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5.Festival Internazionale di Danza Contemporanea Festival

Body & Eros è il tema della 5 edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea all’interno della Biennale di Venezia, che quest’anno porta il titolo Genio Perpetuo ed è presieduta da Davide Croff. L’argomento scelto per il festival richiama all’indagine sul corpo e sul desiderio, entrambi visti e analizzati  sotto le varie sfaccettature e le problematiche estetiche, un tema che il direttore Ismael Ivo si promette di indagare in tutte le sue molteplici e complesse sfumature attraverso le performances delle 15 compagnie e dei 31 artisti coreografi ospiti della rassegna, in un programma ricchissimo che presenta quasi esclusivamente  prime mondiali, tutte novità per l’Italia e per la Biennale di Venezia.
 

Laboratory Dance Project
Laboratory Dance Project

 

Ad aprire la rassegna, nei locali dei Magazzini del Ferro dell’Arsenale, la mostra fotografica di Guy Delahaye dal titolo Eros et la danse, un omaggio del grande ritrattista francese ai più celebri protagonisti del mondo della danza, da Pina Bausch a Joëlle Bouvier, da Régis Obadia a Angeli Preljocaj, da Ushio Amagatsu a Jean-Claude Gallotta; un percorso fotografico scelto fra gli oltre 600.000 scatti della lunga carriera di Delahaye, oltre alle immagini inedite ispirate alla tematica del festival, alla scoperta del mistero dell’artista e del suo corpo, alla radice della sua ispirazione  e della sua intimità.


Batik
Batik


 

La coreografia giapponese all’interno del programma del festival sarà rappresentata da numerosi artisti, a cominciare dalla compagnia femminile Batik, fondata nel 2002 da Ikuyo Kuroda, un gruppo già affermato in tutta Europa e che arriva per la prima volta in Italia in esclusiva per la Biennale con Flowers flow, time congeals e Shoku; torna alla Biennale, dopo il successo della scorsa edizione, anche Fuyuki Yamakawa, artista dell’avanguardia giapponese e grande interprete del canto sciamanico mongolo, che presenta Spontaneous core, una creazione che unisce in un eclettismo sintetico sorgenti sonore di diversa derivazione, immagini video e coreografie in scena. Sempre per il Giappone, dopo la sua clamorosa apparizione al Fringe Festival di Edinburgo che lo ha consacrato a livello europeo, il coreografo Kaiji Moriyama presenterà a Venezia una nuova creazione dal titolo The Velvet Suite, mentre è di nuovo ospite della Biennale anche la giovane compagnia coreana LDP (Laboratory Dance Project), al Teatro Malibran con la prima assoluta di Position of Body e la prima europea di Boulevard.


Kaiji Moriyama
Kaiji Moriyama


 

Dopo aver ricevuto il Leone d’Oro alla Biennale Arti Visive del 1997, torna a Venezia la coreografa serba Marina Abramovic, l’indiscussa esponente di quella performing art che vede il corpo come soggetto e strumento privilegiato di ogni sperimentazione estetica, qui a Venezia con il suo Indipendent Performance Group, fondato nel 2003 e composto da 36 artisti provenienti da vari Paesi, che al Teatro alle Tese presenterà in prima assoluta la sequenza performativa The Erotic Body. Di nuovo alla Biennale Danza anche l’inglese Nigel Charnock, “poeta del corpo e danzatore della parola”, co-fondatore della compagnia DV8, che presenta per il festival una prima assoluta, Stupid Men, una coreografia a quattro basata in gran parte sull’improvvisazione, come molte delle sue realizzazioni. Uno degli eventi di punta sarà rappresentato dalla performance di Christian Haring, fra i nuovi e più seguiti interpreti della danza austriaca, che a Venezia presenterà con la sua compagnia Liquid Loft una coreografia appositamente commissionata dalla Biennale a ‘manifesto’ del festival, The art of seduction Posing Project B, spettacolo ‘multimediale’ sul potere seduttivo dei tanti mezzi della comunicazione contemporanea, che al movimento coreografico unisce le suggestioni sonore del musicista Andreas Berger e quelle visive di Aldo Giannotti.

