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Wilco in concerto

di Michele Manzotti
  Wilco
Data di pubblicazione su web 23/11/2009  

Due sole date italiane ed entrambe prese d'assalto dai fan. Tra l'altro in due sedi dove il rock generalmente non entra o lo fa in punta di piedi. Il primo degli appuntamenti con gli americani Wilco infatti si tiene al Teatro della Pergola di Firenze (la sera dopo saranno al Conservatorio di Milano), luogo deputato alla prosa e alla musica classica ma che proprio per questo motivo  ha reso di grande impatto il concerto di una delle realtà più seguite negli Stati Uniti.

 

Una storia musicale che ha il suo inizio a Chicago nel 1994, quando il cantante-chitarrista e autore Jeff Tweedy si stacca dagli Uncle Tupelo. Lo stile dei Wilco è, in estrema sintesi, l'evoluzione nel 21 secolo di un gruppo storico come Crosby, Stills, Nash & Young. Di David Crosby hanno il gusto della psichedelia e dello sperimentalismo, di Graham Nash il trattamento della melodia, di Stephen Stills la sicurezza della scrittura e l'anima country, di Neil Young la potenza rock. Quindi sono tipicamente americani nel loro suono ma riescono a combinare tanti elementi insieme: possono essere etichettati come rock alternativo, ma sono già diventati al loro modo dei classici. Hanno pubblicato sei album in studio, uno dal vivo, e due di tributo al grande musicista folk americano Woody Guthrie in collaborazione con l'artista inglese Billy Bragg, una circostanza che li pone già come formazione di culto. Nella loro discografia spiccano Yankee Hotel Foxtrot del 2002 e A Ghost is Born del 2004 oltre all'ultimo e attesissimo Wilco (The Album) del giugno 2009.


 

Wilco in concerto
Wilco in concerto


A Firenze hanno presentato un programma che è durato per più di due ore senza interruzione per l'entusiasmo di un pubblico estremamente motivato (età prevalente dai trenta ai cinquant'anni). Forse all'inizio Tweedy e soci erano un po' condizionati dal luogo, un posto ben diverso dai grandi spazi aperti che spesso li vedono protagonisti nel loro paese. Ma il ghiaccio è subito rotto con Sunken Treasure, dal secondo disco Being There accolta incondizionatamente come l'inizio di una serie ininterrotta di emozioni. Se l'apertura è affidata a un brano country-rock, con il proseguimento del concerto il volume tende a diventare più forte. Ecco quindi tanti brani da Yankee Hotel Foxtrot: I Am Trying to Break Your Heart, Jesus, etc (in cui Tweedy ha chiesto al pubblico di cantare con lui), Ashes of the American Flag, Heavy Metal Drummer, I'm the Man who Loves you, Poor Places, mentre da A Ghost is Born sono arrivate Spiders, Handshake Drugs e Theologians. Tra le rarità sul palco Box Full of Letters dal primo disco A.M. grande esempio di rock dilatato nei tempi e la splendida Impossibile Germany con un lungo assolo di tre chitarre. Grande il lavoro del chitarrista Nels Cline, del bassista John Stirrat e di tutti gli altri componenti. L’impressione è che i Wilco avrebbero potuto continuare questo concerto all’infinito.




Jeff Tweedy
Jeff Tweedy




 
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