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Dovlatov
Transit
Eva


(La redazione)
  Dovlatov / Transit / Eva
Data di pubblicazione su web 16/02/2018  

Dovlatov

Leningrado, novembre 1971. La città è immersa nella nebbia. Si celebra l’ennesimo anniversario della rivoluzione, ma nel paese non c’è traccia di progresso politico, economico, culturale. Gli effetti di questa stasi si ripercuotono sulla vita del giovane scrittore Sergei. I suoi manoscritti vengono regolarmente rifiutati dai media ufficiali; la sua opinione su fatti e persone risulta sgradita. Tuttavia, mentre l’amico Iosif Brodskij è costretto all’esilio, Sergei è deciso a restare nel suo paese cercando di condurre una vita normale con la moglie Lena e la figlia Katya. Il suo obiettivo è raccontare la realtà, facendosi cronista dei lavoratori ai cantieri navali o di tragici eventi come il rinvenimento dei corpi di trenta bambini uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale negli scavi per la costruzione della metropolitana.

Per mezzo di imponenti tableaux e lunghe carrellate, il film di Alexei German Jr rappresenta il mondo dello scrittore ebreo-russo Sergei Dovlatov (1941-1990), le cui opere, ironiche e brillanti, subirono il divieto di stampa nell’Unione Sovietica di Brèžnev. Da un carosello tragicomico di ribellione e assimilazione, dolore e stanchezza, emerge il ritratto di un’era di stagnazione e dei suoi effetti devastanti.


Proiezioni:

Sabato 17 febbraio, ore 15:00, Berlinale Palast

Domenica 18 febbraio, ore 9:30, Friedrichstadt-Palast

Domenica 18 febbraio, ore 21:30, Haus der Berliner Festspiele

Domenica 18 febbraio, ore 22:30, International

Domenica 25 febbraio, ore 17:15, Friedrichstadt-Palast

Una scena da Dovlatov
Una scena di Dovlatov
© SAGa

Alexei German Jr

Nato a Mosca nel 1976, studia all’Università statale pan-russa di cinematografia S. A. Gerasimov (VGIK). Con il suo debutto cinematografico, Posledniy poezd (L’ultimo treno), vince il Premio Opera Prima Luigi De Laurentiis alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2003. Anche il suo terzo film, Paper Soldier (Soldato di carta), è stato presentato al Lido, nel 2008, aggiudicandosi il Leone d’argento per la miglior regia. Con Under Electric Clouds, in concorso alla Berlinale nel 2015, vince un Orso d’argento per il miglior contributo artistico.


Transit

Durante la seconda guerra mondiale le truppe tedesche sono accampate fuori Parigi. All’ultimo momento Georg riesce a scappare a Marsiglia. In valigia porta il lascito di uno scrittore di nome Weidel, suicidatosi per paura delle persecuzioni. L’eredità si compone di un manoscritto, alcune lettere e un visto da parte dell’ambasciata messicana. Dovendo dimostrare di avere un permesso da parte di un paese ospitante per accedere alla città francese, Georg assume l’identità di Weidel. I suoi giorni scorrono tra i corridoi del suo modesto hotel e le sale d’attesa dei consolati, nei locali e nei bar del porto, accompagnato dal chiacchiericcio dei rifugiati che parlano tra di loro. Ma i piani dell’uomo cambiano quando incontra la misteriosa Marie.

Transit è basato sul romanzo omonimo di Anna Seghers, composto durante l’esilio della scrittrice. Il film è ambientato nella Marsiglia contemporanea, dove si aggirano i personaggi del passato. Così, i rifugiati di allora incontrano i rifugiati di oggi, la storia incontra il presente, e tutte le storie si combinano per creare un eterno spazio di transito.


