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I dinosauri rincorrono mio fratello

di Giuseppe Mattia
  Mio fratello rincorre i dinosauri
Data di pubblicazione su web 21/12/2020  

A cinque anni da Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, l’European Film Academy Young Audience Award premio annuale assegnato al miglior film europeo attribuito da un pubblico di ragazzi tra dodici e quattordici anni in quarantatré città europee ritorna in Italia grazie a Mio fratello rincorre i dinosauri, opera prima del bresciano Stefano Cipani. Basato sull’omonimo romanzo autobiografico del giovanissimo Giacomo Mazzariol, il film è stato presentato come Evento Speciale alle Giornate degli Autori della 76 Mostra del Cinema di Venezia aggiudicandosi il premio Sorriso Diverso Venezia 2019, riconoscimento istituito dal Festival dei Tulipani di Seta Nera all’opera che meglio valorizza i temi sociali e umani. Tra le motivazioni l’aver saputo rappresentare l’accettazione e l’integrazione attraverso gesti, espressioni e comportamenti.


Una scena del film

Nella periferia bolognese, precisamente nel parcheggio deserto di un supermercato, una coppia di genitori interpretata da Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese comunicano ai tre figli di essere in attesa di un quarto (Lorenzo Sisto), che si scoprirà avere la sindrome di Down. Il punto di vista delle successive vicende appartiene al fratello Giacomo, interpretato da Francesco Gheghi, che offre una convincente interpretazione ampiamente confermata in Padrenostro. La scelta dello sguardo soggettivo del ragazzo favorisce l’alleggerimento della tematica e la rende, almeno nella prima mezz’ora, più favolistica; un po’ come succede ne La notte di San Lorenzo (1982) dei fratelli Taviani, dove il ricordo dei fatti è filtrato dalla fantasia del giovane oratore. Gli anni si susseguono e il turbolento periodo adolescenziale di Jack (soprannome del protagonista) metterà a dura prova il suo rapporto con la famiglia e con le amicizie, facendolo sprofondare in quella che nel gergo degli sceneggiatori viene chiamata “la notte oscura dell’eroe”, ossia il momento più moralmente basso del suo percorso narrativo, in cui paura e fragilità presentano un conto salato.


Una scena del film

La sceneggiatura del bolognese Fabio Bonifacci, autore già confrontatosi con i “diversi” si pensi a Diverso da chi? (2009) e Si può fare (2008) si avvale di una ostentata leggerezza nel raccontare per immagini una tematica delicata, sottolineata dalle malefatte compiute dal protagonista per nascondere ai suoi compagni di classe l’identità del fratello. L’infanzia di Jack si conclude con l’inizio del liceo in città: qui conosce il primo amore, le prime “cattive” amicizie e le prime frustrazioni. Per farsi accettare dai coetanei entra a far parte di un collettivo di ambientalisti, cambia look e diventa batterista di un gruppo. Proprio la musica ha una rilevanza notevole nella pellicola: si pensi a Giovanni che con la tastiera produce melodie casuali ma a loro modo coerenti, ai poster dei Beatles e di Bowie nella cameretta dei due fratelli, a La cura di Battiato come colonna sonora e alla figura dell’anticonformista zia Dolores (Rossy De Palma), ex cantante.

Una scena del film

I toni mediamente piacevoli della prima parte si contrappongono in maniera quasi stridente a quelli più seriosi della seconda. Ciò di cui più risente il film è proprio la mancanza di uno stile ben definito (sembra a tratti di assistere a uno sceneggiato televisivo di basso profilo) e di un’impostazione registica che renda l’opera in qualche modo memorabile. Sorvolando le macchiettistiche interpretazioni di Ragonese e Gassmann, Mio fratello rincorre i dinosauri è un vero e proprio festival del didascalismo sotto forma di una tipica commediola francese destinata al grande pubblico, a discapito del valore artistico. Va bene l’accettare sé stessi e ciò che non è conforme all’ideale che la società ha oggigiorno della normalità. Va bene anche la presenza positiva della famiglia nella vita degli adolescenti; ma non si può sorvolare sulle troppe situazioni approssimate, stereotipate e pedagogiche. L’unica nota positiva sta forse nel percorso e nella presa di coscienza di Jack, con la conseguente confessione catartica che almeno aggiunge una sfumatura all’insieme, fino a quel momento troppo edulcorato e semplificato. Consigliato alle famiglie in giornate di svago.



Mio fratello rincorre i dinosauri
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Mio fratello rincorre i dinosauri
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