Cechov secondo Nekrosius: scontro fisico

di Laura Bevione

Data di pubblicazione su web 10/07/2001

Il gabbiano
L'amore che, non trovando canali piani lungo i quali fluire, si accartoccia su se stesso a formare un grumo nel cuore, sorgente, a seconda della sensibilità e delle esperienze, di malinconia lieve o di cinismo, di pazzia o di lucido disincanto. E, poi, la vecchiaia, quella anagrafica ma anche quella di chi rinuncia ai propri sogni, per non cedere a compromessi ovvero per scansare il dolore. E, ancora, l'arte e il teatro: la ricerca di "nuove forme" che, tuttavia, si rivelano vuoti velleitarismi allorché realizzate senza sincera emozione.

C'è tutto questo, e anche la tragica comicità di Cechov - in questo davvero anticipatore di Beckett - nel Gabbiano messo in scena da Nekrosius alla Biennale di Venezia. Sul palcoscenico - qualche sedia, un piccolo palco circondato da girandole gialle e blu, i secchi d'alluminio colmi d'acqua a suggerire il lago - risuonano spesso risate, soprattutto nel primo tempo, ma esse diventano man mano più nervose e rare. L'agitata inquietudine - Dorn, il dottore, chiede a Kostja il perché siano tutti così nervosi - condiziona il comportamento dei personaggi e si traduce in una recitazione essa stessa nervosa, franta e nondimeno indiscutibilmente armonica.

I duetti fra i personaggi principali - Kostja e Nina, Kostja e la madre Irina, ma anche Maša e Medvedenko - sono confronti fisici prima che verbali. Kostja fa ruotare come una bambola la sottile Nina, quasi volesse estrarre da lei quel talento che sa mancargli; mentre, alternando teneri abbracci a un improvviso impulso a strozzare, palesa il suo rapporto di odio e amore verso la madre, gretta e incapace di rinunciare al ruolo di primadonna fuori dal teatro. Nekrosius trascura molte parti del dramma e dilata invece proprio questi confronti, risolvendoli spesso in intensi pas à deux che costringono gli interpreti a un notevole impegno fisico.

Lo spettacolo, d'altronde, attinge la sua suggestione e la sua coinvolgente carica emotiva proprio dalla generosità interpretativa di tutti i suoi giovani attori, che dalla fatica paiono trarre sempre nuove energie. Da segnalare - ma l'ensemble è davvero di alto livello - la matura sicurezza da primattrice di Pia Lanciotti/Irina, l'incarnazione della sotterranea follia di Nina, tutti i nervi contratti e i movimenti a scatti, da parte di Laura Nardi, e la salda e energica presenza scenica, l'espressività e la versatilità di Fausto Russo Alesi/Kostja. Da non perdere se si crede che il teatro possa ancora profondamente emozionare.


Cast & credits

Titolo 
Il gabbiano
Data rappresentazione 
03/07/2001
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Teatro delle Tese - Arsenale
Autori 
Anton Cechov
Traduzione 
F. Malcovati
Regia 
E. Nekrosius
Interpreti 
P. Lanciotti
L. Nardi
M. Giammarini
F. Russo Alesi
S. Oertli
A. Riceci
F. Boutique
C. Sermet
H. Ghoson
A. I. Dinis
P. Mazzarelli
V. Compagnucci
A. Pinheiro
Produzione 
Centro Servizi e Spettacoli di Udine, Tetaro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro Metastasio Stabile della Toscana, la Biennale di Venezia