dal testo dell’autore russo Ivan Vyrypaev che attraverso la storia d’amore di due giovani degli anni 70 analizza l’impossibilità di vivere secondo valori di coerenza morale ed etica. Anche lo spettacolo La busta di Spiro Scimone con la regia di Francesco Sframeli attraverso l’esperienza onirica del protagonista vuole riflettere la totale assenza di valori nella società odierna.

Più legate alla condizione sociale e politica dell’Italia meridionale sono gli spettacoli La verità vive di Lindo Nudo, Mimmo Donato e Mario Lino Stancati, (teatro Rossosimona) con la regia di Lindo Nudo che mette in scena il fenomeno della mafia e l’esperienza delle donne che da essa sono state colpite; lo spettacolo Nel sangue (associazione DaSud/Teatro della Ginestra) con la regia di Ernesto Orrico tratto dal libro “Il sangue dei giusti” di Claudio Careri, Danilo Chirico, Alessio Magro che analizza l’origine dell’opposizione all’ndrangheta e ’70voltesud di Salvatore Arena e Massimo Barilla (Mana Chuma Teatro), che racconta uno degli episodi più significativi della storia politica calabrese: i moti di Reggio Calabria.

Accanto a queste tematiche profondamente radicate nella memoria e nella vita del luogo che li ospita il programma accoglie anche spettacoli segnati dalla predilezione per la sperimentazione linguistica come Canzoni d’amori feroci di Cristian Ceresoli e Antonio Pizzicato dove le liriche di poeti e drammaturghi (da Dante a Shakespeare) vengono cantate e messe in musica e le parole delle canzoni più note vengono raccontate come storie o lo spettacolo Conferenza di Roberto Corradino (Reggimento Carri), che propone una rilettura della figura del Riccardo II di William Shakespeare in un’ottica contemporanea.

 

Foto di scena dello spettacolo La verità vive
Foto di scena dello spettacolo La verità vive


 

Sempre legato alla realtà calabrese, ma in una dimensione più ludica lo spettacolo Vite Mentite. Storie di un bugiardo calabrese che fece tremare il mondo di Luca Scarlini storia di Marco Tullio Catione che nella Venezia di fine ‘500 si spacciò per il defunto re del Portogallo.
Molti autori hanno deciso di affidare alla Primavera dei Teatri il debutto delle proprie opere. Oltre alle già citate Canzoni d’amori feroci, Trattamento di fine rapporto e ‘70voltesud  sono in prima nazionale “Nnord” di Roberto Latini (Fortebraccio Teatro/Pontedera Teatro/Il Gruppo Libero), Il ritorno di Sergio Pierattini nella messinscena di Veronica Cruciani, 'Nta ll'aria di Tino Caspanello (compagnia Pubblico Incanto/Teatro Libero di Palermo). In cartellone anche due anteprime nazionali: Post-it  di Teatro Sotterraneo e Popeye s.r.l di Gaetano Colella Gianfranco Berardi prodotto dal C.R.E.S.T. .
Da segnalare infine che anche quest’anno la direzione artistica del Festival ritaglia alla fine della programmazione uno spazio per laboratori teatrali con “La fucina di Hansel e Gretel” all’interno della quale molti giovani hanno la possibilità di sperimentare le tecniche dell’arte scenica. Massimiliano Civica condurrà il laboratorio dal titolo Il mestiere del comico Il comico dei mestieri e lo scenografo teatrale Aldo Zucco curerà il laboratorio di scenografia dal titolo Gli oggetti del comico. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre possibile visitare all’interno del Protoconvento le due mostre fotografiche Un anno di teatro in Calabria di Angelo Maggio e Bird Watching di Ivana Russo e la mostra  Appesi in scena con Marionette del Teatro delle Rane.




 
Spettacoli

Per il programma completo




 
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