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Né dolce né amaro

di Federico Ferrone
  Il dolce e l'amaro
Data di pubblicazione su web 06/09/2007  

Già sceneggiatore delle stagioni 7, 8 e 9 de La Piovra, per il suo secondo film da regista dopo Sole negli occhi, Andrea Porporati ha deciso di raccontare una storia di mafia incentrata sulla parabola del palermitano Saro Scordia da "picciotto" temerario a pentito ravveduto.

A sua disposizione tre dei migliori attori italiani emersi negli ultimi anni. Luigi Lo Cascio interpreta infatti il protagonista, un mafioso che prima sogna di scalare le gerarchie di Cosa Nostra e poi scopre di esserne manipolato e cerca di ritrovare una vita normale. Donatella Finocchiaro è invece la sua fidanzata di gioventù che non ne accetta la scelta malavitosa e gli preferisce Fabrizio Gifuni,  l’amico d'infanzia secchione che diventerà giudice antimafia.

Una celebre definizione del teatro d'opera recita: "Tenore ama il soprano, ma il baritono non vuole". Il che non apre molte prospettive narrative. Allo stesso modo basta descrivere i tre protagonisti del film di Porporati per comprendere quale possono essere gli sviluppi del film, a partire dalla rivalità tra i due uomini e i rimpianti per l'amore perduto, e anche le possibili conclusioni (lui uccide l'altro, lui si ravvede per lei, lui si riconcilia con l'altro) che non è il caso di rivelare a chi non ha visto il film.





Niente di scandaloso, c'è anzi una piacevole sobrietà nello stile di Porporati, ma è lecito chiedersi l'utilità di un film che aggiunge ben poco alla grande filmografia, cinematografica e televisiva, sulla mafia in Italia. Il problema è una sceneggiatura troppo banale che delinea storie viste e riviste e personaggi anch'essi troppo stereotipati, cui il regista non riesce ad aggiungere elementi interessanti.  E se il film di mafia è stato così tanto praticato in Italia, come direbbe De Gaulle a proposito dell'insularità dell'Inghilterra, "non è certo colpa sua ma nemmeno colpa nostra".

Un'occasione persa, perché il regista dimostra appunto di saper dirigere i suoi attori senza gli eccessi di recitazione che troviamo nei lavori della maggior parte dei suoi colleghi italiani che si cimentano con i film criminali e mafiosi. Aggiunge anzi un tocco di ironia molto azzeccato, in scene come quella, alla Woody Allen, in cui i rapinatori siciliani di una banca torinese si fanno aiutare da un malcapitato cliente per tradurre le istruzioni alla cassiere. Ma purtroppo non basta perché il film si imprima nella memoria.





Bravino (ma meno del solito) Lo Cascio nel ruolo di un mafioso che è agli antipodi di quello di Peppino Impastato che gli era valso il primo grande successo con I cento passi. Discreti anche la Finocchiaro e Gifuni, così come il resto del cast "mafioso" che fa da contorno al protagonista .

E aumenta l’impressione che la crisi del cinema italiano attuale sia, principalmente, una crisi di scrittura più che legata alla penuria di attori o registi.






Il dolce e l'amaro
cast cast & credits
 







La locandina del film

 
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