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Las herederas
Damsel
Black 47


(La redazione)
  Las herederas / Damsel / Black 47
Data di pubblicazione su web 15/02/2018  

Las herederas 

Chela e Chiquita sono state una coppia per molto tempo. Nel corso degli anni, si sono adattate a una ripartizione fissa dei propri ruoli. L’estroversa Chiquita si è assunta la responsabilità di gestire la loro vita insieme, mentre Chela è riluttante a lasciare la casa, preferendo passare le sue giornate davanti al cavalletto da pittrice. Le difficoltà finanziarie le costringono a vendere alcuni mobili avuti in eredità, amati cimeli di ricordi passati. Quando Chiquita viene arrestata per debiti, Chela si ritrova improvvisamente sola in casa. Così, trasforma la sua vecchia Daimler in un taxi per benestanti anziane signore del quartiere. Durante una corsa, conosce una delle loro figlie, la giovane e affermata Angy. L’incontro attira la remissiva Chela fuori dalla sua zona protetta aiutandola a riscoprire i propri desideri.

Esplorando il mondo esterno con la stessa cautela e prudenza della sua eroine, Marcelo Martinessi racconta uno strato della società inspiegabilmente ai margini della realtà, nel quale si vive alla giornata senza pensare al domani. Tuttavia, quando Chela visita la sua compagna in prigione, il film ha una svolta, facendo emergere un quadro completamente diverso delle condizioni di vita del Paraguay.

Proiezioni:

Venerdì 16 febbraio, ore 15:30, Berlinale Palast

Sabato 17 febbraio, ore 9:30, Friedrichstadt-Palast

Sabato 17 febbraio, ore 13:00, Haus der Berliner Festspiele

Sabato 17 febbraio, ore 20:00, HAU Hebbel am Ufer (HAU1)

Domenica 25 febbraio, ore 19:00, Haus der Berliner Festspiele


Una scena di Las herederas
© lababosacine

Marcelo Martinessi

Regista e sceneggiatore, è nato nel 1937 a Asunción, in Paraguay, Ha studiato comunicazione nella sua città natale, quindi cinema alla London Film School. I suoi cortometraggi, che ruotano attorno a letteratura e memoria, sono stati proiettati in diversi festival quali la Berlinale e Clermont-Ferrand. È stato direttore esecutivo della prima rete televisiva nazionale del Paraguay dal 2010 al colpo di stato del 2012. Il suo tentativo di venire a patti con il caos politico che ne è seguito ha dato origine a La vox Perdida, che ha vinto il premio come miglior cortometraggio al Festiva del Cinema di Venezia del 2016. Nella sua produzione cinematografica ricordiamo inoltre i corti Karai norte (2009) e Calle última (2011).


Damsel

Samuel Alabaster è un pioniere da strapazzo che si aggira per le vaste distese della selvaggia natura americana. Sta cercando Penelope, amore della sua vita, per sposarla. Lo accompagnano una chitarra, il piccolo pony Butterscotch (suo regalo di nozze) e Parson Henry, scanzonato beone che ha designato come maestro di cerimonie. Durante il rocambolesco viaggio si scopre il vero obiettivo che anima Samuel: liberare Penelope, anche con la forza, dalle grinfie del suo rapitore, un marrano che la tiene prigioniera in una remota capanna di legno. Ma i piani di salvataggio della potenziale sposa non sembrano trovare il consenso dell’esuberante Penelope, tutt’altro che incline a diventare la signora Alabaster. 

Proprio come Samuel col suo piccolo pony, i fratelli Zellner si muovono audacemente nei meandri del western attraverso i toni della satira, della farsa e della parodia. Non mancano però elementi più riflessivi, specie grazie alla resiliente eroina, capace di imbracciare il fucile e affermare la propria volontà.

Proiezioni:

Venerdì 16 febbraio, ore 19:00, Berlinale Palast

Sabato 17 febbraio, ore 12:00, Friedrichstadt-Palast

Sabato 17 febbraio, ore 17:30, Friedrichstadt-Palast

Sabato 17 febbraio, ore 21:30, Haus der Berliner Festspiele

Domenica 25 febbraio, ore 15:30, Berlinale Palast


Una scena di Damsel
© Strophic Productions Limited

David e Nathan Zellner 

Nati a Greeley, in Colorado, i due fratelli (rispettivamente classe 1974 e 1975) scrivono, dirigono, producono e interpretano pellicole cinematografiche da oltre un decennio. Dopo Frontier (2001), tra i lavori premiati vanno menzionati il loro primo lungometraggio Goliath, proiettato al Sundance Film Festival del 2008, e Kid-Thing, presentato al Forum della Berlinale 2012. Con Kumiko, the Treasure Hunter (2014) – interpretato da Rinko Kikuchi, prima attrice giapponese a ottenere una nomination agli Oscar per Babel di Ińárritu – gli Zellner ottengono due Independent Spirit Awards. Damsel è il loro primo western.


Black 47 

(fuori competizione)

Irlanda, 1847. Dopo aver combattuto per la corona d’Inghilterra nella guerra d’Afghanistan, Martin Feeney ritorna da disertore nella sua terra natia, trovandola in gravi difficoltà. Un batterio ha distrutto le piantagioni di patate, causando una carestia che ha mietuto più di un milione di vittime. La famiglia di Martin non è stata risparmiata: sua madre è perita, mentre suo fratello è stato condannato a morte dalle forze occupanti britanniche. Il piano di emigrare negli Stati Uniti con la cognata e i suoi figli fallisce, mentre anche gli ultimi parenti rimasti in vita si spengono lentamente. Disperato, ordisce una sanguinosa vendetta servendosi delle gerarchie sociali e politiche irlandesi. Per fermarlo, i britannici inviano l’ispettore Hobson, che in precedenza aveva combattuto al fianco di Martin in Afghanistan.

Lance Daly attinge a motivi del genere western per mostrare per la prima volta sul grande schermo un oscuro capitolo del colonialismo britannico in terra irlandese. Col suo crudo realismo la fotografia trasmette tutta la miseria di un popolo sofferente, cogliendo individui alla deriva in paesaggi austeri e desolati.

Proiezioni:

Venerdì 16 febbraio, ore 22:30, Berlinale Palast

Sabato 17 febbraio, ore 15:00, Friedtichstadt-Palast

Sabato 17 febbraio, ore 18:30, Haus der Berliner Festspiele

Domenica 18 febbraio, ore 18:30, Neue Kammerspiele - Berlinale Goes Kiez

Domenica 25 febbraio, ore 14:30, Haus der Berliner Festspiele


Una scena di Black 47

Lance Daly 

Nato a Dublino, studia inizialmente architettura e design, ottenendo un assegno di ricerca in Scienze forensi. Lavora come apprendista per l’archivista cinematografica Flora Agar, presso l’ex Centre for Cultural Preservation. Tra un film e l’altro, suona la batteria nel gruppo Twelve Spoon. Attualmente vive tra l’Irlanda e San Francisco. Nella sua produzione ricordiamo Last Days in Dublin (2001), The Halo Effect (2004), Kisses (2008), The Good Doctor (2013) e Life’s a Breeze (Das Leben ist ein Kinderspiel, 2013).



Berlinale 2018
(16/02)

Las herederas
cast cast & credits
 
Damsel
cast cast & credits
 
Black 47
cast cast & credits
 



















































































































































































 
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