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La tela della solitudine

di Sara Mamone
  Diario di uno scandalo
Data di pubblicazione su web 16/02/2007  
Dal romanzo di Zoe Heller Notes on a scandal (quest'anno la maggior parte dei film berlinesi è tratta da romanzi a conferma che oggi forse i romanzi non sono piú un genere a sé ma vengono scritti in funzione dell'auspicata cinematografazione) il regista solidamente british Richard Eyre ha tratto un bel film, solido, tradizionale, costruito con giusta suspence, seguibile in ogni dettaglio e, soprattutto, superbamente fondato sui pilastri di una coppia imprevedibile ma perfetta nella sua antiteticità: Judi Dench e Cate Blanchett.


Judi Dench
Judi Dench

Se Cate Blanchett sembra una felice scelta del regista, Judi Dench appare come la ragione stessa del film che, forse grazie anche alla sua perentoria teatralità, viaggia con la precisione di dettaglio e la lentezza necessaria ad una fruizione riflessiva come è quella del teatro. L'anziana professoressa Barbara Covett, dominante e solitaria, che regge con pugno di ferro la sua classe in una slabbrata scuola di Londra dove giunge, quasi come un angelo seduttivo, la bellissima e fragile upper class Sheba Hart, trova nella grande attrice inglese un'incarnazione perfetta. La tela di ragno che diabolicamente viene tesa alla giovane in una lotta di potere che a poco a poco la conquista e la frantuma, è tutta tessuta dagli occhi, dagli sguardi, dai silenzi e dai lampi di questa immensa attrice che domina il teatro come lo schermo. La sua solitudine senza scampo, svelata alle pagine del diario che servirà da filo conduttore alla sua trama, trova nella giovane insegnante la perfetta vittima: ogni confidenza, ogni abbandono, ogni richiesta di aiuto viene apparentemente soddisfatta per stringere sempre più stretti i lacci di quello che forse è solo amore senza scampo.


Billy Nighy e Cate Blanchett
Billy Nighy e Cate Blanchett

L'ingresso nella vita della giovane collega (sposata con un uomo più anziano, madre di due figli di cui un down) pare rompere la corazza del suo isolamento. Ma quando viene a scoprire la relazione di Sheba con un allievo quindicenne e si sente tradita Barbara penserà soltanto all'efficacia della sua vendetta: raddoppierà le sue attenzioni alla smarrita amica, le farà il vuoto intorno e poi, quando la trappola sarà a punto, farà in modo che venga denunciata, per offrirle a quel punto il conforto che la renderà totalmente schiava. Quando Sheba scoprirà, attraverso le pagine del diario, l'inganno perpetrato e, distrutta, tornerà dal marito, affidata alla sua pietosa comprensione, la diabolica partner riprenderà, con pacata reiterazione, la ricerca della nuova, fragile, inevitabile vittima.

Il film però non è soltanto la radiografia di una cattura e di un dominio: è anche l'impietosa, e un tempo si sarebbe detto politica, radiografia di un paese che ha rinunciato a fare dell'educazione uno dei suoi capisaldi, lasciando andare alla deriva istituzioni e riferimenti consolidati: più e meglio di ogni analista il cinema inglese ha da tempo imparato a descrivere il disagio del vivere dopo la perdita dello stato sociale. Gli appunti su questo "scandalo" invididuale sono anche un ulteriore capitolo di questa denuncia.


Diario di uno scandalo
cast cast & credits
 



locandina

 

 

 

 


 


 

 
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