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Susanne Franco

Martha Graham


Palermo, l'Epos, 2003, pp. 249, euro 20,00
ISBN 88-8302-208-4
"Credo che il nostro io si riveli in ogni atto che compiamo []. Questa è a mio parere una delle cose meravigliose della vita. E' quello che ho sempre voluto fare - mostrare il riso, il divertimento e il desiderio - e tutto attraverso la danza".
Così Martha Graham (1894-1991), nell'autobiografia Blood Memory del 1991, interpretava il senso della sua arte e della sua vocazione, una dedizione totale alla danza portata avanti per quasi settanta anni, dai primi successi negli anni Venti come danzatrice professionista per la Denishawn School di Los Angeles fino al doloroso e forzato ritiro dalle scene nel 1969; una decisione che, nonostante la sua inevitabilità dettata dai limiti fisici sempre più evidenti nel suo corpo di danzatrice, pur facendola cadere in una profonda depressione non le impedì di dedicarsi alla sua arte, continuando a creare coreografie fino al giorno della sua morte. Martha Graham è considerata una delle più grandi danzatrici-coreografe del Novecento. Precorritrice della danza moderna, al fianco di Isadora Duncan, Rudolf Laban e Mary Wigman, ella sosteneva, rifacendosi ai miti primitivi, che la danza fosse l'unico vero linguaggio spontaneo con il quale l'uomo potesse esprimere la sua essenza e il suo pensiero in una società interamente dominata, e per questo contaminata, dalla verbalità. Arte corporea per eccellenza, la danza 'libera', 'espressiva' e 'moderna' si affrancava così dalla lunga sudditanza alla musica e al testo, come voleva la tradizione accademica del balletto classico, per diventare la sola espressione artistica che potesse recuperare la dimensione originaria della natura e dell'esistenza umana, attraverso un corpo finalmente libero da quei vincoli e da quei tabù che inevitabilmente si sono accompagnati al processo di civilizzazione dell'umanità.

A differenza della prima generazione di danzatori moderni americani (in primis la Duncan, ma non meno importanti Ruth St. Danis, Ted Shawn e Maud Allan) che si erano battuti per rinnovamento della danza focalizzando i loro sforzi nell'individuazione dell'impulso spirituale alla base del movimento, la Graham e gli altri esponenti della seconda generazione della modern dance (Doris Humphrey, Charles Weidman e Hanya Holm) si concentrarono piuttosto sull'impulso fisiologico, sulle motivazioni interiori del corpo e sulla creazione di un nuovo vocabolario espressivo che non fosse mirato a 'creare' ma a 'riscoprire' quello che il corpo poteva naturalmente fare. "La mia danza con il mio corpo": non più imporre ai ballerini l'adattamento forzato della propria fisionomia alle sclerotiche posture dettate dalla tradizione accademica ma, al contrario, adeguare la nuova tecnica della modern dance alla conformazione fisica e alle caratteristiche del corpo dei singoli danzatori. Partendo da questa posizione Martha Graham poté così indicare nella modern dance l'unica espressione artistica veramente 'contemporanea', poiché profondamente condizionata dal contesto culturale e dai 'corpi' di cui era espressione e quindi in grado di interpretare al meglio i mutamenti sociali dell'America del suo tempo.

Il libro di Susanne Franco, ricercatrice e docente di Storia e tecniche della danza presso l'Università degli Studi di Venezia, ripercorre tutto l'arco dell'attività artistica di Martha Graham, con un'evidente competenza di analisi che mai cade nel nozionismo fine a se stesso o nel tecnicismo da addetti ai lavori, rendendo la lettura interessante e scorrevole, pur nell'approfondimento. Il percorso narrativo-scientifico si articola su vari piani tematici che si intersecano fra loro, rendendo evidente l'inscindibilità dell'arte e del metodo di Martha Graham dalle componenti culturali, sociali e politiche dell'America in cui la grande coreografa si trovò a vivere, prima e dopo la seconda guerra mondiale. Alla luce dei molteplici mutamenti del suo tempo vengono così ripercorse tutte le tappe della formazione artistica della Graham: dalle prime esperienze quale allieva della Denishawn School, poi di insegnante presso le più prestigiose scuole di danza di New York, alla creazione della sua prima compagnia nel 1926, il Martha Graham Group; dalle ormai leggendarie coreografie degli anni '30, che sancirono il suo indiscusso successo, fino all'avvicinamento della sua produzione artistica, sulla scia della American Dance Association newyorkese, a tematiche più esplicitamente politiche e sociali, una svolta che all'inizio degli anni '50 le valse il ruolo di ambasciatrice della cultura americana in Europa e in Estremo Oriente.

Attraverso la descrizione e l'analisi delle coreografie più significative, fra cui Heretic (1929), Lamentation (1930), American Document (1938), Judith (1950), Clytemnestra (1958), si arriva a delineare la complessa personalità di una donna che visse totalmente per la sua arte e che sublimò le sue aspirazioni, le sue paure inconscie e le sue debolezze nella creazione artistica. Una legame fra vita e arte così evidente anche nel parallelismo fra la qualità della produzione coreografica della Graham e le sue relazioni sentimentali con i collaboratori e colleghi, primo fra tutti il pianista compositore Luois Horst, con il quale collaborò per molti anni, ed Erick Hawkins, il primo uomo che nel 1938 entrò a far parte del gruppo di Martha Graham, fino ad allora composto da sole donne.


Nonostante i documenti diretti dell'attività di Martha Graham siano purtroppo scarsi, il libro è corredato di un'interessante appendice iconografica, che illustra alcuni esercizi base del metodo eseguiti da alcuni dei componenti del gruppo, oltre che contenere foto si scena della compagnia; segue un'accurata ballettografia che elenca per anno di produzione le circa centottanta coreografie della danzatrice americana, dal 1926 al 1991.

di Caterina Pagnini


Copertina del volume

cast indice del volume


 

Martha Graham in Xochitl
Martha Graham in Xochitl

 

 

Martha Graham e Erik Hawkins in American Document
Martha Graham e Erik Hawkins in American Document




 

Martha Graham in Lamentation
Martha Graham in Lamentation
 

 

Martha Graham in Judith
Martha Graham in Judith


 

 
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