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Gli amanti irregolari

di Marco Luceri
  Help Me Eros
Data di pubblicazione su web 05/09/2007  

Tsai Ming-Liang ha prodotto il secondo lungometraggio di Lee Kang Sheng (che ha esordito nel 2003 con il convincente Bujian), il celebre attore cinese, volto feticcio del suo stesso cinema. Forse è più di uno scambio di favori tra due eccellenti professionisti del cinema orientale; a guardar bene infatti Help me eros, in concorso quest’anno alla Mostra, costituisce un interessante continuum con il cinema di Tsai, un inedito esperimento che coinvolge la singolare creatività di un attore che si confronta con un altro mezzo espressivo, riuscendo però a conservare un preciso stile autoriale, forse un po’ troppo in debito con le atmosfere e i temi del maestro, ma tutto sommato autonomo e incisivo.

Ispirato a una triste vicenda autobiografica, Help me eros narra la storia di Ah Jie (interpretato dallo stesso Lee Kang Sheng), giovane agente di borsa che ha perso tutto a causa di una grave crisi economica e trascorre le sue giornate rinchiuso nel suo appartamento a fumare marijuana, di cui coltiva in segreto molte piante nel suo armadio. Disperato, chiama un numero verde contro i suicidi e conosce Chyi (Yin Shin), la cui voce dolce e gentile lo fa innamorare dell’immagine che nella fantasia si è fatto di lei. Dopo vari tentativi si abbordaggio, comincia a proiettare la sua fantasia di Chyi su Shin (Liao Hui Chen), la nuova ragazza che lavora alla bancarella di noci di betel lungo la strada; lei indossa sempre abiti succinti per attirare i clienti maschi. Lui entra in intimità con lei e ben presto i due sprofondano ossessivamente in un mondo di piaceri erotici e psichedelici.

Help Me Eros
Help Me Eros



Sono molti, come si accennava in precedenza, i temi e i motivi propri del cinema di Tsai Ming-Liang in Help me eros. Innanzitutto il personaggio principale, travolto dal destino e perciò costantemente alla deriva, protagonista di una vicenda di vero e proprio prosciugamento esistenziale: è la sua stessa casa, come la vita, a perdere ogni giorno pezzi, continuamente consegnati al banco dei pegni per racimolare qualche soldo (dalla tv al computer, alle lampade per arrivare alla mancata erogazione di acqua e luce); come nel cinema di Tsai gli uomini trasferiscono sugli oggetti la loro intimità e il loro destino, così in Help me eros la lenta cancellazione dei suppellettili che denotano l’ambiente domestico non è altro che il lento scomparire stesso del personaggio, che resta pian piano sempre più un'ombra. In questo senso la costruzione geometrica dello spazio d’interni è funzionale a esprimere l’idea di un luogo privo di uscite: la casa è continuamente immersa in una tagliente oscurità, in cui ritornano simbolicamente le forme cilindriche e circolari (la strana poltrona a forma di serpente si reitera ad esempio nelle anguille tenute nella vasca).

Questa poesia degli ambienti si trasferisce poi anche sugli esterni: le splendide riprese della città notturna, con le sue luci, la sua pioggia, i suoi fumi, i palazzi anonimi, le strade impenetrabili denotano ancora una volta la trasformazione della città stessa da spazio scenico a luogo dell’immaginario, in cui le stesse figure delle ragazze di strada diventano parte di una serie infinita e misteriosa di suggestioni visive. In questo senso l’esibizione dei corpi, soprattutto nelle riuscitissime scene degli amplessi orgiastici (con le immagini seriali proiettate sulla pelle) elevano questi fisici a immagini che eccedono, nel senso che condensano in esse una serie di istanze attrattive molto affascinanti: una vera e propria seduzione dell’occhio che rimanda continuamente ad altri spazi, ad altri luoghi, ad altre storie, ad altre forme.

Con tanti tratti in comune con lo stile di Tsai Ming-Liang, è difficile parlare di Help me eros in termini diversi da quelli di cinema d’atmosfera e di suggestione visiva. Ciò che lo rende però originale è forse la minore spinta data da Lee Kang Sheng allo studio maniacale del maestro per l’effetto visivo (questo tratto è evidente nel maggiore uso, ad esempio, in questo film, delle ellissi interne), per la maggiore attenzione agli sviluppi narrativi, alla volontà comunque di non abbandonare la narrazione per l’apertura totale alle forme del possibile. E’ in questo senso, solo forse in questo senso, che l’allievo non ha superato il maestro. Ma non era facile. Alla seconda prova.





Help Me Eros
cast cast & credits
 

La locandina del film
La locandina del film




 
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