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Ex films

di Raffaele Pavoni
  Ex libris. The New York Public Library
Data di pubblicazione su web 06/09/2017  

Prosegue con una vitalità invidiabile la filmografia di Frederic Wiseman. A ottantasette anni, una carriera forense abbandonata a trenta per il sacro fuoco dell’arte (documentaria), esponente di culto del cinema “di osservazione” (o direct cinema, o cinéma vérité: tutte definizioni che l’autore ha sempre rigettato), il regista è già stato onorato con il Leone d’Oro alla Carriera proprio qui a Venezia, nel 2014. Il fatto che sia tornato tre anni dopo, in concorso, ha dello straordinario. 


Una scena del film
Una scena del film

Wiseman pre-produce, gira e monta i suoi documentari quasi interamente da solo, non avendo mai rinnegato la vocazione autarchica degli esordi. Da almeno sei anni si dedica anima e corpo alla registrazione di ciò che avviene nei luoghi del sapere (con la parentesi di In Jackson Heights, 2015): dopo l’Università di Berkeley (2013) e la National Gallery (2014), è ora il turno della New York Public Library.

Nel film, che richiede allo spettatore una vera e propria prova di forza (centonovantasette minuti), la biblioteca si presenta come luogo di accoglienza, di scambio, di apprendimento, con le sue novantanove sedi centrali sparse tra Manhattan, il Bronx e Staten Island. Wiseman ci dice cos’è diventata la biblioteca oggi: non più un semplice luogo dove prendere libri, ma un crocevia di comunità potenzialmente infinite che lì si formano e si identificano. 


Una scena del film
Una scena del film

ĞA prescindere dall’attuale contesto politico americano, la biblioteca rimane un ideale di inclusione, democrazia e libertà d’espressioneğ, sostiene il regista. È il concetto-base di una lunga sequenza di materiali apparentemente eterogenei, selezionati attraverso un complesso lavoro di studio sul campo e montati seguendo una vera e propria “drammaturgia dell’osservazione”. Una drammaturgia spontanea, che scaturisce da convinzioni politico-ideologiche nette (da cui il rifiuto di una presunta “verità” da documentare). 

Sullo schermo si avvicendano convegni, presentazioni di programmi di formazione per adulti e bambini, operazioni di gestione degli spazi e dei nuovi arrivi, piani di digitalizzazione dei testi, servizi di prestito di film, scuole di ballo. Non mancano riunioni per discutere sull’approccio ai finanziamenti privati, sul rapporto con gli enti pubblici, sull’archiviazione dei materiali esistenti, su come implementare la banda larga e su come ridurre il digital divide. Molteplici i servizi al pubblico, dai centri di formazione tecnologica, alle lezioni su come compilare un bilancio, fino ai test HIV gratuiti. 


Una scena del film
Una scena del film

E poi ci sono loro, gli spazi della biblioteca, tutti splendidamente aperti, attraversati da scrittori, poeti improvvisati, attori che recitano col linguaggio dei sordi, senzatetto, fotografi, musicisti (divertente il cameo di Elvis Costello), donne disoccupate, vigili del fuoco, disabili, artisti, soldati, agenzie lavorative, associazioni mediche, guardie di frontiera. Lo sguardo della camera è sempre implicito, mai interpellato dai personaggi. Sempre presente eppure invisibile, l’occhio del regista vaga tra gli spazi della NYPL, cercando di capire quale magnifica creatura multifunzionale e multitentacolare siano diventate quelle che oggi continuiamo a chiamare biblioteche.

Ex-libris è una formidabile finestra su una delle maggiori istituzioni culturali della Grande Mela e dell’America tutta. Senza rinunciare alla cifra del cinema d’autore, Wiseman propone un esempio paradossale di film divulgativo per pochi. Del resto, come sentenzia una delle funzionarie della biblioteca in una scena del film, l’accesso alla conoscenza non è solo banda larga, ma è prima di tutto cultura.


Ex libris. The New York Public Library
cast cast & credits
 

La locandina
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