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Il cartellone 2006-2007 dello stabile torinese Cartelloni
La Fondazione del Teatro Stabile di Torino è recentemente entrata a far parte dell'Unione dei Teatri d'Europa (UTE) e in questa prospettiva si inquadrano gli spettacoli in cartellone nella stagione 2006-2007. Le produzioni originali sono progettate in funzione della loro esportabilità nei principali teatri europei, mentre si segnalano alcuni significativi spettacoli ospiti d'importazione in lingua originale (provenienti dai teatri di Oporto, Budapest, Barcellona, Francoforte).

L'articolato programma dispone di un'adeguata varietà di spazi, tra cui il palcoscenico del Carignano per i classici del repertorio seicentesco e i grandi autori dell'Ottocento, il Teatro Alfieri per la tradizione popolare italiana, il Gobetti per il teatro nazionale contemporaneo, il Teatro Astra e le Fonderie Limone per le produzioni internazionali, la Cavallerizza come scena del teatro d'avanguardia, l'Auditorium del Lingotto per le messinscene musicali.

Per quanto riguarda le nuove produzioni dello Stabile, in novembre l'Astra propone Le lacrime amare di Petra von Kant di Rainer W. Fassbinder per la regia di Antonio Latella. In marzo il Teatro Nuovo ospita un classico shakespeariano, Macbeth, nella rilettura ed interpretazione di Michela Lucenti e Valter Malosti. Tra aprile e maggio alle Fonderie Limone è allestito Fahrenheit 451, tratto dall'omonimo romanzo di Ray Bradbury, uno dei testi più affascinanti della letteratura fantastica e visionaria novecentesca, radicato nel terreno dell'utopia negativa. Si tratta di un progetto di Luca Ronconi (che firma anche la regia) ed Elisabetta Pozzi, che nel loro lavoro si rifanno all'adattamento teatrale dello stesso Bradbury e al film diretto da François Truffaut nel 1967, anch'esso ispirato al romanzo.

Si segnala inoltre alle Fonderie Limone la ripresa di due recenti produzioni, entrambe concepite per l’imponente progetto Domani per le Olimpiadi della Cultura di Torino 2006 e dirette dallo stesso Ronconi. La prima è Lo specchio del diavolo di Giorgio Ruffolo, con Giovanni Crippa e Iaia Forte, in scena tra ottobre e novembre. La seconda è Il silenzio dei comunisti, con Luigi lo Cascio, Maria Paiato e Fausto Russo Alesi, basata sugli epistolari di Vittorio Foa, Miriam Mafai e Alfredo Reichlin e allestita tra maggio e giugno.

Per quanto concerne le produzioni inserite nell’iniziativa Musica per il teatro, teatro per la musica: due prospettive convergenti, al Teatro Carignano in novembre va in scena Didone di Giovan Francesco Busenello e Francesco Cavalli (ensemble esecutore l'Europa Galante, maestro concertatore e direttore Fabio Biondi). L'opera, allestita per la prima volta al Teatro San Cassiano di Venezia nel 1641, è riproposta nell'ambito del progetto di ricostruzione filologica promosso dal Teatro La Fenice in collaborazione con l'Unione Musicale di Torino e l'Università di Venezia. In marzo all'Auditorium del Lingotto l'Orchestra e il Coro Sinfonico Giuseppe Verdi di Milano diretti da György G. Ráth eseguono Oedipus in Kolonos. Si tratta delle musiche di scena composte da Felix Mendelssohn Bartoldy nel 1841 per l'omonima tragedia di Sofocle, opera complessa e ricca di parti liriche e recitativi di grande effetto.

Per quanto riguarda gli spettacoli ospiti dello Stabile, a metà novembre al Carignano è rappresentato Il padre di August Strindberg con Umberto Orsini diretto da Massimo Castri. Nello stesso periodo il Gobetti ospita Smemorando, la ballata del tempo ritrovato di Gianrico Tedeschi, opera basata sui ricordi personali biografici e teatrali dell'attore, affiancato sulla scena da Sveva Tedeschi e Gianfranco Candia. Ancora al Carignano alla fine del mese è rappresentato Ivanov di Anton Cechov, produzione del prestigioso Teatro Katona di Budapest in lingua ungherese per la regia di Tamás Ascher, uno dei più brillanti registi magiari contemporanei. Ambientando la pièce in uno spaccato ungherese anni Sessanta e Settanta, Ascher ne svela tutte le possibilità di attualizzazione.

Tra novembre e dicembre, nello stesso teatro, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, diretti da Roberto Guicciardini, propongono Tito Andronico, opera giovanile di William Shakespeare. Il lavoro, rimasto ignorato per due secoli, è stato riscoperto nel 1955 grazie allo storico allestimento di Peter Brook con Laurence Olivier e Vivien Leigh. Nello stesso periodo al Gobetti è rappresentato Finale di partita di Samuel Beckett, diretto e interpretato da Franco Branciaroli, affiancato da Tommaso Cardarelli e Alessandro Albertin.

In dicembre al Carignano va in scena Le false confidenze di Marivaux con Anna Bonaiuto e Andrea Renzi diretti da Toni Servillo. L'allestimento rimarca con feroce ironia l'originale comicità del testo ed è ripreso a sette anni di distanza dal fortunato debutto. Ancora al Carignano in gennaio Gabriele Lavia firma la regia e l'adattamento drammaturgico di Memorie dal sottosuolo, liberamente ispirato all'opera letteraria di Fëdor Dostoevskij, interpretato dallo stesso Lavia, Pietro Biondi ed Euridice Axen.

A febbraio all'Alfieri Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, pietra miliare del teatro contemporaneo, nella versione italiana di Masolino d'Amico, con Eros Pagni e Ugo Maria Morosi diretti da Marco Sciaccaluga. All'inizio di marzo alle Fonderie Limone va in scena D. João, rivisitazione del Teatro Nacional di Oporto (una delle realtà più interessanti della scena europea) del capolavoro molièriano per la regia di Ricardo Pais, ancora in lingua originale. In marzo l’Alfieri ospita Le voci di dentro di Eduardo de Filippo con Luca de Filippo, Gigi Savoia e Antonella Morea diretti da Francesco Rosi: dopo Napoli Milionaria si tratta della seconda tappa del percorso intrapreso da Rosi attraverso la drammaturgia eduardiana.

Tra marzo e aprile al Gobetti Processo a Dio di Stefano Massini con Ottavia Piccolo, Vittorio Viviani e Silvano Piccardi diretti da Sergio Fantoni. Nello stesso periodo l'Astra propone Bakchen di Euripide, produzione in lingua tedesca importata dal Teatro di Francoforte per la regia di Christof Nel, seconda tappa dell'approccio del regista al teatro greco dopo la leggendaria messinscena di Antigone. In aprile l’Alfieri ospita Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello con Giulio Bosetti (che firma anche la regia), Marina Bonfigli e la Compagnia del Teatro Carcano.
 
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