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Aristotele sotto il sole della California

di Gianni Cicali
  Training day
Data di pubblicazione su web 01/01/2001  
Il cinema industriale torna costantemente, in modo più o meno consapevole (difficile a dirsi), all'antico. E' il caso di Training day (regia di Antoine Fuqua, sceneggiatura di David Ayer) che può essere letto attraverso le antichissime unità aristoteliche di luogo, di azione e di tempo.

Interpretato da Denzel Washington (Oscar 2002 quale miglior attore protagonista), il film non è l'unico caso 'aristotelico' degli ultimi anni. Ricordiamo Minuti contati con Johnny Depp (Nick of Time, USA, 1995), in cui il protagonista aveva a disposizione solamente 60 minuti per salvare la figlia rapita da una banda di cospiratori. Training day risulta però canonicamente ed esplicitamente più vicino ai dettami del filosofo, mal interpretati (fin dal passato) dagli studiosi umanistici e rinascimentali e causa di interminabili diatribe teorico-drammaturgiche.

La storia si svolge a Los Angeles. Un giovane poliziotto bianco (Ethan Hawke) deve compiere il suo primo giorno di pattuglia (training day) con un veterano afroamericano corrotto della squadra antidroga (Denzel Washington). Il poliziotto 'cattivo' coinvolge, dopo averlo in un certo senso sedotto, il poliziotto buono in un delitto. Ma il 'pivello' è meno sprovveduto di quello che sembra e, forte della potenza del bene e del 'giusto', sconfigge il 'male' senza sporcarsi troppo le mani. Messaggio subdolamente razzista, o realistico nella dimensione del politically correct (anche gli afroamericani hanno diritto di essere cattivi), esorcizzato da un Oscar 'al nero'.

Analizzate grossolanamente, le tre unità drammaturgiche secondo Aristotele sono così distribuite: unità di luogo, Los Angeles; unità di tempo, dall'alba al tramonto. La terza, l'unità di azione, prevedeva che non ci fosse la sovrapposizione disorientante tra più azioni narrativo-drammatiche e viene anche qui rispettata, in parte (come 'in parte' è sempre stata seguìta): l'azione è quella condotta dal poliziotto corrotto, il quale, per pagare i killer della mafia russa che vogliono eliminarlo a causa di un regolamento di conti, deruba e uccide un informatore implicando nell'omicidio il giovane collega.

Ripetute inquadrature del sole, delle luci e delle ombre scandiscono il trascorrere del tempo, quasi una replica, per il loro pedissequo didascalismo, del disco solare che, mosso da un marchingegno, sottolineava con il suo passaggio sul palcoscenico il rispetto dell'unità temporale aristotelica per la commedia messa in scena durante le nozze di Cosimo I dei Medici nel 1539.

L'unità di luogo invece è più articolata e s'interseca in modo complesso con l'unità di azione. Infatti, se aristotelicamente il luogo della vicenda è Los Angeles, come in tempi lontani era Atene piuttosto che Corinto o Tebe, ci sono però delle sotto-unità con implicazioni drammaturgiche come l'auto del poliziotto corrotto e la strada. L'azione si svolge in non piccola parte all'interno della macchina (modello sportivo supertruccato) di Denzel Washington. I due colleghi solcano e attraversano strade e quartieri di spacciatori che appartengono alla unità "strada", più volte evocata come 'entità vivente' che il novizio deve imparare ad annusare, a sentire quasi animalescamente. In altri termini la macrounità Los Angeles è composta dalla realtà dei due 'sbirri': strade dove si spaccia, si violenta, si ruba e si uccide, e quartieri come la Giungla, popolato da tostissimi neri, cuore pulsante e pericoloso di tutti i traffici illegali. Così l'unità di azione si scompone e ricompone, attraverso la frammentazione dei luoghi, in un viaggio 'narrativo' all'interno della psicologia dei due protagonisti, portando all'esito fatale, alla catastrofe.

Oltre il dato strutturale si deve notare, in questo film 'normale', l'interpretazione di Denzel Washington, non fosse altro per la risonanza dovuta all'Oscar. L'affascinante attore del Rapporto Pelican e Philadelphia non è 'sublime', ma il suo ruolo è stato abilmente pubblicizzato: 'Denzel Washington fa il cattivo', rientrando così in una vecchia strategia propagandistica degli Studios ("La Garbo ride"). Il direttore della fotografia sfrutta abilmente, inquadrando il profilo, il naturale strabismo di Venere dell'attore per accentuare il carattere torvo dello sguardo. Quel tanto di complessità di cui è dotato il personaggio fornisce un'umanità bastante a non ledere l'immagine pubblica del divo 'buono'.

Ethan Hawke, già eccellente interprete del bel film Gattaca, è fisicamente adatto alla parte del giovane policeman (biondo, postadolescenziale neopadre americano) e incarna coloro 'socio-geneticamente' votati al bene.

La scena forse più importante e interessante si svolge in un ristorante. Denzel Washington chiede un mandato, pagandolo profumatamente, a tre alti papaveri corrotti della polizia. Gli servirà per rapinare e uccidere 'legalmente' il suo ricco informatore. Un dialogo quasi criptico, sibillino. I tre, tra cui Tom Berenger in un cameo role, assomigliano, a conti fatti, alle streghe di Macbeth: pronunciano la loro sentenza, illudono di un dono di onnipotenza il 'candidato' e ne rinviano di fatto l'esecuzione, cosicché il protagonista vedrà nel finale la foresta muoversi verso di lui: la Giungla gli si rivolterà contro facendo scoccare l'ora del destino. Niente di nuovo sotto il sole della California.


Training day
cast cast & credits
 

 


 

Denzel Washington
Denzel Washington


 


 

Ethan Hawke
Ethan Hawke


 

 
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