Proiezioni:

Sabato 17 febbraio, ore 18:30, Berlinale Palast 

Domenica 18 febbraio, ore 12:00, Haus der Berliner Festspiele

Domenica 18 febbraio, ore 15:00, Friedrichstadt-Palast

Mercoledì 21 febbraio, ore18:30, filmkunst 66

Domenica 25 febbraio, ore 16:45, Haus der Berliner Festspiele

Una scena di Transit
© Schramm Film / Marco Krüger
Una scena di Transit
© Schramm Film / Marco Krüger
Una scena di Transit 
© Schramm Film / Marco Krüger 

Christian Petzold

Nato a Hilden (Germania) nel 1960, vive a Berlino dal 1981. Studia Letteratura tedesca e Teatro alla Freie Universität di Berlino e poi, dal 1988 al 1994, Cinema alla Deutsche Film-und Fernsehakademie Berlin. Durante gli studi lavora come assistente alla regia per Harun Farocki e Hartmut Bitomsky. Nel 1995 dirige il suo primo film. Con Die innere Sicherheit (La sicurezza interna) vince il German Film Award in Gold (2000). Dopo aver presentato Gespenster Yella in concorso alla Berlinale, vince l’Orso d’argento per il miglior regista con Barbara nel 2012.


Eva

Quando, una sera, un anziano drammaturgo muore nella sua vasca da bagno, un’unica persona conosce il segreto dell’esistenza del suo ultimo manoscritto: Bertrand, un ragazzo che ha casualmente assistito alla morte dell’uomo. Bertrand si impossessa dell’opera facendola rappresentare a teatro sotto il proprio nome. L’enorme successo gli dà alla testa. Ora però il mondo pretende che il presunto genio letterario replichi con un altro lavoro. Mentre tenta invano di dar vita a una creatura letteraria, Bertrand incontra Eva, una prostituta di alto bordo. I suoi dialoghi con quella donna affascinante e misteriosa sono linfa per la sua pièce. Ma Eva, che non si fida di quell’arrogante parvenu, da un lato ne sfrutta la dipendenza sessuale, dall’altro si chiude nella sua corazza. Nel frattempo Bertrand si trova invischiato in una trappola emotiva che lo porterà alla catastrofe.

Più di cinquant’anni dopo Joseph Losey, Benoit Jacquot rivisita il romanzo dello scrittore inglese James Hadley Chase per creare il proprio adattamento cinematografico: un’opera basata sui dialoghi che esplora le profondità morali del mondo delle persone di successo.  


Proiezioni:

Sabato 17 febbraio, ore 22:00, Berlinale Palast

Domenica 18 febbraio, ore 9:30, Haus der Berliner Festspiele

Domenica 18 febbraio, ore 12:30, Friedrichstadt-Palast

Domenica 18 febbraio, ore 17:45, Friedrichstadt-Palast


Una scena di Eva
Una scena di Eva
© Macassar Productions - Europacorp - ARTE France Cinema - NJJ Entertainment - Scope Pictures / Guy Ferrandis


Benoit Jacquot

Nato a Parigi nel 1947, avvia la sua carriera come assistente alla regia prima di debuttare come regista nel 1975 con L’assassin musicien, basato su un racconto di Dostoevskij. Lavora con star del cinema francese come Isabelle HuppertSandrine Kiberlain e Léa Seydoux. Si distingue anche come regista televisivo, autore di documentari e regista d’opera. Nel 1996, La fille seule (La ragazza sola) è stato proiettato alla Berlinale nella sezione Panorama. Il suo dramma in costume Les adieux à la reine (Addio, mia regina) è stato in concorso a Berlino nel 2012, mentre Journal d’une femme de chamber (Diario di una cameriera), adattamento del romanzo omonimo, è stato proiettato nell’edizione 2015 dello stesso festival.



Berlinale 2018
(17/02)

Dovlatov
cast cast & credits
 
Transit
cast cast & credits
 
Eva
cast cast & credits
 


















































Alexey German Jr.







































































Christian Petzold © Schramm Film / Marco Krüger








































































Benoit Jacquot © Guy Ferrandis


 
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