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Marfa boredom

di Elisa Uffreduzzi
  Marfa girl
Data di pubblicazione su web 16/11/2012  

 

A Marfa, cittadina del Texas dove impera il razzismo, la popolazione si annoia. E allora inganna il tempo con droga, sesso promiscuo, violenza, pappagallini e disquisizioni pseudofilosofiche. Le ragazzine rimangono incinte, i poliziotti finiscono per drogarsi di funghi allucinogeni, poi uno di loro, Tom (Jeremy St. James), che aveva già dato segno di varie perversioni degenera, abusa sessualmente di un adolescente (Adam Mediano) e della madre (Mary Farley) e allora finisce ammazzato. Appalusi del pubblico, che quel personaggio ce l’aveva in antipatia fin dall’inizio. Il titolo Marfa girl si riferisce al personaggio interpretato da Kaylan Burnette, quello di un’artista e figlia di hippies, che proclama l’amore libero finché non la violenta un poliziotto - sempre lo stesso - e si erge dunque a sineddoche della depravazione, pressoché la sola risposta che gli abitanti di questa desolata cittadina americana sembrano aver trovato alla noia che li affligge. Novella Elena di Troia, è lei, la Marfa Girl, che scatena la guerra nella tranquilla provincia in cui arriva, seminando scompiglio come un uragano, ma a ben guardare non fa che portare a galla - esasperandoli - inquietudini già ben radicate nel luogo e nei suoi abitanti. 
 

 

Scritto dallo stesso regista Larry Clark, che in passato ha collaborato con il regista Harmony Korine (non a caso un altro autore dedito ai ritratti adolescenziali, vedi Spring Breakers, presentato in concorso a Venezia 69), Marfa Girl disturba perché scomoda è la realtà che ritrae. C’è insomma la volontà da parte dell’autore di fornire innanzitutto uno spaccato generazionale di una certa America, dimenticata perché imbarazzante. C’è la volontà di disturbare. In questo senso il duro film di Larry Clark infastidisce, fa indignare, ma non piace, perché piacere non è il suo scopo.  

 


 

Larry Clark torna sul suo tema preferito, quello degli adolescenti difficili, che da Kids (1995) a Ken Park (2002), per fare un paio di esempi, delinea un fil rouge fatto di aspri romanzi di formazione. Guarda caso, per entrambi i film citati, la sceneggiatura si è avvalsa di Harmony Korine. Eloquente in Marfa Girl la resa del paesaggio, urbano e non, come nelle inquadrature che accompagnano Adam lungo i binari ad esempio, oppure nei camera car, soggettive dal finestrino dell’automobile di Tom.




Marfa girl
cast cast & credits
 


La locandina




 
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