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Eldorado
Museo
Touch Me Not


(La redazione)
  Eldorado / Museo / Touch Me Not
Data di pubblicazione su web 21/02/2018  

Eldorado 

(fuori competizione)

Una nave costiera italiana fuori dal confine libico carica a bordo milleottocento clandestini. Questi sono condotti in un campo profughi dove risiedono tra gli otto e i quindici mesi. Per coloro che scelgono di lasciare il campo, spesso l’unica opzione è lavorare illegalmente: le donne sono costrette alla prostituzione e gli uomini vengono assunti per lavorare in piantagioni di pomodori. Una vita che non è vita, neppure sopravvivenza. Le questioni sollevate da Imhoof concernono il sistema dell’accoglienza, che sovente fallisce, abbandonando i rifugiati a un circolo vizioso governato da interessi economici. Un film pacato che diventa un potente monito.

La riflessione del regista Markus Imhoof sul tema dell’immigrazione parte da una storia personale che lo ha segnato nell’infanzia: la tenera amicizia con una giovane rifugiata italiana ospitata dai genitori in Svizzera, bruscamente interrotta a causa delle imperscrutabili politiche globali.

Proiezioni:

Giovedì 22 febbraio, ore 15.30, Berlinale Palast

Giovedì 22 febbraio, ore 18.30, Neues Off

Sabato 24 febbraio, ore 9.30, Zoo Palast 1

Sabato 24 febbraio, ore 22.30, International


Una scena di Eldorado
© Majestic/zero one film / Peter Indergand

Markus Imhoof

Nato a Winterthur in Svizzera nel 1941, studia tedesco, storia dell’arte e storia e frequenta la scuola di cinema di Zurigo. Dopo aver realizzato documentari premiati a livello internazionale, il suo Das Boot ist voll (The Boat is Full, 1980) ottiene un Orso d’Argento alla Berlinale del 1981 e viene inoltre nominato per l’Oscar. Vince diversi premi con More than Honey (2012),  il quale risulta ad oggi il documentario svizzero di maggior successo di tutti i tempi. È Membro dell’Akademie der Künste di Berlino e dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS) a Los Angeles, e ha tenuto lezioni nelle scuole di cinema di Berlino e di Zurigo. Tra i suoi altri lavori: Rondo (1967); Ormenis 199+69 (1969, cortometraggio); Volksmund – Oder was man isst (1972); Fluchtgefahr (1974); Tauwetter (1977); Isewixer (1979); Die Reise (1986); Der Berg (1990); Les petites illusions (1991); Flammen im Paradies (1996); Zornige Küsse (2000); Steinschlag (2005).

Museo

Gli eterni studenti Juan e Wilson pianificano un audace colpo: entrare nel Museo Nazionale di Antropologia della Città del Messico e rubare dei preziosi manufatti Maya, Mixtechi e Zapotecari, in particolare la maschera funeraria del Re Pakal. Mentre le loro famiglie festeggiano il Natale, si mettono all’opera. Tutto procede senza intoppi; ma una volta a casa con la refurtiva si rendono conto della gravità del misfatto. Tutti i notiziari commentano l’accaduto come un gravissimo attacco all’intera nazione. Spaventati, cercano di mettere al sicuro il bottino. Ma il loro tormento non li abbandona anche quando crederanno di avere il totale controllo della situazione.

Basato su fatti realmente accaduti nel 1985, il film, similmente ai suoi protagonisti, procede con astuzia, sorprendendo lo spettatore anche mediante il ricorso a diversi generi cinematografici.

Proiezioni

Giovedì 22 febbraio, ore 18:30, Berlinale Palast

Venerdì 23 febbraio, ore 15:00 Friedrichstadt-Palast

Sabato 24 febbraio, ore 18:00, Haus del Berliner Festspiele

Sabato 24 febbraio, ore 21:00, Friedrichstadt-Palast

Domenica 25 febbraio, ore 13:00, International


Una scena di Museo
© Alejandra Carvajal

Alomso Ruizpalacios

Scrittore, regista cinematografico e teatrale messicano, studia alla Royal Academy of Dramatic Arts (RADA) di Londra. Il suo primo lungometraggio, Güeros (2014), viene presentato in anteprima a Berlino nella sezione Panorama vincendo oltre quaranta premi nei festival internazionali, tra cui il Best First Feature Award e il Mexican Premio Ariel in cinque diverse categorie. I suoi cortometraggi – Café Paraiso (2008), The Cú Bird’s Last Song (2010) e Verde (2016) – sono stati proiettati in numerosi festival. Attualmente vive a Città del Messico dove lavora con la sua compagnia teatrale, Todas Las Fiestas de Mañana.

Touch me not

«Dimmi come mi amavi, così saprò come amare». Sul confine fluido tra realtà e finzione, il film segue i viaggi emotivi di Laura, Tómas e Christian, offrendo una visione profondamente empatica delle loro vite. Desiderosi di intimità ma anche terribilmente impauriti, lavorano per superare vecchi schemi, meccanismi di difesa e tabù, cercando di spezzare le catene e essere liberi. Touch Me Not riflette su come possiamo senza perdere noi stessi.

Proiezioni:

Giovedì 22 febbraio, ore 22:00, Berlinale Palast

Venerdì 23 febbraio, ore 12:00, Friedrichstadt-Palast

Sabato 24 febbraio, ore 18:00, Friedrichstadt-Palast

Domenica 25 febbraio, ore 22:30, International









 

Una scena di Touch me not
© Manekino Film, Rohfilm, Pink, Agitprop, Les Films de l’Etranger

Adina Pintilie

Artista e regista rumena laureata alla Caragiale University of Theatrical Arts and Cinematography di Bucarest nel 2008, i suoi film hanno vinto numerosi premi tra cui il Zonta Prize al Festival Internazionale del Cortometraggio di Oberhausen per Diary # 2 nel 2013. In bilico tra finzione, documentario e belle arti, il suo lavoro è caratterizzato da uno stile visivo altamente individuale e coraggioso e dall’esplorazione senza compromessi della psiche umana. Dal 2010 è stata curatrice del Bucarest International Experimental Film Festival (BIEFF). Tra i suoi lavori: i cortometraggi Sandpit #186 (2008) e Diary #2 (2013); i lungometraggi Oxygen (2010) e Touch Me Not (2018); il documentario Don’t Get Me Wrong (2007).




Berlinale 2018
(22/02)

Eldorado
cast cast & credits
 
Museo
cast cast & credits
 
Touch me not
cast cast & credits
 




























































































































































 
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