 

Liquid Loft - Chris Haring
Liquid Loft - Chris Haring


 

La sperimentazione coreografica italiana sarà rappresentata al festival da Francesco Ventriglia, del Corpo di ballo del Teatro alla Scala, qui in veste di coreografo e interprete de Il mare in catene, da Simona Bucci, già solista per il coreografo Alwin Nikolais e protagonista per il Festival della prima assoluta Arresi alla notte, e da Motus, una delle compagnie italiane più note all’estero, invitata alla Biennale Danza per incarnare il tema del festival con la coreografia X (ics). Racconti crudeli della giovinezza il cui sottotitolo rimanda a uno dei film di esordio del regista giapponese Nagisa Oshima “racconti fatti di corpi () messi a nudo e a confronto con il mutare della pelle e del desiderio, fra dolore e leggerezza”.

L’artista argentino Rodrigo Pardo, esponente di un’originalissima alchimia tra danza contemporanea e danza di sala, presenta al pubblico della Biennale Tango Toilet e Ognat; sempre ispirato alla cultura sudamericana la performance del venezuelano Javier De Frutos che, con la compagnia britannica Phoenix Dance Theatre, proporrà Paseillo, Los Picadores e Nopalitos, tre coreografie fra immaginario barocco e iconografia pop. L’iconoclasta e discusso coreografo tedesco Felix Ruckert sarà a Venezia con il suo controverso Messiah Game, in prima italiana, una coreografia suddivisa in cinque “stazioni” che indaga sul rapporto ambiguo e dialettico tra  dominio e sottomissione, tra devozione e potere, simbolizzato dalla figura di Gesù; la CoisCéim Dance Theatre, una delle compagnia di punta della scena irlandese consacrata dal Fringe Festival di Edimburgo, presenterà al Teatro Piccolo Arsenale una creazione sul deragliare dei rapporti di coppia, Knots, ispirata all’omonimo testo del celebre psichiatra Ronald David Laing.


 

Simona Bucci
Simona Bucci



 

Go-Tan-go conclude il 5. Festival di Danza Contemporanea, con un'ora di community dance guidata da tangueros d’eccezione come Rodrigo Pardo e Cristina Cortes. Si segnala a parte il progetto artistico di Ismael Ivo, in allestimento il 16 e 17 giugno al Palazzo Contarini, il Mercato del corpo: vendita all’asta di danzatori e danze, 7 danze diverse, interpretate da altrettanti danzatori, verranno ‘battute’ all’asta, un gioco coreografico ma soprattutto una sfida psicologica fra chi danza e chi compra, entrambi attori e protagonisti del Festival.

Il 20 giugno, al Teatro Piccolo Arsenale, la quinta edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea conferirà il Leone d’Oro alla carriera alla coreografa tedesca Pina Bausch, “un’artista che ha segnato una nuova via originale all’espressione scenica del corpo danzante e parlante, influenzando non soltanto la danza contemporanea, ma anche le arti ad essa contigue, mutandone gli orizzonti”.






 
Biennale Danza 2007
 
 
 

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Programma del Festival
 
 
 
Body & Eros
Il desiderio diventa arte
What moves
5.Festival Internazionale di Danza Contemporanea
Biennale di Venezia
14-30 giugno 2007 
In collaborazione con
Fondazione Teatro la Fenice di Venezia
 
 
 
 
 
 
 
 
Guy Delahaye
Guy Delahaye

 

 

 



 


 



Ismael Ivo
Ismael Ivo
 

 

 

 

 

 

 


 

Francesco Ventriglia
Francesco Ventriglia



 

 

 

 


 

Pina Bausch
Pina Bausch

 

 

Foto: La Biennale



 
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