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Vito Di Bernardi

Ruth St. Denis


Palermo, L'Epos, 2006, pp. 340, euro 36,20
ISBN 88-8302-314-5

Nel volume più recente della collana "Danza d'Autore", diretta da Eugenia Casini Ropa e Roberto Giambrone, Vito Di Bernardi ricostruisce la vita e l'arte di Ruth St. Denis (1879-1968), una delle grandi pioniere della danza moderna insieme a Isadora Duncan, Loie Fuller e Maud Allen, appartenenti alla prima generazione della danza americana che precedette e preparò l'avvento della modern dance. Una delle maggiori esponenti occidentali dell'orientalismo coreutico ispirata nel suo stile coreografico originale ed eccentrico dai modelli del teatro danzato dell'India e del Sudest asiatico, da quello giapponese del kabuki, dall'Opera di Pechino ma anche dal vaudeville, dal teatro di regia americano e europeo e dal cinema muto Ruth St. Denis concepì la danza come un rituale di simboli religiosi e come uno strumento di comunione con il divino. Dalla sua prima coreografia Radha, un assolo orientale danzato sulla musica della Lakmé di Leo Delibes e con il quale debuttò al New York Theatre il 28 gennaio del 1906, la St. Denis danzò e creò coreografie  ininterrottamente fino alla morte, nel 1968, utopicamente convinta che la sua danza, in quanto veicolo privilegiato di unione con il divino, potesse contribuire alla rinascita spirituale della società americana.

Al di là dell'indiscusso ruolo primario della grande coreografa americana in quel movimento coreutico che agli inizi del secolo scorso propugnava la "fuga dall'Occidente", Vito Di Bernardi tende ad allargare la portata della rivoluzione saint-denisiana, inquadrandola in un più ampia prospettiva che la identifica come fondatrice della danza moderna americana. L'orientalismo della St. Denis va dunque interpretato come uno stile peculiare che si colloca all'origine sia del fenomeno artistico laico della modern dance sia dell'utopia coreutica-spirituale che vede la danza come fulcro della liturgia cristiana: quindi un tentativo del tutto originale, che venne creato per dar vita a un modello di danza occidentale alternativo a quello esistente sui palcoscenici americani, ma allo stesso tempo un orientalismo che rifiutò decisamente la fuga dall'occidente per  radicare i princìpi della nuova danza nella realtà americana. La sua personale ricerca coreutica si perfezionò negli anni all'interno della Denishawn, la scuola-laboratorio di Los Angeles fondata con Ted Shawn nel 1915, all'interno della quale si formarono Martha Graham, Doris Humphrey, Charles Weidman e tutta quella generazione di danzatori e coreografi americani che hanno scritto la storia della modern dance

Il volume è corredato da un'ampia appendice iconografica, da una dettagliata nota biografica, oltre alla ballettografia e alla filmografia che permettono la ricostruzione completa e particolareggiata dell'opera artistica di Ruth St. Denis.

 


Caterina Pagnini


copertina

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