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Premio speciale della giuria.
L'infanzia di Aslan in Anatolia. Un'altra storia turca.


di Sara Mamone
  Sivas
Data di pubblicazione su web 04/09/2014  

Non si contano ormai più i registi tedeschi d’origine turca né i film che in un modo o nell’altro hanno per protagonista l’Anatolia, terra bellissima e cinematograficamente di grande suggestione, oltre che variatissima nei suoi paesaggi e ricchissima di suggestioni drammaturgiche: dalla tragedia epocale dell’olocausto (qui presente con l’ultima fatica di Fatih Akin) alle mille suggestioni dell’inurbamento, alla permanenze del rapporto primitivo con la natura e l’organizzazione tribale. A questo terzo filone appartiene “Sivas”,di Kaan Mujdeci (nato a Yozaght, in Anatolia centrale appunto, trasferito a Berlino e laureato alla New York Film Academy) film ostentatamente semplice nel soggetto ma altrettanto ostentatamente sapiente nel maneggiare questa esibita semplicità. Volutamente senza trama il film segue la maturazione di un bambino dell’Anatolia rurale nella sua quotidianità, fatta di emozioni non rivelate, di frustrazioni ma anche di ambizioni e coraggio.

una scena del film
una scena del film

Aslan è un ragazzino undicenne che vive in un desolato villaggio la vita apparentemente lineare e tranquilla di un adolescente alle prese con la scuola e i normali problemi di relazione. In realtà Aslan è un pieno di sogni e di ambizioni, oltreché di iniziativa, e resta profondamente deluso dall’esclusione dal ruolo protagonistico nella messinscena scolastica di Biancaneve e i sette nani: niente principe e quindi niente possibilità di avvicinarsi alla bambina più bella della classe, per la quale prova i primi turbamenti adolescenziali. Nel vagare neghittoso per prati e campagne il ragazzo viene ad un certo punto ammesso ad un notturno combattimento di cani. E’ una sorta di iniziazione che lo scaraventa in un mondo primitivo e violento di sopraffazione e di regole antiche. Quando Sivas, il cane perdente, viene abbandonato sulla riva del fiume il coraggio e la testardaggine del bambino lo salvano e lo restituiscono ai combattimenti. L’amore e le cure rendono a Sivas tutto il suo talento e lo portano a vincere il campionato turco. Tutto illegale, naturalmente, tutto alla luce delle torce con scene di assoluta violenza, quella dei cani non maggiore di quella degli uomini. Il viaggio notturno per giungere al luogo del combattimento e l’eccitato rientro mettono Sivas di fronte alla prima vera prova della sua vita: ora ha davanti il suo futuro ma il film si ferma, accortamente, prima che gli occhi grandi e profondi del bambino possano assumere l’aspetto feroce e rozzo di quelli degli adulti.

Con qualche astuzia stilistica “da concorso” il film procede con forza, con la macchina da presa a mano a seguire fin nei minimi dettagli la violenza dei barbarici combattimenti, per distendersi con pacata oggettività nel seguire i vagabondaggi apparentemente casuali e senza meta del protagonista e della microsocietà che lo circonda, inserendosi senza forzature nel filone garbato del romanzo di formazione.


Sivas
cast cast & credits
 

La locandina del film
La locandina del film
Sivas 
di Kan Mujdeci



 
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