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Hystrio
Trimestrale di teatro e di spettacolo

a. XX, 2006, n. 4, pp. 131, euro 9,00

La ''Vetrina'' del numero autunnale di Hystrio espone materiali utili per capire i cambiamenti in corso nella scena italiana ed internazionale che, pur slegati tra loro, dimostrano la condizione di difficoltà dei centri di cultura teatrale tradizionalmente epicentrici. Renato Palazzo analizza il decentramento artistico e organizzativo, alimentato da istanze ed esigenze locali, che sta disegnando una nuova geografia teatrale, in cui i luoghi periferici sono diventati sede operativa e creativa di gruppi di ricerca quali Societas Raffaello Sanzio a Cesena, Teatro delle Albe e Fanny e Alexander a Ravenna, Motus a Rimini, Teatro Settimo a Pontedera. Questo accade mentre i teatri metropolitani e i teatri pubblici, a parte qualche isolata eccezione, vivono una fase di crisi artistica e di pubblico. Anche Rodrigo Garcìa esprime su scala internazionale quanto avviene in Italia. Il declino delle capitali storiche dello spettacolo apre la strada ad individualità innovative come questo autore e regista argentino e spagnolo di adozione recentemente approdato al Festival delle Colline Torinesi e altrove con Aproximacion a la idea de desconfianza. Nell’intervista rilasciata a Ricci/Forte, Garcìa illustra il metodo di lavoro e le caratteristiche del suo linguaggio, parla del contatto con gli attori e del rapporto con il pubblico. E' poco conosciuto in Italia Juan Mayorga, il drammaturgo più celebrato in Spagna, al quale la rivista milanese dedica un'interessante intervista nella quale si dibattono i contenuti della recente pièce Hamelin, la funzione del teatro contemporaneo che ''è di rappresentare la vita umana, in tutta la sua complessità e peculiarità, nell'allegria come nel dolore, nella disperazione come nella speranza.''

Nella rubrica ''La questione teatrale'' Ugo Ronfani scrive una lettera indirizzata al ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, in cui dichiara il proprio scetticismo di fronte ai proclami di riforma (''In questa legislatura si faranno le riforme. Quella del teatro compresa'') e propone un'assemblea delle istituzioni e delle realtà teatrali per avviare la stesura di un progetto di crescita collettiva.

''Teatromondo'' prende in rassegna i grandi festival estivi sparsi in Europa. Si parte dal cartellone di Avignone, manifestazione giunta alla sessantesima edizione, con il deludente Les Barbares di Gorkij allestito da Eric Lacascade e due spettacoli assai applauditi di Joël Pommerat, Les Marchands e Au Monde come Cargo Sofia-Avignon del giovane regista svizzero Stefan Kaegl, un viaggio immaginario a bordo di un tir, passando da Slovenia, Croazia, Italia e Svizzera. Sans Retour, rilettura in performance di Moby Dick svolta da François Verret e Paso Doble di Josep Nadj, sono due spettacoli di teatro-danza associati dalla trattazione del tema del lavoro.

Sono la guerra e il terrorismo i temi dominanti al Fringe Festival di Edimburgo. Il teatro manifesta il proprio dissenso verso la politica contemporanea proponendo pièce di aspra denuncia, come Terre Haute di Edmond White allestito dall'American Nabokov Company e What I heard about Iraq di Simon Levy. Argomenti bellici attraversano un nuovo filone drammaturgico, basato sulla rivisitazione in chiave teatrale dei blog e dei diari online. Tra questi Girl Blog from Iraq-Baghdad Burning, drammatizzazione di un inquietante blog di una giovane irakena in cui si parla di morte quotidiana, stupri e bombe. My Name is Rachel Corrie è la breve storia di una giovane pacifista americana uccisa a Gaza. Black Watch di Gregory Burke propone una lettura del conflitto irakeno da un osservatorio scozzese secondo un linguaggio crudo e contaminato da elementi di humour nero. Anche il Festival ufficiale di Edimburgo ha concesso ampio spazio alla guerra. Tra i tanti spettacoli, spicca lo shakesperiano Troilus e Cressidra allestito da Peter Stein in lingua originale. E' stato un omaggio ad Henrik Ibsen, del quale ricorrono cento anni della nascita, il Festival di Oslo, che ha offerto un cartellone completo del repertorio teatrale affidato ad attori e registi nazionali e internazionali con esiti interessanti sotto il profilo delle interpretazioni sceniche e delle soluzioni stilistiche. Il Festival Grec, il maggiore evento dell'estate catalana, ha mantenuto fede alle edizioni precedenti, presentando spettacoli divisi tra sperimentazione e tradizione nella rivisitazione degli autori classici. Shakespeare, il più gettonato, conta cinque allestimenti, tra cui l’innovativo Hamlet/La tempestad firmato da Lluìs Pasqual e Hamlet del Wooster Group.

