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Vita e memoria

di Marco Luceri
  The sun also rises
Data di pubblicazione su web 05/09/2007  

Jiang Wen, uno dei più famosi registi cinesi contemporanei, pluripremiato habitué dei festival europei, ha impiegato circa tre anni per realizzare il nuovo film in concorso alla Mostra, The sun also rises, complicata e visionaria fiaba sulla Cina secolare che si sviluppa in ben quattro racconti.

Il primo episodio è un idillio pastorale narrato, come di consuetudine, con toni sospesi tra il fiabesco e il sognante, e ha come soggetto il difficile rapporto tra una madre “finta pazza” e il giovane, apprensivo figlio da educare: basti pensare che sono un paio di scarpette ricamate a spingere la donna in una spirale di fantasia e delirio. E’ l’episodio forse più riuscito, legato al tema della memoria (“Il ricordo serve a fuggire” dice la madre durante la bellissima scena in cui brucia davanti al figlio le vecchie lettere d’amore del marito e la cenere le ricopre il capo) e della follia, sorta di riscoperta panica della natura. Quest’iniziazione segna una scoperta: man mano che il figlio cerca di comprendere la complessa capacità della madre di forzare gli elementi della vita quotidiana nella sua dimensione personale scopre ciò che in realtà questa apparente follia…

The sun also rises
The sun also rises



La seconda storia si svolge in un campus universitario all’alba della rivoluzione culturale e racconta del ménage à trois fra due cinesi ritornati dall’Indonesia e una sensuale dottoressa molto sensibile ai palpeggiamenti del cinema all’aperto. Una delle scene più esilaranti del film è ambientata infatti durante la proiezione di un vecchio film di propaganda maoista: il povero palpeggiatore è scoperto, inseguito e linciato dalla folla; segue il classico siparietto della convalescenza ospedaliera con tanto di dottoressa. Il nostro eroe lo ritroviamo poi nel terzo episodio (quello più prolisso e meno riuscito), in cui l’uomo è rimandato al villaggio dove dormono la vedova pazza e suo figlio, ora adulto. Ritornano anche qui le metafore della seduzione e della sessualità: il ventre della donna amata e trascurata è paragonato al velluto, la cui conoscenza può salvare la vita.

L’ultimo racconto torna indietro nel tempo, portandoci nel deserto del Gobi, spazzato dai venti, dimora dei nomadi uiguri, dove ritorna il tema della memoria e del destino, e in cui il tempo e lo spazio delle quattro storie vengono unificati; è l’episodio in cui si chiariscono le connessioni predestinate, che si situano agli snodi fondamentali della vita, nascita, matrimonio e morte.




Dallo stile forse un po’ troppo pasticciato, con molte lungaggini ampiamente eliminabili, The sun also rises può essere una buona cartina di tornasole per tastare lo stato del cinema cinese d’autore. Non mancano gli elementi della tradizione, riletti spesso in chiave post-moderna (si veda l’eccessiva colorazione degli elementi naturali), la spinta verso un montaggio d’azione che deve molto alle coeve esperienze coreane (siamo dalle parti di Park Chan-Wook, per intenderci) con inserti tipici del cinema europeo (la scena della festa che segue al matrimonio sembra girata da Kusturica). Tutti elementi che per un regista già ampiamente affermato, classe 1963, può costituire il pregio del guardarsi intorno, per contaminare una cinematografia che, come il Paese in cui viene prodotta, resta in continua e forte mutazione.



The sun also rises
cast cast & credits
 

La locandina del film
La locandina del film




 
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