drammaturgia.it
Home | Cinema | Teatro | Opera e concerti | Danza | Arte | Racconti e... | Televisione | Libri | Riviste
Punto sul vivo | Segnal@zioni | Saggi | Profili-interviste | Link | Contatti
cerca in vai

Utøya 22. juli
3 Tage in Quiberon
7 Days in Entebbe


(La redazione)
  Utøya 22. juli/ 3 Tage in Quiberon/ 7 Days in Entebbe
Data di pubblicazione su web 18/02/2018  

Utøya 22. Juli

Il 22 luglio 2011 cinquecento giovani partecipanti al campo estivo nell’isola di Utøya sono stati attaccati da un uomo pesantemente armato, rivelatosi legato, almeno ideologicamente, alla destra estremista. L’attentato è costato la vita a sessantanove vittime. Un trauma che ha scosso la Norvegia in profondità, producendo una ferita che ancora oggi continua a sanguinare.

Il regista Erik Poppe ha avuto il coraggio di raccontare per primo quei drammatici eventi in un film. Il lavoro si apre con riprese documentaristiche di Oslo, negli istanti immediatamente prima che l’attentatore facesse esplodere un’autobomba provocando otto morti. La scena si sposta quindi nell’isola di Utøya, dove la camera segue la diciannovenne Kaja che si trova lì per trascorrere qualche giorno di vacanza insieme alla sorella più piccola Emilie. Le due litigano per futili motivi, quando improvvisamente esplode il primo colpo di arma da fuoco. Lo sparo segna l’inizio di una sequenza mozzafiato di settantadue minuti in cui il regista, con un’unica ripresa, ricostruisce la tragedia dal punto di vista delle vittime. Col cuore in gola partecipiamo alla disperata ricerca di Emilie da parte di Kaja, tocchiamo con mano la paura negli occhi dei ragazzi, fuggiamo con loro nei boschi nella speranza dell’arrivo di un qualche soccorritore, mentre lo sconosciuto assassino si avvicina sempre di più…

Proiezioni: 

Lunedì  19 febbraio, ore 15:00, Berlinale Palast

Martedì 20 febbraio, ore 09:30, Friedrichstadt-Palast

Martedì 20 febbraio, ore 12:30, Haus der Berliner Festspiele

Martedì 20 febbraio, ore 18:00, Friedrichstadt-Palast 


Una scena di Utøya
© Agnete Brun

Erik Poppe

Nato a Oslo nel 1960, inizia la sua carriera come fotografo per la stampa, conseguendo numerosi premi. Dopo lo studio al Dramatiska Institutet di Stoccolma, lavora come direttore della fotografia in numerosi lungometraggi, prima del suo debutto alla regia con Schpaa, proiettato nella sezione Panorama della Berlinale 1999. Il film è il primo episodio della pluripremiata trilogia di Oslo, che comprende Hawaii, Oslo e DeUsynlige (Troubled Water). Il suo penultimo film Kongens Nei (The King’s Choice) è stato ospitato nella sezione Panorama della Berlinale (2017).


3 Tage in Quiberon

Le fotografie di Romy Schneider catturate dall’obiettivo di Robert Lebeck sono famose in tutto il mondo. La loro eccezionalità è dovuta principalmente alla capacità di cogliere la natura contraddittoria di questa immensa attrice, la sua personalità esuberante e allo stesso tempo il suo velo di malinconia e sofferenza. Allo stesso Lebeck si devono anche le foto a corredo della leggendaria intervista che la Schneider, nonostante lo scarso feeling con la stampa tedesca, concesse al giornalista della rivista «Stern» Micheal Jürgs, a Quiberon, nel 1981. In quel periodo l’attrice si era ritirata nella città termale bretone, giovandosi della compagnia di Hilde, sua cara amica di lunga data.

L’intervista e le foto in bianco e nero costituiscono il cuore pulsante del film. Il regista riesce a restituire l’atmosfera di quei tre giorni in cui la Schneider mette gradualmente a nudo la propria anima fino a un punto di rottura. Il progressivo rivelarsi della persona dietro la maschera della diva è destinato a innescare inquietudini e reazioni veementi negli astanti. E mentre Hilde cerca di proteggere l’amica da sé stessa, il cinico riserbo del giornalista viene meno di fronte alla disarmante onestà della donna.

