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Theaterheute


2006, n. 11, pp. 72, euro 9,80
ISSN 0040 5507

Non mancano qualità e originalità agli spettacoli recentemente allestiti nei teatri tedeschi, come si legge nelle recensioni raccolte dalla rivista "Theaterheute" in "Aufführungen". Si inizia con il Deutsche Theater di Berlino che ha inaugurato la stagione con due tragedie greche. Orestea di Eschilo seconda la lettura del regista Michael Thalheimer si volge su un palcoscenico privo di elementi decorativi, con le pareti e il pavimento imbrattati di pennellate rosso-sangue, così come appaiono gli attori che si presentano anime inquiete del nostro tempo. Tra gli interpreti si sono distinti Michael Benthin (Egisto), Costanze Becker (Clitemnestra), Michael Gerber (Oreste). Anche l'altro testo eschileo, Persiani nella versione di Dimiter Gotscheff, si cala in un'ambientazione contemporanea con evidenti allusioni al conflitto irakeno. Lo stile espressivo risulta carico di tensioni, gli interpreti Margit Bendokat (il coro), Almut Zilcher (Atossa), Wolfram Koch (l'Ombra di Dario) e Samuel Einz (Serse) - si muovono molto, esibendo gesti nervosi e un timbro di voce secco e incisivo. Si presenta caratterizzata da un taglio marcatamente comico e ironico, con il rischio di alterare il significato originario del testo, la messinscena di Mourning becomes Electra di Eugene O'Neill ideata da Stefan Pucher. Il regista, fedele al proprio stile di intrecciare immagini in video con musiche pop e rock, confeziona uno spettacolo di facile fruizione, favorito dalla prova convincente di Oliver Mallison, Anna Böger, Michaela Steiger e Katharina Schubert indiscussa protagonista della messinscena applaudita nei Kammerspielen di Monaco. Lo stesso teatro bavarese ha ospitato Engel, novità della giovane e promettente scrittrice Anja Hilling affidata all'interpretazione di Silvana Krappatsch e Julika Jenkins con la regia di Felicitas Brucker. Auslöschung.

Ein Zerfall
di Thomas Bernhard, visto nel Thalia Theater di Amburgo, ha ottenuto consensi di pubblico e di critica per la raffinatezza e precisione conferite dalla regista Cristiane Pohle e la magistrale interpretazione del monologo da parte di Thomas Schmauser nei panni dello scrittore Franz-Josef Murau, affiancato da Victoria Trauttmansdorff (la Segretaria). Sono due gli spettacoli ricavati dal repertorio di Henrik Ibsen che hanno animato la scena tedesca in questo periodo. Presso la Schauspielhaus di Bochum Elmar Goerden ha scelto Rosmersholm cercando di rappresentare il rapporto dialettico tra continuità e rottura, tra passato e presente, della crisi del sistema borghese. La cifra stilistica della regia privilegia un modulo espressivo asciutto ed essenziale, con il quale si sono confrontati gli attori Markus Boysen (Pastore Rosmer), Katja Uffelmann, Martin Horn, Klauss Weiss (Brendel). Si cala nel contesto del femminismo degli anni Sessanta Nora allestita a Bonn da parte di Klaus Weise, attento anche a portare alla luce gli aspetti poetici e sensuali del testo. Yorck Dippe (Helmer) e Xenia Snagowski (Nora) hanno offerto una superlativa prova d'attore.

Il ritratto del mese ("Porträt") è dedicato ad Ernst Stötzner, attore in possesso di una ricca biografia teatrale in cui trovano posto esibizioni di assoluto rilievo, affiancata da una non trascurabile carriera in campo cinematografico. Nel suo percorso creativo si incontrano Peter Stein al tempo della collaborazione con la Schaubühne di Berlino durata quindici anni, fino al recente connubio artistico con Jürgen Gosch, il regista di memorabili spettacoli per il talento espressivo di Stötzner tra i quali spiccano Macbeth, Peer Gynt, Hedda Gabler.

Due articoli presenti nella sezione "Starts" della rivista si occupano dei programmi culturali elaborati dai nuovi direttori chiamati a guidare due importanti teatri tedeschi. Armin Petras presenta le linee guida per il Maxim Gorki Theater di Berlino annunciando dieci novità, tra cui Bygmester Solness (Il costruttore Solness) con Peter Kurth nel ruolo del titolo e la regia dello stesso intendente. Molto spazio viene riservato alla drammaturgia contemporanea, con la promozione di autori tedeschi e stranieri. Obiettivo primario di Petras, oltre alla qualità degli spettacoli, è la ricerca di un pubblico vasto e variegato, capace di comprendere "pensionati, studenti e scolari" per stare al passo con il cinema e la televisione, come dichiarato dallo stesso direttore. Il percorso culturale tracciato da Elias Perrig, nuovo intendente dello Schauspieltheater di Basilea, mantiene una certa continuità con la tradizione della prestigiosa istituzione svizzera. Le produzioni che hanno aperto la nuova stagione (tra le quali un applaudito Cyrano ed Edipo re di Sofocle) seguono l'impostazione di stampo naturalistico.

La sezione "Ausland" propone una breve ricognizione sulla scena indiana emersa dai settanta allestimenti inseriti nel programma dell'annuale appuntamento con il festival teatrale di Delhi ("Theater Utsar"). Per quanto riguarda i repertori e gli indirizzi espressivi di attori e registi si oscilla tra conservazione del patrimonio ereditato dalla tradizione popolare e sperimentazioni di linguaggi verbali, visivi e gestuali di scuola occidentale.

E' lo svizzero Reto Finger lo scrittore da scoprire ("Autoren zu entdecken"). Dal ritratto emerge il profilo di un personaggio che si sta affermando anche nei circuiti internazionali con sorprendente rapidità. Autore di testi principalmente dedicati al tema dell'amore, come Zimmer 100bis e Schwimmen wie Hunde, Finger è stato recentemente applaudito in Germania con la commedia Kaltes Land, presentata in prima assoluta a Mannheim dal regista Burkard C. Kosminski con Nadine Schwitter protagonista, e ora pubblicata da "Theaterheute" quale testo del mese ("Das Stück").

Massimo Bertoldi


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