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Fantasmi

di Sara Mamone
  Yella
Data di pubblicazione su web 19/02/2007  

E' strano e intrigante il film di Christian Petzold, colto regista tedesco premiato al suo esordio nel 1995 con il premio d'oro del cinema tedesco e già presente a Berlino nel 2004 con il complesso Gespenster ("Fantasmi", titolo che aveva inizialmente pensato di dare al film d'esordio, poi chiamato Die Innere sichereit, piú o meno Sicurezza interna i cui protagonisti erano terroristi che cercavano una vita  normale: cioè, più o meno, dei fantasmi). Il titolo è stato poi dato alla storia della ricerca ininterrotta (da parte di una madre) di una figlia rapita e della deformazione di ogni rapporto che questa lacerazione comporta in tutti coloro che la subiscono. Attento quindi alle identità segrete che qualche vicenda ha reso eccezionali  e impegnato a scavare nella non banale problematica di chi non riesce a entrare nella norma, il regista estrae in questo film dalla massiccia schiera fantasmatica dei cinque milioni di disoccupati della Germania di oggi Yella, giovane vibratile e ancora piena di progetti nonostante il fallimento doloroso del suo matrimonio.


Devid Striesow e Nina Hoss
Devid Striesow e Nina Hoss


 

Decisa  comunque a tentare di vivere la sua vita la giovane lascia la piccola città dell'Est  (il film si colloca  a ridosso dell'unificazione delle due Germanie) e attraversa l'Elba per giungere nell'opulento Ovest, con in tasca una promessa di lavoro e tante illusioni. Il saluto al padre ha in sé tutto lo strazio della fine di una parte della vita. Inseguita dal marito ancora innamorato Yella accetta un passaggio in macchina fino alla stazione da dove prenderà il treno che la porterà verso la nuova vita: ma la direzione presa dall'uomo non è quella promessa e il viaggio si concluderà nelle acque del fiume, dove la macchina piomberà pesante per sparire sul fondo. Ma Yella, salva, riaffiorerà dal fondo e, stremata, si risveglierà sulla riva, il marito accanto. Ripresi i sensi e le sue povere cose raggiungerà la stazione partendo per Hannover, la nuova vita. Il sogno dell'Ovest, con le sue belle macchine, i mercati finanziari, le mille promesse di una società opulenta pare realizzarsi nell'incontro  con  Philipp, che di questo mondo fa parte. Il giovane broker la sceglie come assistente, lei rivela competenze e intuito preziosi, sui successi professionali si impianta una storia d'amore fatta non soltanto di progetti comuni ma di tenerezze, dolcezze, attenzioni: Philipp, anche se un po' discutibile in alcune operazioni professionali, ha grandi progetti e sa proteggerla sia dal mondo cui va incontro che da quello del passato che ritorna ogni tanto (sarà vera minaccia o sarà solo l'incubo di Yella il ritorno del marito, che occupa la sua stanza nell'hotel e pare seguirla nei corridoi?).


Nina Hoss
Nina Hoss


 

La vita sognata ha le sue durezze e la giovane donna non nega certo al suo talento anche le forme estreme del ricatto. Tutto però sembrerebbe andare per il meglio se non fosse che di tanto in tanto Yella sente all'orecchio strani rumori che la turbano e turbano lo spettatore, messo su una lunghezza d'onda diversa dal quella di un piano racconto realistico. Qualcosa di misterioso e inquietante si insinua a poco a poco mettendo a disagio lo spettatore (grazie anche alla fascinosa e ambigua interpretazione di Nina Hoss, apparentemente distaccata da tutto quello che succede). Ma chi è davvero Yella e chi Philipp, al di là di apparenze troppo corrispondenti ai desideri per essere vere? Il terreno si fa sempre piú scivoloso e l'ansietà crescente dello spettatore troverà solo alla fine una risposta: quando, riprendendo la scena dell'incidente nel fiume, la macchina da presa allargherà il campo ai soccorritori che metteranno a terra i corpi della ragazza e del marito e li ricopriranno pietosamente con il telo per i cadaveri. Fantasmi anch'essi, dunque, Yella e Philipp hanno avuto soltanto una vita virtuale, il loro incontro è stato una delle infinite possibilità che il destino avrebbe potuto, ma non ha voluto, assegnare loro.

 





Yella
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Yella


 
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