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The Stanley Kubrick Archives

A cura di Alison Castle
Made in Cooperation with Jan Harlan, Christiane Kubrick and the Stanley Kubrick Estate

Köln, Taschen Verlag, 2005, pp. 544, 150,00
ISBN 3-8228-2284-1

The Stanley Kubrick Archives, edito da Taschen Verlag, è un'opera imponente e preziosa in cui si raccoglie una sorprendente mole di materiale inedito proveniente dagli archivi di Stanley Kubrick. Si tratta di un vero e proprio "tesoro" di fotografie, schizzi, lettere, appunti, interviste, sceneggiature e progetti lasciati incompleti, con cui si intende offrire un'immagine esaustiva della personalità del regista e del processo creativo all'origine dei suoi film.

E' stata la stessa famiglia Kubrick a mettere l'archivio a disposizione della curatrice, Alison Castle, che lo ha sottoposto ad un lungo ed accurato lavoro di analisi (due anni di "odissea", dichiara Castle nella prefazione), al fine di selezionare il materiale più significativo e raccoglierlo in un affascinante album di immagini e testi che il lettore si trova ad "esplorare" come attraversando un labirinto. "Lo scopo di questo libro", così nella prefazione, "è permettere ai lettori di esplorare gli archivi di Kubrick in modo intuitivo, assorbendo i vari pezzi del puzzle e mettendoli insieme secondo la propria personale interpretazione".

Questo "scopo" si riflette in primo luogo nella veste stessa del volume che si presenta come una vera e propria valigia (ca 40x30 cm) e sembra dunque voler invitare il lettore a compiere un viaggio attraverso l'universo di immagini e testi provenienti dagli archivi del grande regista. Lo stesso dicasi per la struttura interna dell'opera e l'organizzazione dei contenuti. Il volume, infatti, si apre con una prima parte in cui viene presentata solo una ricca galleria di foto (800 in tutto) stampate direttamente dalle pellicole originali dei film, dal primo, Killer’s Kiss del 1955, all'ultimo, Eyes Wide Shut del 1999. Le immagini, bellissime e di ottima qualità, non sono accompagnate da didascalie ma permettono al lettore di ripercorrere la produzione di Kubrick in modo puramente "visivo", intuitivo appunto. La seconda parte, invece, intitolata The Creative Process, è di tipo più prettamente informativo e, sempre seguendo la suddivisione per film, presenta tutto il resto del materiale (appunti, note tecniche, lettere, disegni, interviste, foto di scena), che permette al lettore di osservare i diversi aspetti della nascita dei film e, se non di penetrare, almeno di intuire le modalità con cui Kubrick pensava e creava immagini.

Il materiale proveniente dall'archivio, nella seconda parte, non viene semplicemente "mostrato" al lettore ma è sempre corredato da testi scritti da vari autori, quali ad esempio Gene D. Phillips, Carolyn Geduld, Rodney Hill, Michel Ciment, in cui si forniscono di volta in volta informazioni circa la genesi del film e se ne offrono sinossi ed analisi, nonché alcune curiosità sui retroscena della produzione. Queste presentazioni sono poi affiancate spesso da interviste e testi dello stesso Kubrick, qui riproposti insieme a stimolanti citazioni che mostrano riflessioni del regista sui propri film o sulle opere letterarie da cui sono tratti o semplicemente tentano di dare un'idea del suo particolare modo di osservare il reale.

Si mostra in particolare come i film di Kubrick siano non solo la manifestazione di una creatività geniale ma anche il risultato di un lungo e faticoso lavoro di studio e ricerca condotto con passione ed acume. E in quasi tutte le foto Kubrick compare nell'atto di osservare attraverso l'ottica della telecamera e ricorda quasi la curiosità creativa con cui i bambini osservano il mondo ed entrano in relazione con esso nella dimensione del gioco (diceva Kubrick stesso "Telling me to take a vacation from fimlmaking ist telling a child to take a vacation from playing").

Una prima appendice è dedicata ai progetti mai realizzati, Napoleon, A. I. e Aryan Papers. Ampio spazio viene dato in particolare a Napoleon, film per cui Kubrick iniziò ad accumulare moltissimo materiale già subito dopo 2001: A space Odyssee, e che secondo le sue intenzioni sarebbe dovuto diventare il proprio capolavoro. Nella seconda appendice si trovano invece tre interessanti saggi rispettivamente di Jan Harlan (The Long road of Eyes Wide Shut), Anthony Frewin (Stanley Kubrick: Writers, Writing, Reading) e Michael Herr (Kubrick), cui segue la terza ed ultima appendice che presenta una cronologia della biografia dell'autore, una bibliografia essenziale e la postfazione della moglie, Christiane Kubrick, che, insieme al cognato Jan Harlan, ha avuto un ruolo fondamentale nel processo di analisi e selezione del materiale compiuto dalla curatrice.

Questo libro, che soddisfa pienamente le aspettative suscitate dal prezzo e dalla voluminosità, è un vero e proprio gioiello non solo per esperti e amanti del cinema ma per chiunque sia interessato ad osservare e indagare il misterioso processo della creazione artistica.


Roberta Carnevale


copertina

cast indice del volume


 


Il volume è corredato di un CD audio con un'intervista di Jeremy Bernstein a Stanley Kubrick del 27 novembre 1966.  

 

 



 

Stanley Kubrick
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Stanley Kubrick



 

 
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