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Il castello di Elsinore
Quadrimestrale di teatro



a. XVI, 47, 2003, euro 11,88
ISSN 0394-9389
Il numero di novembre raccoglie gli atti di due convegni, entrambi dedicati alla storia e all'estetica della danza: il primo, organizzato all'Università di Bologna, Dipartimento di Musica e Spettacolo, dal titolo Solo. Sul monologo di danza, curato da Eugenia Casini Ropa (12-15 marzo 2002); il secondo, all'Università di Torino, corso di laurea in DAMS, dal titolo Il "danzautore" dall'assolo al coro. Esperienze di coreografia d'autore fra Novecento e inizio millennio in Italia, a cura di Alessandro Pontremoli (11 marzo, 13-16 maggio 2002).

L'evento bolognese ha posto l'accento sulla performance a "solo" e sulla concezione di danza come espressione individuale; un'ideologia che, sviluppatasi a partire dall'inizio del XX secolo, oggi più che mai, in un momento in cui la danza corale sembra essere una rarità sulla scena, si propone come mezzo privilegiato di sperimentazioni individuali e di ricerca di comunicazione con la collettività, attraverso le emozioni trasmesse dal "corpo parlante". In questo contesto si segnalano gli interventi di Eugenia Casini Ropa, sulla storia del "solo" nel XX secolo, e quello di Marinella Guatterini che, proprio partendo dal cammino tracciato dalla Casini Ropa, analizza l'evoluzione della danza individuale nelle coreografie contemporanee.

Il convegno di Torino ha invece approfondito la dimensione corale della danza, con una ricerca chiaramente complementare a quella degli studi di Bologna e incentrata sulla figura del "danzautore". Una peculiare tipologia di artista, progressivamente affermatasi in Italia a partire dagli anni Ottanta del '900; danzatore-autore che, fuori e sulla scena, interpreta tutti i ruoli della sua arte essendo ideatore, coreografo e interprete della sua creazione. Se questa figura, a una prima analisi, sembra naturalmente legarsi all'assolo, è altrettanto in grado di abbandonare la sua autoreferenzialità innata per oggettivarsi nella danza corale. Il convegno torinese tende ad evidenziare proprio questa doppia potenzialità espressiva del "danzautore", come illustrato dai contributi di Alessando Pontremoli, Dall'’assolo al coro, e Deborah Simonato, Il "danzautore" e la coralità.

di Caterina Pagnini


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