drammaturgia.it
Home | Cinema | Teatro | Opera e concerti | Danza | Arte | Racconti e... | Televisione | Libri | Riviste
Punto sul vivo | Segnal@zioni | Saggi | Profili-interviste | Link | Contatti
cerca in vai

Amor di patria

di Sara Mamone
  The Good Shepherd - L'ombra del potere
Data di pubblicazione su web 14/02/2007  
Atteso con grande attenzione al Festival di Berlino il secondo film di Robert De Niro, The Good Shepherd ha tutto per essere un grande film: un titolo ironico, un forte impegno morale, una ferma mano registica, un cast stellare (Matt Damon, Angelina Jolie, Alec Baldwin, Martina Gedeck, William Hurt, Timothy Hutton e pure Joe Pesci e John Turturro) in cui il grande attore si riserva il solito spazio-premio, un solido impianto narrativo, giocato con lucidita sui molti piani di flashes back nitidamente distinti per epoca e poi ben intrecciati tra loro. L'ambizione morale si unisce subito a quella politica e la storia è tra le più coraggiose che un regista (un cittadino) americano possa oggi raccontare: è la storia della Cia, o meglio di quella organizzazione "patriottica" che, nata durante la seconda guerra mondiale e perfezionata durante la lunga fase della guerra fredda, continua oggi, forse più potente ma non meno prepotente di sempre, a far coincidere l´interesse dell'umanità con quello degli Stati Uniti e l'interesse degli Stati Uniti con quello di gruppi potenti legati da solidarietà ereditarie, quali la Skull and Bones society, confraternita segreta (in tempi recenti ne hanno fatto parte Bush padre e figlio e anche il non felice candidato democratico Kerry; ma il film non vuole affatto indurre a facili attualizzazioni) legata ai valori forti di una grande nazione: amor di patria in primis, ma subito dopo, inscindibile, amor di famiglia, cura dei figli, fedeltà di virili amicizie e, naturalmente, non va dimenticato dio.


 

Edward Wilson, il protagonista che Matt Damon accompagna dalla prima infanzia, segnata dalla tragedia dell'inspiegabile suicidio del padre ammiraglio, fino ad una vecchiaia segnata anch'essa dalla tragedia familiare ma non doma nei suoi valori "esemplari"è perfetto per essere aggregato alla più grande famiglia dell'élite protettrice della patria. Dopo aver subito la cerimonia iniziatica che lo obbliga a rivelare ai confratelli un segreto mai rivelato è pronto al primo passo. Il segreto mai rivelato è quello della lettera che il padre stringeva nel pugno al momento del suicidio e che il bambino sottrae senza peraltro mai leggerla. Ma poichè la lettera non letta in un film, è come la pistola che non ha mai sparato (sparerà al momento opportuno e la lettera verrà letta al momento opportuno, verosimilmente come chiave di lettura finale) lo spettatore si predispone da subito ad una lunga attesa. Attesa riempita da un serio tentativo di fare storia, con onestà, coraggio, senza semplificazioni, intrecciando i piani narrativi in modo che il continuo slittamento dei tempi della narrazione consenta un ulteriore arricchimento nella lettura della complessa vicenda di una nazione che forse solo ora comincia veramente a fare i conti con se stessa. Ed ecco la storia individuale di questo ambizioso, cresciuto con la stella polare della discrezione e dell'onore, percorrere tutte le tappe di una carriera sempre più politica e di una vita familiare sempre più virtuale: l'amore tradito per una bella compagna di studi sordomuta, il matrimonio lungo e altalenante con un'Angelina Jolie che si acconcia ad un tradizionalissimo ruolo di sposa in attesa, educatrice di un figlio che soffre visibilmente delle intermittenze paterne ma che prende sempre piú coscienza della grandezza della missione del padre.



 

Gli spostamenti planetari del volenteroso eroe diventano veramente un po' difficili da seguire sia nel tempo che nello spazio perchè pare tocchi a lui ogni missione complicata, dal tradimento di un vecchio professore fintamente filonazista emigrato in Inghilterra e poi fatto fuori per la sua inaffidabilita (in certi ambienti mai fidarsi troppo degli omosessuali) alla crisi cubana, alla affaire della baia dei porci fino ad una piú recente destabilizzazione africana in cui, ma il tempo è passato, l'eroe, un po' provato dagli anni e da una crisi coniugale, e sempre più identificato con una missione che ha sostituito i valori adolescenziali della sincerità con quelli della dissimulazione professionale (pro bono patriae, naturalmente), l'eroe, dicevamo, che ha cresciuto il figlio con i suoi stessi ideali e che lo ha visto orgogliosamente entrare nella stessa società patriottica scopre che il rampollo è un po' traditore (per amore). La scelta tra amor di patria e amor paterno è difficilissima, ma qualche negoziato si può avviare; negoziato che lo espone a ricatti, ovviamente, ma tra adulteri, incontri con spie russe e molte altre vicende non sempre narrativamente chiarissime, qualche negoziato con se stesso si può anche capire. Alla fine, provato dalla vita che ha coinciso con la missione, l'eroe si decide ad aprire la lettera del padre che gli raccomanda semplicemente di essere un buon figlio, un bravo sposo, un bravo padre. Insomma gli affida i soliti valori che, lo sappiamo bene, il figlio non ha saputo realizzare nè con tutta evidenza, passare a sua volta al proprio figlio. Fine della storia. Cioè non fine perchè una storia del genere non finirà mai. O comunque non ora.


 

Questa continuità dello scacco morale è l'assunto più riuscito del film che, attraverso la ripetizione sia delle sempre piü meccaniche ritualità sociali (i Natali e le feste in famiglia che tanto ricordano i riti delle fedeltà mafiose) che dei sempre più aggressivi sistemi di coercizione, porta la storia ai limiti dell'attualità e là ce la consegna, senza troppe sottolineature. E' un film a grande budget, non un manifesto. Quindi tutto bene salvo il fatto che la struttura è un po' troppo macchinosa e gli interpreti sono tutti un po' troppo giusti. Così giusti che sembra di averli già visti mille volte negli stessi ruoli. A cominciare dal protagonista assoluto di cui conosciamo ormai a memoria gesti, tic, espressioni, modi di indossare impermeabili e smoking e che qui è così giusto da essere quasi inesistente. Un po' la stessa cosa vale per il suo maestro. Ma pure Alec Baldwin pare preso dai suoi film precedenti, sicchè l'unica vera sopresa pare essere Angelina Jolie, veramente fuori posto, se Dio vuole.



The Good Shepherd - L'ombra del potere
cast cast & credits
 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 


 



Robert De Niro sul set del film


 
Firenze University Press
+39 0552743051 - fax +39 0552743058
Borgo Albizi, 28 - 50122 Firenze

web:  http://www.fupress.com
email:info@fupress.com
© Firenze University Press 2013