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La Libreria della Musica

di Michele Manzotti
  un momento dello "show case"
Data di pubblicazione su web 04/11/2005  

La scuola di Canterbury ha rappresentato una realtà importante del rock inglese anni '70. Attorno alla città storica del Kent infatti si era sviluppato un gruppo di musicisti che cercava nuove strade rispetto al progressive che imperava in quel periodo. Lo faceva in due direzioni principali, la prima era incarnata dai Soft Machine e dai Caravan la cui musica presentava momenti jazz o comunque jazzati, l'altra dagli Audience che inserivano sonorità acustiche e atmosfere psichedeliche. E' stata una scuola che ha avuto sviluppi importanti e testimonianze di affetto, spesso al di fuori della Gran Bretagna.

L'Italia ha avuto un ruolo fondamentale in tutto questo e nel nostro paese Firenze accolse gli Audience in tre memorabili serate allo Space Electronic nel 1970, nel 1972 (in questo caso insieme ai Renaissance) e nel 1973. E' stato quindi un fatto naturale che il gruppo, appena riformatosi, si sia esibito nel capoluogo toscano. Con loro i già citati Caravan e un'altra formazione del rock inglese nata in quel periodo, i Barclay James Harvest, proveniente invece dalla zona nordoccidentale del paese. Si è trattata di un'unica data italiana in forma di show case, perché organizzata in una libreria (la Melbook Store), grazie al marchio Il Popolo del Blues. I tre gruppi fanno parte di un'unica scuderia, l'etichetta Eclectic Discs che ha sede a Canterbury e gestita da un giovane appassionato di musica poi divenuto produttore, Mark Powell. Lo stesso Powell e il suo lavoro sono stati presentati da Ernesto de Pascale (fondatore de Il Popolo del Blues) che come maestro di cerimonie ha ricordato la Firenze che promuoveva grandi eventi musicali. Nell'occasione erano presenti anche i gestori dello Space Electronic dei primi anni settanta,  Mario Bolognesi e Fabrizio Fiumi, che hanno raccontato come andarono personalmente a Londra a caccia di nuovi musicisti.

I quali, con qualche capello bianco e chili in più, hanno comunque retto la scena. Infatti è una caratteristica peculiare di tanti artisti anglossassoni, abituati non solo a palcoscenici di teatri ma anche ai piccoli club, di adattarsi a situazioni in cui si devono esibire in forma acustica o semi acustica. I Caravan forse sono stati i più penalizzati dato che la formazione abituale è di sei elementi: con il cantante-chitarrista Pye Hastings  bloccato da un'influenza, sono giunti in Italia il bassista Jim Leverton e il violista Geoffrey Richardson, che si è anche esibito al flauto. Essendo un gruppo fortemente basato su una varietà sonora  tra chitarre, tastiere e sezione ritmica (e un bel po' di rock come nell'ultimo The Unathorised Breakfast Item), qualcosa è mancato. Ma Richardson e  Leverton sono musicisti di lunga data (il primo collabora con la Penguin Cafè Orchestrta e il secondo ha suonato tra gli altri con Noel Redding, bassista di Jimi Hendrix), e hanno saputo toccare le corde del pubblico grazie non solo a uno strumentale a un brano dal disco solista di Leverton, ma soprattutto a Disassociation, tratto dal capolavoro In the Land of Grey and Pink del 1971 (in molti si erano portati la copertina del vinile per gli autografi di rito).

Meno festeggiati i Barclay James Harvest, anche perché meno noti dei colleghi e soprattutto con brani meno ispirati. John Lees, chitarrista e Woolly Wolstenholme, tastierista che ha dovuto necessariamente suonare la chitarra, hanno in pratica fornito un assaggio di un repertorio comunque interessante, con molti momenti di rock sinfonico e un inizio carriera più acustico. Una produzione molto vasta, che in parte troverà presto casa in un box antologico di 5 Cd, mentre il futuro per Wolstenholme vuol dire la nuova esperienza che va sotto il nome di Maestoso. 

La grande festa è stata per gli Audience, rappresentati dal cantante-chitarrista Howard Werth e dal sassofonista Keith Gemmel. Specialmente Werth è stata la vera e propria star della serata: grande capacità chitarristica e voce inossidabile alla Robert Plant hanno conferito fascino e classe a Man in the Box, Nancy, I had a Dream (richiesta a gran voce dal pubblico), queste ultime tratte dal classico The House on the Hill del 1971 e a Zig Zag Swirl, dall'album solo di Werth poi inclusa nell'ultimo live del gruppo. E' proprio     il cd  Alive&kickin'&screamin'&shoutin' a rappresentare il ponte tra passato e futuro di un gruppo di musicisti che non ha alcuna intenzione di smettere.

Un'ultima considerazione sul pubblico che sin da un'ora prima aveva affollato la libreria occupando tutti i posti disponibili: oltre agli Over 40 (tra cui una nutrita colonia romana) c'erano anche tantissimi Under 25. Segno che se si organizza e si propaganda una musica diversa da quella commerciale, la risposta arriva proprio dai più giovani.

 




Audience, Caravan, Barclay James Harvest a Firenze
"show case" alla Melbook Store


cast cast & credits
                                 
House of the Hill (1971) degli Audience
House of the Hill (1971)
degli Audience






John Lees (1977) dei Barclay James Harvest
John Lees (1977)
dei Barclay James Harvest



Woolly Wolstenholme (1977) dei Barclay James Harvest
Woolly Wolstenholme (1977)
dei Barclay James Harvest

 
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