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Quando il mito si fa pop

di Gherardo Vitali Rosati
  Io, Nessuno e Polifemo
Data di pubblicazione su web 01/10/2014  

 

Cerca nuove rotte Emma Dante col suo Io, Nessuno e Polifemo che ha aperto il ciclo di spettacoli classici all’Olimpico di Vicenza da lei diretto. Se fin dai suoi esordi l’artista ha dimostrato uno spiccato talento nel creare scene corali e intense azioni fisiche, ora sembra imboccare decisamente un’altra strada. Dopo l’opera (con la Carmen alla Scala), il cinema (Via Castellana Bandiera) e la riscoperta del suo ruolo d’attrice anche a teatro, propone un’Intervista impossibile (così recita il sottotitolo) con Polifemo (Salvatore d’Onofrio) e Ulisse (Carmine Marignola, marito dell’artista). Quel che più stride in questo dispositivo è proprio la sua presenza sul palco: Emma Dante che interpreta Emma Dante. Non parla a braccio, ma recita il preciso copione che si è scritta, discutendo con i suoi interlocutori. Sarà che il personaggio Emma Dante è certamente meno avvincente di Ulisse o Polifemo, e forse più difficile da far decollare, ma la regista-attrice risulta sempre sottotono, finendo per annacquare anche il ritmo dei suoi due bravi colleghi.
 


Foto Colorfoto Artigiana Vicenza

 

La struttura è semplice. I tre indossano moderni abiti scuri e se ne stanno pressoché impalati sul proscenio. La Dante indaga, Polifemo mette in luce le colpe di Ulisse si è lanciato senza alcun rispetto su tutto il cibo che ha trovato l’eroe si difende. Nasce una riflessione sulla storia e sul mito: comunque siano andate le cose, la vicenda fa ora parte della memoria collettiva e non può essere modificata. Non manca qualche gag, come Ulisse che scambia Emma Dante per Dante Alighieri, e il tutto è accompagnato dall’uso del dialetto, con un mix di siciliano e napoletano. La regista, che parla spesso di sé e del suo lavoro, ha così modo di rispondere a una critica di Franco Cordelli sulla scrittura dialettale: lei ama il dialetto, e lo mette al centro del suo teatro. Benissimo. Ma qui diventa un po’ un gioco per render più scorrevole un testo di per sé poco calzante.

 


Foto Colorfoto Artigiana Vicenza

 

Emma Dante non dimentica però del tutto le sue origini e crea degli intermezzi in cui mette in luce le sue abilità creative. Qui, l’ottima cantante e polistrumentista Serena Ganci esegue live una bella colonna sonora su cui si muovono le attrici Federica Aloisio, Giusi Vicari e Viola Carinci. Vediamo ora un balletto pop con Ulisse al centro, ora una scena in cui le tre giocano a fare le marionette, e non manca la tela di Penelope, che diventa un poetico oggetto di scena. Mancano però momenti forti. Gli intermezzi possono intrattenere e divertire per qualche minuto, ma poco aggiungono alla sostanza dello spettacolo. Niente a che vedere con quell’acqua che in mPalermu dava vita a scene memorabili e vive, con la crudezza di Carnezzeria, e nemmeno con i giochi dei trans al centro de Le Pulle. Chissà se sarà stato il bellissimo Teatro Olimpico a bloccare l’estro creativo della regista, che certo trova un certo dialogo con le architetture del Palladio e con la scenografia fissa dello Scamozzi. Ma lo spettacolo non prende mai vita e resta un freddo esercizio intellettuale.

 

 

Io, Nessuno e Polifemo
cast cast & credits
 



 
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