Guidato dalle rivelazioni di Romy, Lebeck fa emergere il ritratto multi sfaccettato di un’attrice fascinosa e al tempo stesso di una donna incompresa.

Proiezioni:

Lunedì 19 febbraio, ore 18:15, Berlinale Palast

Martedì 20 febbraio, ore 12:00, Friedrichstadt-Palast

Martedì 20 febbraio, ore 21:00, Haus der Berliner Festspiele

Mercoledì 21 febbraio, ore 21:30, filmkunst 66

Domenica 25 febbraio, ore 12:45, Berlinale Palast


Una scena di 3 Tage in Quiberon
© Rohfilm Factory/ Prokino/ Peter Hartwig

Emily Atef

Nata a Berlino nel 1973, è cresciuta tra la Germania, Parigi e Los Angeles. In seguito, ha intrapreso la propria carriera teatrale a Londra. Dal 2001 ha studiato regia alla German Film and Television Academy (dffb). Il suo primo lungometraggio Molly’s Way ha vinto il premio esordienti al Munich Film Festival, mentre il successivo The Stranger in me ha esordito a Cannes, ottenendo numerosi riconoscimenti. All’altrettanto premiato Kill me è seguita la serie televisiva Queen of the Night, quindi il film per la TV Wunschkinder, per finire con Don’t Worry I’m Fine.


7 Days in Entebbe

Il 27 giugno 1976 quattro uomini sequestrarono un volo Air France. L’aereo, proveniente da Tel Aviv, era diretto a Parigi. Due dei dirottatori erano membri del PFLP (il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina); gli altri due, entrambi tedeschi, appartenevano all’organizzazione di estrema sinistra Revolutionary Cells. Più di cento gli ostaggi trattenuti – per lo più israeliani – per una settimana. Tra le richieste dei terroristi c’era il rilascio di quaranta combattenti palestinesi prigionieri.

Il film ricostruisce gli avvenimenti seguiti all’atterraggio del velivolo a Entebbe, dove i dirottatori furono aiutati dal dittatore dell’Uganda Idi Amin. Sulla base di nuove indagini, José Padilha propone la sua versione del dirottamento, in particolare del rilascio dei prigionieri non ebrei, nonché descrive dettagliatamente gli sforzi del governo israeliano per la liberazione degli ostaggi, avallando la possibilità che le forze di commando del paese abbiano svolto un ruolo chiave nella risoluzione tutt’altro che pacifica della vicenda. Come nei suoi precedenti lavori, il regista si serve di fatti realmente accaduti per esplorare i temi della paura, della violenza e della (auto)distruzione.

Proiezioni:

Lunedì  19 febbraio, ore 22:00, Berlinale Palast

Martedì 20 febbraio, ore 10:00, Haus der Berliner Festspiele                         

Mercoledì 20 febbraio, ore 15:00, Friedrichstadt-Palast

Giovedì 20 febbraio, ore 18:30, Haus der Berliner Festspiele


Una scena di 7 Days in Entebbe
© Liam Daniel

José Padilha

Nato a Rio de Janeiro nel 1967, ha lavorato come produttore cinematografico, scrittore e regista, ed è conosciuto in patria anche per la collaborazione con le pagine culturali del quotidiano «O globo», uno dei più letti in Brasile. Ha vinto un Emmy e un Peabody Award per il documentario Bus 174, mentre il suo The Elite Squad, Orso d’oro a Berlino nel 2008, ha riscosso un grande successo al botteghino. Dopo aver lavorato al sequel Elite Squad: The Enemy Within, ha diretto nel 2014 il remake di RoboCop. È regista dell’episodio pilota della serie Netflix Narcos, nominata ai Golden Globes nel 2015. Sempre per Netflix è attesa l’uscita della sua nuova serie TV, O mecanismo.



Berlinale 2018
(19/02)

Utøya 22. juli
cast cast & credits
 
3 Tage in Quiberon
cast cast & credits
 
7 Days in Entebbe
cast cast & credits
 






































































































































































































 
Firenze University Press
+39 0552743051 - fax +39 0552743058
Borgo Albizi, 28 - 50122 Firenze

web:  http://www.fupress.com
email:info@fupress.com
© Firenze University Press 2013