Heart of a dog
Heart of a dog è un prodotto che avrebbe forse trovato una più facile collocazione al MoMA o al Guggenheim. Artista poliedrica e multimediale, Anderson ha toccato il cinema solo tangenzialmente con la partecipazione a Così lontano così vicino di Wim Wenders (1993). Il suo percorso si colloca nell'ambito delle sperimentazioni della seconda metà del Novecento, da Brian Eno a Robert Wilson, da John Cage a William S. Burroughs, da Philip Glass al gruppo Fluxus.

Un'immagine del film
Sfruttando la sua fama di compositrice e artista, Anderson ha
proposto un oggetto strano e affascinante, una commistione di forme e contenuti
eterogenei. Il tutto non per annunciare il proprio Adieu Au Langage e costruire l'ennesimo
giocattolo autoriflessivo e autodistruggente, bensì (e qui viene fuori tutta la
caratura dell'artista pop) per
analizzare e trascendere la realtà con un linguaggio al contempo sperimentale e
popolare, personale e universale.
Heart of a Dog è una sorta di requiem per Lolabelle, rat-terrier cui l'autrice era molto affezionata. Accompagnato dalla costante voce over della protagonista, il film combina e sovrappone immagini statiche e dinamiche, disegni e filmati in 8mm miscelati in un registro che spazia dal cinema privato a quello sperimentale, dalla performance musicale al videodiary.
La pellicola è la prova empirica che il cinema può e deve tornare a fare appello a soluzioni stilistiche e poetiche elaborate in contesti underground, nelle scuole d'arte, nelle abitazioni private. È curioso che, a due anni dalla scomparsa di Lou Reed, Laurie Anderson abbia deciso di omaggiarlo con un videorequiem sulla morte della bestiola. «Lou è parte integrante di tutto, il suo spirito è molto presente», ha affermato l'artista in conferenza stampa: «con lui abbiamo discusso molto della forza e di come si possa mettere energia nelle cose semplici». Il leader storico dei Velvet Underground compare solo in un paio di scene, una manciata di frames che probabilmente molti non hanno neanche notato.

Un'immagine del film
È più che comprensibile che l'autrice abbia voluto evitare di mettere in risalto la figura del musicista, col rischio che un'opera così personale e sofferta fosse ridotta a un semplice rockumentary. In questo senso, la citazione che il film fa di Paul Foster Wallace («ogni storia di amore è una storia di fantasmi») entra in connessione con quelle parole, struggenti e intrise di gioia, scritte da Laurie dopo la morte del marito: «ero riuscita a camminare con lui fino alla fine del mondo. La vita – così bella, dolorosa e spettacolare – non può dare qualcosa più di questo. E la morte? Penso che lo scopo della morte sia la realizzazione l'amore».
Cast & credits
| Titolo
Heart of a dog |
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| Origine
Usa |
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| Anno
2015 |
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| Durata
75' |
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| Data rappresentazione
9 settembre 2015 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Sala Grande |
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| Prima rappresentazione
9 settembre 2015 |
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| Evento
72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica |
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| Colore | |
| Interpreti
Archie (rat terrier) Gatto (rat terrier) Lolabelle (rat terrier) Heung Heung Chin (persona che passeggia con il cane) Little Will (border terrier) Jenni Muldaur (moglie) Matt Vega (marito) Arlo Willner (ragazzo) Kurt Gutenbrunner (cuoco) Lou Reed (dottore) |
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| Produttori
Dan Janvey, Laurie Anderson, Cooper Haloweski, Noah Stahl, Jim Cass, Shaun MacDonald, Jake Perlin. |
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| Produzione
Canal Street Communications, ARTE France, HBO Documentary Fims, Field Office FIlms |
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| Sceneggiatura
Laurie Anderson, Katherine Nolfi, Bob Currie |
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| Montaggio
Melody London, Katherine Nolfi |
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| Fotografia
Laurie Anderson, Toshiaki Ozawa, Joshua Zucker Pluda |
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| Musiche
Laurie Anderson |