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Il concerto di Garth e Maud Hudson

di Michele Manzotti
  Garth Hudson
Data di pubblicazione su web 09/10/2007  

L'epopea di The Band, la formazione canadese il cui atto finale è stato celebrato da Martin Scorsese nel film The Last Waltz, è stata resa possibile non solo dall'arte del frontman Robbie Robertson e dalla collaborazione prestigiosa con Bob Dylan, ma anche da un personaggio che solo apparentemente stava dietro le quinte. È' Garth Hudson, il vero creatore delle architetture sonore del gruppo. Tastierista e sassofonista, generalmente stava nella parte arretrata del palco addirittura in posizione più defilata del batterista Levon Helm. Nascosto da tante tastiere, Hudson era però la solida base su cui Robertson, Helm, l'altro tastierista Richard Manuel e il bassista-cantante Rick Danko potevano contare. Musicista puro, addirittura insegnante dei suoi compagni di gruppo, Hudson in The Last Waltz parlava meno degli altri. Se lo faceva, era per sottolineare il periodo in cui The Band faceva vita ritirata nonostante i primi successi. Ma Husdon, dopo lo scioglimento, ha sempre continuato a suonare, collaborando a dischi di moltissimi artisti da Leonard Cohen a Los Lobos. L'attuale sodalizio artistico è però con la moglie Maud, cantante, con la quale ha inciso un Cd live in un locale di London, Ontario, nel 2002. Cinque anni dopo ecco Garth e Maud a London, la Londra capitale inglese che conosciamo, per un concerto al 100 Club.



                                                  

La data era stata organizzata da una giovane formazione inglese, Goldrush (che ha tra le ispirazioni proprio The Band come indicato nel sito) nell’ambito di un breve tour in Inghilterra della coppia con la presenza a una rassegna chiamata Truck Festival. Questo ha permesso che il pubblico presente al concerto fosse di età media più bassa rispetto ad altre occasioni del genere. I capelli bianchi non mancavano, primi fra tutti quelli di Hudson che compiva i 70 anni. Ma l’atmosfera era di festa, perché è stata una di quelle occasioni in cui giovani e meno giovani sul palco riuscivano a trovare l’alchimia giusta per riproporre un repertorio in buona parte conosciuto grazie anche alla grande fama di The Last Waltz. A partire da Makes no difference, o Shape I’m e Don’t Do It, tutti brani suonati nel Winterland di San Francisco a beneficio della pellicola.





Hudson però ha anche utilizzato parte del concerto per dimostrare quale musicista è ancora oggi: circondato da pianoforte a coda, organo Hammond e altre tastiere si è esibito in ben tre assoli tra cui uno alla fisarmonica. Il suo stile è vario, a volte il suo pianoforte echeggia quello di Dr.John, mentre le altre tastiere iniziano, spaziano dal rock’n’roll per raggiungere venature progressive. Grande improvvisatore, sa anche essere un accompagnatore di lusso nella voce soul della moglie Maud, con When I go away, la dylaniana Blind Willie McTell, Cheap Lovin’ eseguite in duo. I giovani Goldrush, dal canto loro, hanno dato il meglio grazie anche alla scelta di sonorità più ricche come quelle di una sezione fiati e di due elementi alle percussioni (eccellente il risultato della classica Youngblooc)

Una bella festa, ripetiamo, a cui non potevano mancare brani come The Weight e soprattutto I Shall be Released che ha visto sul palco anche altri musicisti che avevano aperto lo spettacolo. D’accordo, non c’erano Dylan, Neil Young e Joni Mitchell come nel film. Però c’era comunque la sensazione di trovarsi al posto giusto nel momento giusto.




Il concerto di Garth e Maud Hudson



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Garth Hudson


 
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