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L'enigma delle scoperte

di Marco Luceri
  "Cristoforo Colombo - L'enigma"
Data di pubblicazione su web 08/09/2007  
Che Mostra sarebbe senza un film di Manoel de Oliveira? Passano gli anni eppure l’ormai novantottenne (!) maestro portoghese non manca mai un appuntamento con la kermesse veneziana. Ispirato alla figura di Manuel de Silva (interpretato nella prima parte da Ricardo Trepa), L’enigma narra la storia di questo medico e ricercatore portoghese che ha dedicato la sua vita alla ricerca delle prove della nazionalità portoghese, e non italiana, di Colombo.

Costretto ad abbandonare gli studi per raggiungere il padre, emigrato anni prima negli USA, Manuel fa ritorno in Portogallo per conseguire la laurea di in medicina a Coimbra. Ottenuto il titolo, si reca nuovamente negli USA dove inizia a lavorare in ospedale, dedicandosi contemporaneamente al suo grande amore, le scoperte marittime portoghesi. Ritorna ancora una volta in Portogallo per sposarsi e poi per il viaggio di nozze; con la complicità della moglie (Leonor Baldaque), egli si spinge fino al promontorio di Sagres, dove erano salpate le prime navi dirette verso le inesplorate acque degli oceani.



Tornati in America molti anni dopo da anziani (è la seconda parte del film, interpretata a sorpresa dallo stesso de Oliveira con la moglie Maria Isabel) l’entusiasmo dei due li porta a visitare svariati luoghi: la Statua della Libertà, quella di Cristoforo Colombo a New York, il Dighton Rock Museum a Barkeley (dove Manuel mostra con orgoglio a Silvia i modelli delle navi utilizzate da Vasco de Gama e Magellano nei loro viaggi epici e i segni incisi sulla roccia dai navigatori portoghesi nel XVI secolo) e infine Newport, dove ammirano impressionati la Torre, ritenuta opera dei portoghesi, che tanto ricorda la chiesa circolare nel convento di Tornar.

Il film si chiude nell’isola di Porto Salto, presso la casa dove Cristoforo Colombo visse con sua moglie, Donna Filipa Perestrelo, e dove Manuel rivela le sue ultime conclusioni riguardanti il famoso esploratore; nell’ultima scena il cerchio, per così dire, si chiude: Porto Santo fu infatti il primo approdo del famoso navigatore portoghese Joćo Gonvalēes Zarco, e simbolicamente la vicenda narrata termina proprio dove ebbero inizio le scoperte.

Resoconto romanzato delle grandi imprese marittime portoghesi del XV e del XVI secolo, L’enigma rivela, nel personalissimo, raffinato stile deoliveriano, un’originale riflessione sul senso della ricerca in senso lato: quella storica e scientifica che porta a scoprire documenti e testimonianze, quella del sapere che si scontra con la paura dell’uomo di esplorare l’ignoto (in questo senso il mito di Ulisse citato all’inizio del film è molto significativo), quello della memoria e della sua conservazione, indispensabile per restituire al futuro le tracce del passato, e quella, profondissima, dell’amore e degli affetti, che danno il senso vero alla vita dell’uomo (commovente, alla fine, il cammino della coppia di anziani).

Procedendo con il suo inconfondibile stile contemplativo e dilatato, de Oliveira tesse un vero e proprio poema visivo e temporale: la bellissima misteriosa New York avvolta nella nebbia, le semplicissime e splendide vedute di paesaggi e distese marine, le antiche pietre dei monumenti, tutto diventa oggetto di amore e di scoperta della realtà e del mondo, un campo infinitamente vasto di tracce, luci, colori e suoni di fronte a cui incantarsi e interrogarsi sul senso stesso delle cose. Resta probabilmente questo l’enigma più profondo e irrisolto, quello dell’uomo di fronte alla vastità del mondo e di se stesso. Quell’enigma che il cinema continua a raccontare con le sue antiche, modernissime vedute.

Cristoforo Colombo - L'enigma
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Manoel de Oliveira


 
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