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Segreti di famiglia

di Albarosa Camaldo
  Carnezzeria
Data di pubblicazione su web 24/03/2003  
La compagnia Sud Costa Occidentale, nata a Palermo nel 1999, dopo i successi riscossi nella scorsa stagione con lo spettacolo mPalermu, vincitore del "Premio Scenario 2001", ripropone in Carnezzeria di Emma Dante una riflessione sui disagi e la drammatica condizione di vita di alcuni paesi del sud d'Italia.

"Carnezzeria" significa macelleria e il titolo allude alla distruzione fisica e psicologica a cui vanno incontro i protagonisti, tre fratelli e la sorella Nina, prigionieri delle convenzioni e vittime di rapporti incestuosi.

Nina (Manuela Lo Sicco), vestita da sposa, viene portata in scena dalla platea, sdraiata e immobile come una salma, dai tre fratelli (Gaetano Bruno, Sabino Civilleri, Enzo Di Michele) con la pelliccia e la tradizionale coppola siciliana. Arrivata sul palcoscenico Nina, che è incinta, si rianima e i quattro personaggi iniziano a parlare: lei appare confusa, racconta di un viaggio in nave, chiede di tornare a casa, parla di uno sposo che dovrebbe arrivare. Mostra subito la sua natura remissiva, abituata a soffrire e ad accettare tutto, senza porre troppe domande; invece i fratelli appaiono risoluti e violenti.



Carnezzeria
Carnezzeria


Attraverso una particolare trovata, Nina rievoca momenti della loro vita: estrae da una tasca sul suo grembo fotografie dei membri della famiglia e dei luoghi dell'infanzia e, come se parlasse con il pubblico, con una voce tra lo straniato e l'infantile, inizia a svelare alcuni drammatici episodi della sua adolescenza. I tre fratelli, che parlano in dialetto, a tratti incomprensibile, per caratterizzare maggiormente la realtà siciliana, la interrompono spesso per impedirle di raccontare alcuni terribili segreti di famiglia che si possono solo intuire.

Dai gesti e non dalle parole emerge la storia di terrificante violenza che i fratelli hanno vissuto a causa del padre che li ha trasformati in sadici, sia verso la sorella, colpevole solo di essere docile, sia nei rapporti tra loro: Paride, il fratello maggiore, esercita la sua autorità sugli altri due che, succubi, eseguono la sua volontà senza ribellarsi, ripetendo tutto quello che lui dice. La furia dei fratelli si scatena anche sul nascituro quando prendono a calci il pancione di Nina. Il piccolo, frutto di una violenza indescrivibile, sembra ribellarsi in una scena agghiacciante in cui scalcia come per uscire dalla madre, al frenetico ritmo di una musica assordante. Manuela Lo Sicco dà prova di un'abilità straordinaria nell'esagitato movimento di tutto il corpo. In una scena analoga giocata sulla mimica, su movimenti accelerati e spasmodici, anche uno dei fratelli ricorda i terribili abusi subiti da bambino da parte del padre.

Gli attori discutono, danzano e ricreano suoni e rumori con mezzi semplici come lo schioccare della lingua e i colpi di tacco, così da caratterizzare il mondo rustico a cui appartengono. L'atmosfera di festa dell'attesa del matrimonio si rivela ben presto fasulla e diventa cupa, drammatica mentre Nina, fiduciosa nei suoi fratelli-carnefici, continua a chiedere notizie del suo sposo, ripetendo: "E' bello? Perché anche l'occhio vuole la sua parte." Essi la lasciano sola e inchiodata al pavimento dal suo velo da sposa finché non soccombe, senza emettere un lamento.

Toccante è l'interpretazione di Manuela Lo Sicco nei suoi atteggiamenti infantili che vogliono mostrare un ritardo mentale. La scenografia, ideata da Fabrizio Lupo, sembra riprodurre con i lumini rossi che si accendono sulla ribalta un cimitero e con le insegne luminose le feste paesane che fanno da sfondo all'evolversi del dramma.

La giovane compagnia Sud Costa Occidentale e il testo di Emma Dante sembrano davvero dire qualcosa di nuovo nel panorama teatrale contemporaneo.



Carnezzeria
cast cast & credits
 


foto di Lia Cuccio,
fonte Internet
 
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