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Premio: Leone D'argento.
Il tempo immoto del postino.


di Sara Mamone
  The postmanís white nights
Data di pubblicazione su web 07/09/2014  

 

Ecco in coda, come spesso succede nei festival, quello che è a nostro avviso il più bel film della rassegna, Le notti bianche del postino di Andrej Konchalovskij, regista di lungo corso (nato a Mosca nel 1937) poliedrico sperimentatore di tecniche, generi e culture (per molti anni, dopo i successi in Unione Sovietica, ha lavorato negli Stati Uniti senza disdegnare alcun genere né budget) ritorna oggi alla lingua materna e alla patria con felice sintesi delle sue esperienze ed una sorta di saggezza lieve che, senza mai tradire l’amore per la sua terra e per i suoi personaggi, si salva dal rischio dell’esaltazione un po’ paludosa dell’”anima russa”.  Questa saggezza gli evita anche inopportune sottolineature di carattere sociologico o antropologico, in agguato nella scelta del soggetto e dell’ambientazione.

 


Una scena del film


Lo sguardo si posa con amore, ma anche con divertita ironia, sui suoi personaggi semplici, il postino del titolo e la piccola sperduta comunità lacustre che questi tiene in contatto col mondo. A cadenza regolare il funzionario compie il suo modesto dovere. Modesto ma vitale per la comunità isolata e microscopica che vive dei suoi sbarchi con un piccolo battello che percorre sempre lo stesso lago, risalendo periodicamente col suo carico meschino ma vitale: la pensione per i vecchi del paese, qualche piccolo capriccio alimentare, qualche cartolina in un mondo in cui internet ha cancellato ogni bisogno di conservazione memoriale. Il tempo scorre immoto per questi reperti del passato le cui emozioni sono però vive e comuni: piccoli litigi, piccole gioie, piccoli segreti, feste di primavera, ubriacature, piccoli traffici. Ma anche amore. Amore che il postino prova sempre più prepotente per la bella compagna di scuola del tempo che fu, ora madre di un bambino di cui il protagonista si fa in qualche modo zio e tutore. Il tempo è fermo e i pochi avvenimenti si dilatano diventando eventi: il furto del motore dell’imbarcazione che minaccia di isolare ancor più la comunità, l’allontanamento della donna che decide di abbandonare il villaggio per portare il figlio in città. Il futuro è possibile, l’immobilità del villaggio può essere scossa. E infatti (mentre nel panorama senza tempo un missile solca i cieli a mostrare come la modernità sia compresente) il postino pensa di lasciare il villaggio e raggiungere la donna amata.

 


Una scena del film


Tornerà però presto al tempo immoto del suo villaggio, forse perché ha dimenticato là le sue pantofole, forse perché è troppo forte il richiamo di una vita vissuta in perfetta armonia con il respiro profondo della natura. Girato magnificamente  e con attori presi “dalla strada” ma senza nessuna ambizione documentaristica il film riesce nella difficilissima impresa di non raccontare praticamente nulla ma di creare passo a passo le emozioni di uno splendido concertato visivo.




The postmanís white nights
cast cast & credits
 
                                  

La locandina del film The postman's White nights di Andrej Koncalovskij.



 
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