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La danza della crudeltà

di Elena Basteri
  Insideout
Data di pubblicazione su web 11/12/2006  
Il mondo della danza berlinese è in fibrillazione: dicembre infatti nella capitale tedesca non è solo il mese dei mercatini natalizi ma anche il periodo in cui, da due anni, con il festival Tanz made in Berlin, si accendono i riflettori su gran parte della danza prodotta in loco da coreografi berlinesi d'origine o d'adozione.

Nell'ampia vetrina della creatività coreografica berlinese, che affianca a giovani emergenti nomi dell'establishment artistico internazionale, non poteva mancare quella che ormai è considerata da molti come l'erede della Bausch: la quarantenne Sasha Waltz, nuova regina del teatro danza tedesco, che per l'occasione ha aperto le porte di Radial System, il suo nuovo castello sulla riva dello Sprea.

E' infatti all'interno di questa ex turbina in mattoncini rossi, concepita come nuovo spazio per il dialogo tra le arti a 360 gradi, che è andato in scena Insideout, coreografia mobile o come lei stessa lo definisce "istallazione transitabile", prodotta dallo Schaubuehne am Lehniner Platz. Nato dall'idea di realizzare una coreografia simile ad una mostra espositiva, in cui lo spettatore gestisce autonomamente lo spazio e il tempo di fruibilità dell'opera, Insideout fonda nella mobilità dei performers e del pubblico il suo elemento costitutivo.


Insideout
Insideout

Avventurandosi nell'affascinante e tortuosa struttura ideata da Thomas Schenk, fatta di corridoi e scalette che collegano tra loro numerose casupole di legno, l'impressione è quella di violare l'intimità dei performers, entrando direttamente nei loro piccoli domicili, affacciandosi alle porte e alle finestre di cui sono dotate le strutture.  L'effetto voyeuristico è ampliato dal contenuto intimista e autobiografico delle coreografie, ispirate alla vita stessa dei ballerini di Sasha Waltz & Guests provenienti da 19 paesi diversi e dai quattro continenti, alla loro storia, alla loro memoria e alla loro identità.

I "Guests" rappresentano infatti, nella struttura microcosmo di Schenk, il moderno villaggio globale dove temi come l'identità, la migrazione e il rapporto con le proprie origini vengono espressi con il linguaggio del corpo, coi gesti, la voce e vecchie storie. Come nel caso della ballerina portoghese Claudia de Serpa Soares che sullo sfondo video di un nostalgico oceano blu ci regala una fresca scenetta di vita quotidiana in portoghese che immaginiamo avvenire in una delle tante stradicciole  di Lisbona a picco sul mare. Come lei ciascuno ha dei piccoli oggetti ricordo o foto in bianco e nero con cui far dialogare il proprio corpo: una coppia di innamorati, un bambino ossuto, un'elegante signora con cui prendere un caffè o un primo piano di giovane donna da indossare come una maschera.


 

Insideout
Insideout


 

L'elemento biografico risulta però più intenso ed interessante nei casi in cui non si manifesta in maniera marcatamente didascalica. Come nella donna che, riempiendo i collant con chicchi di riso, deforma il suo corpo trasformandolo in una sorta di scultura vivente à la Ernesto Neto. Il nuovo peso del suo corpo/prigione la costringe a modificare i movimenti e a ricercare un nuovo equilibrio fino a che decine di mani, spuntate all'improvviso dalla parete come corpi autonomi, non le restituiscono la leggerezza e la levità.

Ma è sotto il suono assordante delle sirene che sovrastano all'improvviso la musica composta da Rebecca Saunders ed eseguita dall'ensemble musikFabrik, che tutta la poeticità e la delicatezza dell'inside lasciano spazio all'aggressività dell'out. Quel mondo esterno che nell'immaginario contemporaneo equivale spesso a tensione, sospetto e paranoia entra prepotentemente nella piece attraverso tirannici personaggi che comandano sadicamente il pubblico, obbligandolo all'immobilità, perquisendone le borse, o attraverso imbarazzanti interrogatori come la frase ostinatamente gridata sulle facce degli spettatori "Do you believe in love?".

Il finale, con pubblico compattamente ammassato nello spazio centrale della struttura, è un tributo all'estetica trash e glamour molto in voga da queste parti: i ballerini si esibiscono in teche di vetro come volgari prodotti commerciali, mostrando succinti slippini D&G, imbrattandosi con schiuma da barba o simulando la defecazione di monete d'oro.



 





Lettera da Berlino
Insideout

cast cast & credits
 

 

Foto tratte dal sito
Sasha Waltz & Guest



 
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