E' affidato alle competenze di Claudia Cannella il Dossier ''Luchino Visconti'' concepito in occasione della ricorrenza del centesimo anniversario di nascita e il trentesimo di morte del maestro. In apertura si legge un'intervista a Caterina D'Amico, tra l'altro responsabile scientifica del Fondo Visconti, che ripercorre le tappe fondamentali della carriera, dalla vocazione teatrale maturata in un entourage famigliare assai propizio alle esperienze parigine degli anni Trenta fino alla fondazione della Compagnia Italiana di Prosa, e analizza i rapporti con Pasolini, Moravia, il Partito Comunista. L'intervento di Andrea Nanni approfondisce gli elementi innovativi maturati da Visconti negli anni 1945-1952, quando alla scelta di un repertorio aperto alle novità straniere corrispose il radicale tentativo di riscrivere l'attore in senso moderno emancipandolo dalle strettoie del sistema mattatoriale. Ettore Capriolo offre un pregevole contributo incentrato sull'analisi del rapporto con la drammaturgia americana maturato in parallelo all'allestimento di autori contemporanei francesi. Al fondamentale Parenti terribili di Cocteau con Andreina Pagnini seguirono spettacoli tratti da Sartre e Anouilh, mentre lievitava il percorso americano con Un tram chiamato desiderio di Wlliams (1949) affidato a Lina Morelli e Vittorio Gassman, Morte di un commesso viaggiatore di Miller con Paolo Stoppa protagonista. Segnate da un taglio politico e sociale, le regie svilupparono atmosfere cupe e ossessioni violente calate in un clima di contrasti naturalistici. Altrettanto importante si rivelò l'incontro con il teatro di Cechov che si tradusse in un ciclo di rappresentazioni nel periodo 1952-1965. Lo scontro tra i valori del presente e quelli declinanti del passato, la crisi della famiglia, l'intreccio di melodramma e ironia, costituirono la griglia delle tematiche comuni, che trovarono un primo riscontro scenico nella fondamentale messinscena di Tre sorelle. L'articolo di Franco Malcovati ricostruisce con particolare attenzione le fasi del progetto affidato alla maestria di un cast straordinario con Rina Morelli, Sarah Ferrati, Memo Benassi e i giovanissimi Giorgio De Lullo, Marcello Mastroianni, Rossella Falk. Giuseppe Di Leva analizza il rapporto di Visconti con il melodramma. Come regista lirico l'artista milanese debuttò nel 1964 alla Scala con La Vestale, riscuotendo un successo enorme condiviso con la performance di Maria Callas, e proseguì l'esperienza a Roma e soprattutto al Festival dei Due Mondi di Spoleto inaugurando la prima edizione nel 1958 con Macbeth di Verdi. Tra gli articoli del Dossier si incontrano i contributi di Domenico Rigotti dedicato alla danza nell'opera viscontea e di Ugo Ronfani che propone riflessioni culturali sull'importanza dell'anniversario e sulla necessità di evitare facili luoghi comuni. La chiusura del Dossier spetta ad un'intervista a Claudio Meldolesi. Lo studioso sottolinea gli aspetti innovativi ed europei e chiarisce le soluzioni sperimentali adattate dalla regie viscontee che non abbandonarono modalità espressive di matrice ottocentesca.

L'ottavo appuntamento con ''ritratti di drammaturghi italiani'' è con Spiro Scimone. L'autore e attore siciliano, formatosi alla scuola dei Drammatici di Milano, lavora da sempre in coppia con Francesco Frameli. Si tratta di un teatro ricco di atmosfere minacciose e torbide in cui si calano esistenze inquietanti e drammatiche, modellato sul calco di esempi tratti da Pinter Beckett Kafka.

I Nuovomondo Teatro sono ''i protagonisti della giovane scena''. Il gruppo, fondato a Genova nel 2001 a seguito dei drammatici fatti di violenza scoppiati durante i giorni del G8, ha proseguito negli anni successivi un lavoro di impegno politico e civile mirato a trasferire sul palcoscenico tematiche scomode, spesso rimosse, quali la questione palestinese (La tana delle iene), il massacro di Sabra e Chatila (Quattro ore a Chatila, tratto da Genet e Kapellouk), gli anni di Piombo (Appesa a un filo. Vita e morte di Ulrike Meinhof), fino alla recente produzione in collaborazione con lo Stabile genovese, Di eroi, di soie e altri fantasmi – Storia di Guido Rossa e delle Br a Genova.

Alla sezione delle ''Critiche Festival'', che raccoglie le recensioni degli spettacoli teatrali prodotti in Italia secondo il criterio dell’area geografica, seguono le pagine rivolte alla ''Danza Festival'', in cui si leggono resoconti del Festival di Santarcangelo e di Torino Danza.

La ''Biblioteca'' offre utili segnalazioni relative alle più recenti novità editoriali.

I testi scelti da ''Hystrio'' sono Lina (quella che fa brutti sogni) di Massimo Salvianti e Precario equilibrio ovvero tre anziani in equilibrio sul filo, come tre birre allineate sul bancone di un bar, in una notte di pioggia metropolitana di Elio Forcella, vincitori ex aequo del Premio Vallecorsi 2006.



Massimo Bertoldi


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