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Te piace ’o teatro?

di Giulia Bravi
  Enrico IV
Data di pubblicazione su web 10/01/2018  

Dopo i successi con L’uomo la Bestia e la Virtù nel 1976 e Sei personaggi in cerca d’autore nel 2002, Carlo Cecchi ha diretto e interpretato per la terza volta un testo di Luigi Pirandello. La riproposizione di un grande classico è sempre un rischio, ma di queste prove Cecchi sembra ormai essere il “decano”. Di un dramma difficile e abusato come l’Enrico IV l’attore-regista fiorentino riesce con tocco brillante a mettere in scena storia e potenza espressiva, mantenendosi sempre su toni leggeri.

Nella lettura di Cecchi la pazzia è una scelta (maschera apposta al protagonista dalla società e dallo stesso Pirandello); il teatro è la vera motivazione che lo induce a trincerarsi nella sua follia. L’humor pirandelliano è raddoppiato da quello del regista che si rivolge anche al pubblico, subito ammonito dal diligente Landolfo (uno dei consiglieri pagati per mantenere viva la finzione) che cita testo alla mano le parole dell’autore tradite dall’attore.



Un momento dello spettacolo
© Matteo Delbò 

Alle due dimensioni imposte dalla trama Cecchi ne aggiunge un’altra, mettendo in scena un “multiverso” metateatrale composto da piani narrativi sovrapposti: la pièce messa in scena dalla compagnia, la vicenda del protagonista impazzito, assecondato da amici e parenti, e la fantasia teatrale dello stesso che si crede (o finge di credersi) l’imperatore Enrico IV. Tutte e tre le dimensioni sono da subito evidenti. 

L’intenzione del regista-attore abbraccia l’intero spettacolo e si ha l’impressione che egli muova come pedine o marionette tutti, presenti sulla scena e non. I monologhi del protagonista sono tagliati senza penalizzare la drammaturgia; ogni componente della troupe, formata sia da attrici affermate come Angelica Ippolito (la Marchesa Matilde Spina) sia da giovani promesse, ha così il suo spazio.



Un momento dello spettacolo
© Matteo Delbò 

In un clima che ricorda le prove della scalcagnata compagnia di comici in Uomo e galantuomo di Eduardo de Filippo, gli omaggi a uno dei più importanti maestri del regista sono numerosi. La sensazione è rafforzata dalla presenza della Ippolito e dalle svariate incursioni di Cecchi attore  nelle inflessioni eduardiane. Il Grande Attore pirandelliano, si sa, fu Ruggero Ruggeri per il quale fu scritto l’Enrico IV, come ricorda l’autore-attore leggendone in scena frammenti epistolari; il Grande Attore cui occhieggia l’attore Cecchi è forse Eduardo? Come Pirandello, Cecchi pone una serie di domande. 

Il finale provoca la platea col tema dell’opera tragicomica come la vita. Il labile confine tra verità e finzione, realtà e teatro, tragedia e farsa. L’omicidio di Belcredi avviene in pieno climax verista sulle note finali di Cavalleria Rusticana di Mascagni; è allora che Cecchi rompe la finzione a sipario aperto: «Alzati! Domani c’è un’altra replica».



Un momento dello spettacolo
© Matteo Delbò 

Lo spettacolo ha tenuto col fiato sospeso l’eterogeneo, numeroso pubblico del Teatro della Pergola. Cecchi ci ha stupiti, divertiti e mossi a riflessione con momenti di alto teatro. Grazie anche agli ottimi attori della compagnia: Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò, Federico Brugnone, Davide Giordano, Dario Iubatti, Matteo Lai, Chiara Mancuso, Remo Stella; agli sgargianti e fedeli costumi di Nanà Cecchi e alle scene di Sergio Tramonti.




Enrico IV
cast cast & credits
 



Un momento dello spettacolo visto il 14 dicembre scorso al Teatro della Pergola di Firenze 
© Matteo Delbò



 
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